governi, cerracchio, cipriani, dunque
te ne avevo chiesti tre, per l'appunto
di giancarlo, che non considero affatto, e perché mai, un cretino, non so dirti, non leggo da tempo suoi interventi, ma cerracchio è tutt'altro che uscito di scena, le sue idee, i suoi giudizi, direttamente o indirettamente, sono fermento vivo di uno dei due fronti in lotta e questo forum ne è fonte e testimonianza privilegiata, mentre gianni cipriani interviene spesso, con equilibrio e intelligenza, su Lazio Style Channel. non si sono ritirati, non hanno deciso di tacere
ma se vogliamo ragionre sulla questione più generale della assenza di una intellighenzia biancoceleste, sulla mancanza cioè nella cultura romana (e italiana) di una voce, individuale e collettiva, che sappia articolare con sapienza, con passione, con rispetto, la storia, i valori, l'identità della Lazio e del suo tifo, una voce insomma capace di raccontare la realtà e di animare la fantasia in tinta biancoceleste, bene, questo si è tema di grande interesse
che poco o nulla, decisamente più nulla, però ha a che fare con le contingenze della Lazio di questo nuovo millennio. per raccontare la Lazio con libertà e forza occorrono (occorrerebbero) intelligenza e coraggio, volontà e capacità critica, rifiuto della (di ogni) sudditanza e senso di appartenenza. ci ha provato e ci prova tuttora Lazionet - sicuramente l'intellettuale collettivo più avanzato del mondo Lazio - e lo stesso ha fatto e continua a fare - da punti di vista assai diversi e per certi versi drammaticamente inconciliabili - l'area ultras che ruota intorno alla voce della nord. e a modo suo sta provando a farlo anche Lazio Style (radio e channel). ancora troppo poco però, tutto ancora troppo debole e troppo frammentato. e la guerra civile in corso rischia, in ogni momento, di ribaltare il piatto