Citazione di: Sliver il 10 Nov 2015, 16:01
Gesulio, il problema non è ragionare in punta di principio. Li, nello stadio ideale, i tifosi della Lazio (o della qualunque) sono sempre 50 mila, al netto della minestra, dei commensali, del menù, dei tavoli e degli astanti. Nella realtà, lo riempiono se c'è qualcosa in più oltre alla carta d'identità del tifoso, che accerta di che squadra sei.
E bada bene, quel qualcosa in più dipende anche dagli stessi tifosi, come quando producono una sacrosanta protesta (nelle ragioni) senza immaginare un modo che non anticipi il disastro contro cui si mobilitano, un modo che allarghi la partecipazione, che non proponga solo la diserzione permanente.
Per questi motivi, domenica scorsa, io te e altri 3 mila - de 'na certa, ce lo possiamo dire - non abbiamo lasciato la Lazio sola contro i mistificatori di una banca. E ci saremo ancora - ognuno nel modo che può - ogni volta che servirà, oltre convenienze, contingenze, opportunismi, entusiasmi e depressioni.
Ma così non ci arrivi a 50 mila. Serve altro, una gradazione variabile di piccole e grandi cose. Società, tecnico, giocatori devono fare la loro parte, in tanti modi che conosciamo tutti (compreso il Gascoigne di turno, caro Fish, non c'è dubbio. Non proponevo il social forum ;-) ).
Non sottovalutiamo però cosa significano le nuove norme liberticide introdotte da Gabrielli & co., che rischiano di far saltare per sempre un modo di stare allo stadio. Caro Guy: di te e di me o del colletto bianco in Monte Mario, al dirigente digos che vive in Nord, non gliene frega niente se cambiamo posto. Quella norma è fatta per essere utilizzata discrezionalmente contro chi "organizza" una curva, contro chi vive e fa vivere la curva come spazio (relativamente) "autonomo" dai dettami del cliente (a prescindere dalle espressioni positive o negative di questa "autonomia"). Questo passaggio d'epoca, se confermato, se non trova un via d'uscita, un compromesso, inciderà per sempre, per migliaia di persone, su quel principio ispiratore a cui faceva riferimento giustamente Gesulio. Che ci piaccia o no, quel fattore affosserà la passione per la Lazio e la conseguente partecipazione allo stadio. Molto di più delle "guerre", più o meno sensate, a Lotito.
Stiamo in un imbuto complicato. Serve costruire ponti, capire le ragioni, ricostruire l'unità dei laziali.
guarda, a me sembra il tuo un ragionamento in punta di principio, un po' astratto da quella che è la realtà dei fatti da 11 anni a oggi.
Gascoigne purtroppo è l'ennesimo argomento che forza l'analisi e la porta su un territorio astratto, dato che lotito l'attuale Gascoigne NON TE LO COMPRERA' MAI.
tu è a questo che devi riferire un ragionamento, non al resto.
se una squadra come la Lazio lo scorso anno fa il terzo posto, lo devi principalmente a fatti, personaggi e concomitanze che con la questione Gascoigne non c'entrano nulla.
qui sono altre 4 pagine sprecate attorno alla fascinazione del grande campione che allo stato attuale non esiste.
e via di pippe mentali e relativi scoraggiamenti, che ammorbano la discussione e che la riempiono di falsi aneliti.
io dico che bisogna recuperare quello che abbiamo noi come Laziali di specifico, e cioè tutto quello che ci porta dentro uno stadio come quello di domenica, io, te e tutti gli altri, ben sapendo cosa accadrà, perché il risultato finale lo sapevamo tutti, dopo aver visto le ultime Lazio e dopo la designazione di tagliavento.
eppure qualcosa ci ha portato lì dentro: quella è la Lazialità che dobbiamo recuperare.
se poi vogliamo discutere ancora di Gascoigne, dello sponsor sulla maglia, delle palle che mancano e di quanto lotito è un caprone testa de c. e chi più ne ha più ne metta d'accordo.
ma non ci porterà a recuperare quello che abbiamo il dovere di recuperare, per non sparire. la nostra dignità di tifosi della Lazio.