Citazione di: giovannidef il 04 Ott 2019, 10:14
premetto che non ho mai votato a destra, non che la cosa per me sia motivo di biasimo
ovviamente considerando il PD un partito di centro sinistra
ma se i fischi e i buh sono diventati razzisti, il PD è diventato di destra allora sono un elettore di destra
achab, io in nord, distinti o curva pari sono, non ci posso venire, perché sennò finisce a stecche, ho trovato questa oasi felice che sono i Distinti Sud ma due tre volte l'anno arrivano gli ululatori
ovviamente è come per i cani, la DS è roba mia, per cui al primo ululato potrai sentire un bel basta, avete rotto il cazzo
fino ad oggi ha funzionato, certo l'ho fatto solo per gli huhu
farlo per i buh o per i fischi creerà delle incomprensioni, ci sta uno che urla fischiate a queste merde, sono convinto che mica lo capisce che è razzismo
io in tanti anni di stadio ho visto, oltre me, una vecchietta in tevere che ha fatto smettere due ragazzi alcuni anni fa
questo mi fa dire che Lotito ha avuto più iniziative contro il razzismo del 99% dei tifosi della Lazio
l'unica iniziativa è rispondergli a tono tutte le volte che fanno qualcosa di razzista, a questo punto non so se tifiamo la stessa squadra perché all'olimpico non lo fa quasi nessuno
a me non mi sembra proprio di aver scritto che siamo tutti razzisti, ma che allargare la casa dei razzisti con sempre nuovi distinguo o io sono più antirazzista di te, non aiuti la causa
uno dovrebbe cercare di includere e togliere terra all'avversario, se invece si fa il gioco dei duri e puri si resta in pochi
per cui a Lotito gli metti la casacca del nemico e un giorno te lo trovi contro, quando magari lui manco voleva diventare tuo nemico
Giovanni fai un discorso troppo largo. Nessuno mette in discussione l'impegno che tutti mettiamo contro razzismo e altre porcherie che al di là di tutto comportano dei danni alla Lazio, che è il nostro comun denominatore, se proprio non troviamo un accordo sulla questione sociale e politica.
Quello che hai scritto ti fa onore, io in Tevere top mi appiccico solo con vecchi e ragazzini perché dai coetanei e dagli sguardi torvi dei veterani in basso mi guardo bene dall'andare a fare il paladino perché prenderei solo stecche e calci. Quindi già in questo sono in difetto.
A me Lotito non piace personalmente perché rappresenta quella generazione (tra cui ahimè metto anche mio padre) che ha distrutto la nostra pensando di sapere tutto, di capire tutto, e quindi di poter affibbiare etichette di giusto e consentito e di orrendo e sbagliato a quello che gli pare, spesso causando più danni che migliorie. Quindi per me, idealmente, lui è già un nemico: però possiede una mia passione e quindi come tale me lo devo sorbire, e anzi mi tocca pure applaudirlo e ringraziarlo (a volte pure difenderlo, pensa te). Se lui ingaggia delle alleanze o delle guerre, però, almeno ho facoltà di prendere posizione verso di lui direttamente, soprattutto quando penso che stia danneggiando il mio habitat (dopo ste dichiarazioni, allo stadio le braccia tese usciranno ancora più orgogliose e impunite) oppure l'immagine che contribuisce a creare intorno alla mia passione (sto lavorando a uno spettacolo che si svolge al centrale del tennis, e ieri si sentivano i tifosi allo stadio mentre suonavamo. I colleghi non laziali, non necessariamente riommici, erano lì a commentare la Lazio e i suoi tifosi in base alle ultime uscite di Lotito, ed era tutto un "sono dei razzisti, dei criminali, dei fascisti", etc). Se già la situazione è questa, al di là di tutti i distinguo che già ci diciamo da anni, non sarebbe il caso di provare almeno formalmente a metterci una pezza? Perché se tu mi parli delle attività antirazziste di Lotito, io ti ribadisco che interviste come l'ultima o i comunicati sul razzismo al contrario di diaconale fanno più effetto dei mondiali antirazzisti e delle magliette celebrative. Anzi, sembrano dei palliativi forzati al pari del "famo sta sceneggiata" ai tempi degli adesivi di Anna Frank, o dell'apertura della sud per aggirare la punizione dell'uefa.
Non voglio una resistenza violenta a un fenomeno che di certo non può risolvere né la Lazio intesa come società, né i laziali intesi come comunità. Vorrei però che almeno formalmente ci fosse una falange compatta che, per quanto ostaggio di certi comportamenti e di certe situazioni, non si faccia mai cogliere impreparata e che non lasci mai campo libero ad interpretazioni che vadano anche solo un millimetro oltre il "no, grazie".
Non mi sembra di chiedere tutte le cose che hai citato tu, anche se parto da una posizione più estrema.