Citazione di: noneinparticular il 09 Apr 2020, 11:01
Perdona pero' e' difficile discutere cosi' pero' se uno dice una cosa e l'altro risponde un altra senza tenere conto di quanto detto perche' non si legge o non si vuole capire.
Facile o non facile era quello che andava fatto e che altri hanno fatto. Il problema al solito e non stupisce da parte di chi vede la ricchezza come una torta fissa che va divisa e non una quantita' suscettibile di aumentare e diminuire in base a quali politiche si mettono in piedi non e' il 3% ma cosa si fa con quel 3%. Senza considerare il fatto che a fronte di alcuni vincoli di bilancio l'Italia ha beneficiato di un risparmio di centinaia di miliardi di euro grazie ai minori tassi di interesse che avrebbe potuto e dovuto investire. L'euro pero' lo ricordiamo solo per i vincoli di bilancio e il tasso fisso imposto da quei cattivoni dei tedeschi, mai per i soldi che ci ha fatto risparmiare, e che abbiamo buttato nel cesso.
Ma poi il punto non sarebbe neanche il 3% perche' un deficit maggiore nel breve sarebbe stato piu' che difendibile se usato per far crescere il paese. Invece da noi quel poco che c'e' viene buttato nel calderone con misure ridicole e clientelari che non solo alla fine non aiutano nessuno ma in qualche caso ottengono risultati opposti tipo incentivare il lavoro nero.
Avere una giustizia civile che funziona e da certezza del diritto, amministrazioni locali e nazionali che hanno la capacita' di gestire problemi tipo lo smaltimento dei rifiuti in modo razionale invece che regalare miliardi ad altri paesi, avere servizi che funzionano con dipendenti che sono assunti e pagati per fornire il servizio in modo razionale e non degli impieghifici che hanno il solo obiettivo di alimentare le clientele di chi li gestisce senza curarsi dei loro clienti sono solo alcuni delle migliaia di esempi di quello che andrebbe fatto ma che sono una formula magica astrusa e incomprensibile per alcuni e infatti cosi' stiamo messi e allora l'ultima fase di questa farsa e' puntare il dito verso la Germania e l'Olanda che hanno la colpa di fare i propri interessi dopo che hanno gestito le loro finanze pubbliche in modo corretto non affamando o opprimendo i deboli, che i quei Paesi sono molto piu' protetti che in Italia, ma amministrando bene la cosa pubblica ma anche questa sara' una formula magica inconcepibile immagino per alcuni.
I tuoi non sono esempi, sono in larga parte stereotipi.
Come sulla Cina, paro paro. Parli per luoghi comuni.
Vedi discorso sulla PA: basterebbe vedere il turn over degli ultimi anni e le condizioni di lavoro per vedere quanto ti sbagli. Un settore massacrato, che spesso e volentieri soffre carenze di personale e tu stai ancora al refrain dell'impiegatificio anni '80. E saremmo "noi" gli obsoleti

Su quello che altri paesi "hanno fatto" manchi totalmente di avere un minimo di visione d'insieme, come se la competizione internazionale si basasse sulle regole della microeconomia (come vedi il mio precedente commento non è affatto avulso) e non da condizioni di partenza, potere politico e militare, aree di influenza.
Secondo te noi avremmo potuto fare come la germania? e dimmi, come pensi di recuperare sulle barriere all'ingresso nei suoi mercati strategici in un sistema economico che centralizza i capitali e aumenta i gap da capitale fisso?
Potevamo fare come la francia? E come senza avere le possilità dovute alla sua storia economica di ex potenza coloniale?
Noi avevamo dei settori strategici, il mio esempio montedison non è casuale. Una serie di aziende pubbliche avevano buone posizioni sui mercati internazionali. Bene, sono state SPOLPATE dal privato. Sulla base dell'ideologia neoclassica sono state svendute e mangiate dalle principali famiglie industriali del nostro paese, ovviamente assecondate dal clientelismo politico democristiano e socialista.
Questa è storia economica, tutti passaggi che puoi facilmente ritrovare. Altro che inefficienza del pubblico, il pubblico era talmente efficiente (in alcuni settori) che hanno deciso de magnasselo così da privatizzarne i profitti.
Per tornare ai dati di cui parlavo ieri l'Italia ne 1970 aveva un costo dei dipendenti pubblici pari al 9,8% del PIL. La francia il 10.8%, la germania l'8,8%.
Nel 1975 noi eravamo saliti al 10,4%, la francia all'12,5%, la germania all'11,4%.
Eravamo quelli che spendevano meno, non solo in termini assoluti, ma IN RAPPORTO AL PIL, quindi in rapporto alla nostra dimensione economica.
Se guardiamo i trasferimenti alle famiglie (il tuo assistenzialismo) idem: quando noi spendevamo il 12% francia e germania spendevano rispettivamente 14,7 e 13%, quando siamo saliti al 14,7% loro stavano al 17,3% e al 18,1%.
Vuoi sapere la grande differenza? Che l'italia aveva una pressione fiscale del 26,8%, la francia del 36,3%, la germania del 36,6%. Dopo cinque anni (1975) la nostra era rimasta invariata, la francia era cresciuta di due punti, la germania di cinque.
Altro che il problema non era il rigore o la pressione fiscale.
Cosa ha comportato questo? Che dagli anni '80 siamo andati in pesante debito.
NON perché spendevamo troppo, ma perché incameravamo troppo poco. Facendo debito aumentano gli interessi e anche se sei in avanzo primario non ci stai più dentro, anche alzando la pressione fiscale a lavoro dipendente e piccola impresa.
La strategia dei PRIVATI è rimasta quella dello spolpare il pubblico, non pagare le tasse e puntare su un costo basso del lavoro. Questa cosa ha consentito di mantenere un livello di redditività accettabile ma al costo di mandare il paese in malora.
E oggi, dopo qualche decennio, ci tocca pure sentire la sicumera di quegli stessi attori e di quella stessa ideologia che ha causato tutto questo.
Un paradosso ridicolo, su cui sarebbe da sbellicarsi non fosse che ci ha fottuto tutti.