I dati in nostro possesso ci dicono che sono principalmente quelli più ricchi di noi.
Perché la questione non è solo tra nord e sud del mondo, ma anche interna tra ricchi e poveri del nord / ricchi e poveri del sud.
Se un povero del nord del mondo consuma solo junk food ad alto impatto ambientale è perché il suo reddito quello gli consente, non si può certo colpevolizzare perché non fa la spesa a NaturaSì con un costo superiore del 300%.
E te lo dice uno che si rifornisce presso la grande distribuzione solo per latte di riso, biscotti e tonno perché per il resto mangia quel che produce lui o chi ha intorno, si muove con il trasporto pubblico locale (la macchina, a metano, la uso da casa alla fermata) e ha uno scarsissimo impatto ambientale rispetto ad altri consumi (pochi vestiti che mi durano anni, spesso comprati usati per risparmiare, raccolta differenziata integrale, riciclo e riuso).
Ma non vado in giro a dire alle persone "fare come me, diventate contadini!" perché sarebbe spostare il problema dal reale (il 70-80% dell'inquinamento) al minimale (2-3%).
Non è che il problema è un generico "altri", il problema è il capitalismo