La verità è che la scorsa stagione non è ancora finita, gli strascichi di quella delusione, cocente e struggente come le lacrime dei tifosi, si pensava potessero essere superati da un bilancio di stagione che vedeva cmq un trofeo messo in bacheca, ma soprattutto una squadra che ha esaltato e si è fatta ammirare per vari e lunghi tratti della stagione.
Ma le tossine della delusione finale, il prologo a Crotone e poi la "mazzata" degli ultimi 15 minuti contro l'Inter, l'inspiegabile "gesto contro" di de Vrij, contro chi gli aveva dato fiducia, pur volendole mettere da parte, addirittura negarle, devono trovare un loro sfogo, un loro tempo, come le ferite che si devono rimarginare, e con esse le divergenze che portano prima a cercare eventuali responsabilità e poi a mettere in pericolo fiducia ed armonia....i giocatori, l'allenatore e d i dirigenti sono uomini, non sono macchine, e tutto ciò non poteva passare senza lasciare strascichi, che ci sono e si percepiscono....
Dobbiamo superare quella delusione, la società deve, e speriamo l'abbia già fatto, voltare pagina, perché nello sport succede di fare la scelta che può rivelarsi non vincente, capita ed anche spesso....la delusione è stata cocente, società e tecnico devono stare dalla stessa parte, in ballo c'è il bene della Lazio e di questa stagione, perché solo una Lazio compatta ed altamente motivata può offrire un rendimento similare a quello della scorsa stagione, non c'è altra via, altrimenti, a prescindere da chi abbia o no ragione, a perderci sarà solo la Lazio.
Non c'è un caso Inzaghi o Lotito, c'è un 20 maggio 2018 da archiviare, ed una stagione da COMINCIARE, ma sul serio e con spirito rinnovato.