spero che non sia Off topic altrimenti Tarallo chi lo sente
Ieri sera, nella serata della memoria, mi sono visto su Sky un documentario dal titolo "1938 lo sport italiano contro gli ebrei".
Documentario sul dramma degli ebrei italiani alla promulgazione delle leggi razziali del 38 e in particolar modo le conseguenze di queste nel mondo dello sport italico.
Inizia con mussolini che a trieste fa il discorso sulla razza e che i vertici dello sport italiano ben volentieri si adeguano alle volontà del duce. I vertici dello sport italico erano, il fascista Starace e il presidente della figc il fascista Giorgio Vaccaro.
Hanno elencato una serie di sportivi ebrei che hanno subito dei veri autentici drammi, dall'allenatore del Bologna Weisz, più volte campione d'Italia, che dovette rinunciare alla conduzione della squadra per poi fuggire all' estero, dove poi fu catturato dai nazisti e morì in lager con tutta la sua famiglia.
Un bel documentario con un narratore che spiegava le storie drammatiche e ogni tanto c'era una intervista a qualche storico o giornalista o scrittore.
Si è poi trattato delle storie di alcuni presidenti di origine ebrea, la storia del presidente del Casale Raffaele Jaffe che venne catturato dai fascisti nel 44, mandato in Germania e anche lui morì in un lager nazista, poi del presidente del napoli Ascarelli, morto nel 1930 e che venne rimosso il nome dello stadio a lui dedicato, e poi Renato Sacerdoti e qui fanno l'intervista a uno scrittore, Adam Smulevich che descrive di come fu trattato Sacerdoti e secondo lui, ci fu "un elemento personale di inimicizia forte che lui aveva generata a Roma, ci furono figure nel mondo del calcio, che si approfittarono delle disgrazie di Sacerdoti nel 38 e dopo, per accanirsi ed alimentare la macchina del fango, in particolare la figura che ebbe contro fu Vaccaro, che non fu morbido e che un po ci marciò."
Poi il narratore continua con altre vicende e poi si parla che tutte le società sportive, sollecitate dal coni e da Vaccaro, ripudiano i propri tesserati non ariani mentre sullo schermo fanno vedere i ritagli dei giornali dove ci sono gli annunci di varie società ( ho letto un ritaglio dove la Canottieri Roma ripudia tra i suoi iscritti gli ebrei) e qui il narratore fa il nome di una sola Società : "Il 20 dicembre i lettori del Tevere furono informati che la S.S. Lazio sta provvedendo alla radiazione dei soci non di razza ariana".
Mi sono chiesto "perché viene citata solo la Lazio eppure le società che ripudiarono i propri iscritti, atleti, allenatori , soci penso che furono centinaia" mah
Oggi dato che non conoscevo la vicenda di Sacerdoti e Vaccaro mi sono messo alla ricerca di qualche notizia sul web:
Intanto Sacerdoti non era più il presidente della roma dal 1935, dato che aveva lasciato la presidenza per il malcontento dei tifosi e quindi perché, secondo la tesi di smulevich, Vaccaro aveva interesse a distruggere un ex presidente?
Poi Sacerdoti, fatto passare per un personaggio positivo, era un fascistone della prima ora , amico di mussolini, che probabilmente aveva fatto degli impicci con esportazione della valuta.
comunque, a parer mio l'equazione Vaccaro-Lazio che vuole opprimere Sacerdoti-roma è fatta passare più che chiaramente.
Questo è una parte dell'articolo dell'Osservatore Romano che spiega abbastanza la vicenda Sacerdoti :
"
Anche Renato Sacerdoti si era convertito. Ma la sua vicenda è diversa, soprattutto nel finale. Classe 1891, noto uomo d'affari, fascista della prima ora, Sacerdoti «fu coinvolto in una trama losca che praticamente oggi nessuno ricorda più. Un pezzo di storia d'Italia. Con i suoi veleni, le sue bassezze, le sue contraddizioni», scrive Smulevich. Chi conosce la storia calcistica della capitale sa che il suo nome è legato alla nascita dell'Associazione Sportiva Roma. Fu infatti anche grazie alla sua mediazione che il 7 giugno 1927 la nuova entità sorse dalla fusione di tre società: Alba, Fortitudo e Roman. Divenutone presidente il 27 marzo dell'anno successivo, Sacerdoti realizzò il glorioso stadio di Testaccio e acquistò i primi calciatori importanti di una compagine in costante crescita, capace il 15 marzo 1931 di polverizzare la Juventus con un 5 a 0 entrato nella leggenda.
Tuttavia in quegli anni la Roma, sempre in lizza per obiettivi importanti, non riusciva a centrare l'obiettivo primario: vincere lo scudetto. La tifoseria era scontenta. Il 3 giugno 1935 il presidente fu costretto a farsi da parte. Ma il peggio doveva ancora arrivare. Il 6 ottobre 1938 Il Popolo d'Italia riferì di un tentativo di esportazione di valuta all'estero nel quale sarebbe stato coinvolto un "giudeo". Poche ore dopo il Gran Consiglio avrebbe dato parere favorevole alle leggi razziali. Per Sacerdoti — è lui il "giudeo", nonostante si fosse convertito il 24 dicembre 1937 (nel gennaio 1933 si era sposato in chiesa, con dispensa, con Leopoldine Madlo, con la quale si era unito con rito civile già nel 1928) — è l'inizio di un incubo. Condannato a cinque anni di confino, l'uomo d'affari provò a difendersi, asserendo di essere vittima di un errore. Scrisse più volte al Duce, sperando nella sua comprensione. Nelle accorate lettere ricordava di essere stato soldato al fronte nella Grande Guerra, fascista tesserato dal 1920, squadrista, partecipante in armi alla marcia su Roma e chiedeva di poter dimostrare ancora fedeltà al regime e alla patria indossando di nuovo la divisa in vista di un conflitto che appare sempre più imminente. Come il figlio Bruno, che nonostante tutto scelse di combattere per Mussolini.
Sacerdoti non riceverà mai risposta dal Duce. L'unica concessione, il trasferimento da Ventotene alla terraferma. Tornerà libero solo il 27 luglio 1943, con la destituzione di Mussolini decretata dal Gran Consiglio.
Dopo l'8 settembre la situazione però precipitò di nuovo. Costretto a cercare rifugio, Sacerdoti si rivolse ad alte sfere vaticane. Per lui si aprirono le porte del convento romano di San Pietro in Montorio. Qui si travestì da frate francescano, con tanto di tonsura. Un camuffamento così riuscito che un giorno un fedele gli chiese di confessarsi: un rischio a cui si sottrasse fingendo un malore. Ma quel frate era talmente credibile che, a Liberazione avvenuta, persino la figlia Mariella nel primo incontro non lo riconobbe subito.
Il nuovo corso democratico vedrà ancora Sacerdoti protagonista, di nuovo presidente della Roma. Ma quella è un'altra storia."
qui il link
http://www.osservatoreromano.va/it/news/quei-pionieri-vittime-delle-leggi-razziali