Come chi con l'auto guida troppo veloce mette principalmente a rischio la vita di altri, pedoni, ciclisti, motociclisti, perché tanto lui/lei sta in un abitacolo che lo protegge
così noi "giovani" e più o meno sani rischiamo di fare con il coronavirus se non limitiamo i nostri spostamenti e le nostre frequentazioni. Facciamo rischiare la vita a persone debilitate, ad anziani e a quelle persone che lavorano in strutture sanitarie e a cui ci affidiamo quando stiamo male per qualche altra cosa.
Quindi, si, rivedere le proprie abitudini, sacrificare qualcosa, per qualche settimana si può fare. Chissà che non scopriamo di avere qualche passione e qualche interesse diverso
INCISO:
COVID19 NON E' UN'INFLUENZA MA UN CORONAVIRUS NUOVO CHE ATTACCA LE VIE RESPIRATORIE FINO A PROVOCARE POLMONITI, CONTRO IL QUALE AL MOMENTO NON ESISTONO FARMACI AD HOC. PER QUESTO MOTIVO IL 10% DELLE PERSONE COLPITE FINISCONO IN TERAPIA INTENSIVA. Il blocco delle attività serve per arginare la diffusione. Se non ci si riesce, finiscono i medici e i posti letto disponibili non solo per chi è colpito da coronavirus (in Italia ci sono 5mila posti letto per TI e una TI richiede almeno 8 persone tra medici e paramedici). Purtroppo serve fare qualche conto...