escludendo le situazioni riportate da Fiammetta però, dove uscire è l'alternativa necessaria per sopravvivere. ecco perchè prendersela coi runner o chi faceva/fa la passeggiata solitaria non aveva/ha alcun senso.
il problema, come dicevo stanotte notando cambiamenti nei comportamenti, è secondo me la percezione alterata del pericolo. le modifiche, perlomeno dal mio circosritto osservatorio, le percepisco. fino alla settimana scorsa strade e cortili erano deserti, per terrore. adesso si ricomincia a uscire di casa, perché il senso di paura si è affievolito e si ha timore solo dell'ipotetica multa. altrimenti come si spiega il senso di andare al supermercato, perché è necessità, ma giù nel cortile, nei vialetti condominiali, è tutto un fiorire di incontri, chiacchierate senza mascherine a 50cm. di distanza (altro che du metri), bambini su pattini e biciclette che incontrano altri bimbi (con buona pace di chi pensa che io attacchi i diritti dei bambini), ventenni in quattro a cazzeggiare muniti però di cane paravento, giardinaggio condiviso (che fa tanto fico, magari da gente che manco ha mai cagato una calla).
ripeto, per me per molti il terrore si è affievolito, forse il fatto che non sia un virus tipo 28 giorni dopo, che ti tramuta in zombi o una peste che ti fa espettorare sangue ci mette il suo.
tra sovranisti che parlano di quarantena di stato e se ne fottono e hanno dichiarato che si riapproprieranno del loro spazio, gente che si fa prendere d'aceto solo perchè al governo c'è conte invece di salvini e diventa tutto un botto rivoluzionaria, e gente che sta cominciando a non avere più paura netta ma un debole timore, i cambiamenti ci saranno e sono già in atto.