Citazione di: 12.maggio.74 il 22 Apr 2020, 18:54
ne riparleremo... anche presto eh, te lo comunico ora, entro 2\3 anni saranno triplicati i casi di ricorso a visite in neuropsichiatria infantile.
Certo, per carità, ogni passo avanti del progresso e della scienza medica è utilissimo e quindi può essere che parecchi bambini dovranno ricorrere a terapie psicologiche dopo 2 mesi a casa per lock down da epidemia.
A me un po' 'sta cosa spaventa e preoccupa.
Ma dalla nascita dell'uomo a 20 anni fa neanche si sapeva che esistessero i neuropsichiatri infantili.
Eppure di bambini ne sono sopravvissuti a milioni se non a miliardi.
A tutti i tipi di catastrofi, di orrori, di privazioni e di epidemie in ogni parte del mondo.
Magari funzionavano meglio le famiglie o i riferimenti culturali su cui si costruiva la loro personalità.
Mio padre c'ha 85 anni, da piccolo ha visto cose orribili in tempo di guerra che ancora racconta, ha fatto la fame vera subito dopo durante la ricostruzione, ha fatto le elementari ed ha cominciato a lavorare a 13 anni come apprendista meccanico (altro che non vedere i compagni o gli amici per 3 mesi).
Poi ha preso la licenza media alle scuole serali che già aveva moglie e figli.
Non ha mai avuto problemi psicologici ed è sempre stata una persona perfettamente equilibrata.
Dai neuropsichiatri i bambini ci vanno pure se non c'e' l'epidemia in corso.
Ma magari parliamo di situazioni border-line o di disagi familiari (che ce ne sono parecchi) visto che i nuclei familiari, oggi e disgraziatamente, si sbriciolano alla velocità della luce e spesso trascinano tutto con loro.
Ma non è che per una variazione temporanea di umore o per sei mesi di stravolgimento delle abitudini sociali tocca per forza metterli sotto analisi. Fra un anno, molto probabilmente, non se ne ricorderanno più e vivranno normalmente.
(Opinione personale, senza alcun fondamento medico scientifico ovviamente)