Citazione di: Il nostro Giorgione il 14 Mag 2020, 17:24
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Vado per punti: la discriminazione di genere trova un sicuro e oggettivo fondamento telogico, teoretico e giuridico anche nel cristianesimo (e nell'ebraismo).
Anzi, possiamo dire che il fondamento della discriminazione coranica ha la sua base esattamente nella condivisione dei testi sacri.
Come si può ben vedere leggendoli:
nella Bibbia la donna è, allegoricamente, responsabile principale del peccato originale. E' lei a cedere al demonio, è lei a far cadere in tentazione Adamo.
Dalla donna ha avuto inizio il peccato, per causa sua tutti moriamo Siracide 25,24
E Mosè disse loro: "Avete lasciato in vita tutte le femmine? Proprio loro, per suggerimento di Balaam, hanno insegnato agli Israeliti l'infedeltà verso il Signore... Numeri 31,15
Assieme al Siracide è Paolo di Tarso chi più sottolinea il ruolo della donna, in particolar modo nella famosa Lettera ai Corinzi a lui attribuita.
- le donne nelle riunioni tacciano, perché non è stata affidata a loro la missione di parlare, ma stiano sottomesse, come dice la legge. Se vogliono essere istruite in qualche cosa, interroghino i loro mariti a casa, perché è indecoroso che una donna parli in un'assemblea.- Siate miei imitatori, come anch'io lo sono di Cristo. Vi lodo, perché in ogni cosa ogni cosa vi ricordate di me e ritenete le tradizioni quali ve le ho trasmesse. Voglio tuttavia che sappiate questo: Cristo è il capo di ogni uomo, l'uomo è capo della donna e Dio è capo di Cristo. Ogni uomo che prega o profetizza a capo coperto, disonora il suo capo; al contrario, ogni donna che prega o profetizza a capo scoperto, disonora la sua testa, perché è come se fosse rasa. Se una donna, dunque, non vuol portare il velo, si faccia anche tagliare i capelli! Ma se è vergognoso per una donna essere rasa, si copra col velo. L'uomo, invece, non deve coprirsi la testa, perché è immagine e gloria di Dio; mentre la donna è gloria dell'uomo.San Paolo eh, non Maometto.
Potrei andare oltre, citando altri versi e testi sia del VT che del NT, ma sarebbe solo ostentazione di un concetto già assolutamente chiaro.
Non c'entra assolutamente niente la genealogia religiosa tra cristianesimo ed islam, quanto piuttosto i concreti processi storici che hanno portato le donne occidentali a compiere un percorso di liberazione (ancora in corso, affatto scontato e contraddittorio, fatto di vittorie, sconfitte, passi falsi, arretramenti).
Fosse stato per il pensiero o le gerarchie religiose stavamo esattamente come cinque secoli fa (o al secolo scorso, basti vedere in Italia quando il delitto d'onore è stato riconosciuto come omicidio a tutti gli effetti).
Sono quindi i conflitti aperti dalle donne la differenza, non il cristianesimo.
La detestabile aggiunta eurocentrica (di cui si macchiano purtroppo anche alcune femministe liberal) è ritenere che la storia proceda sempre e solo in una direzione e che dunque le arretrate donne musulmane hanno come unica vera possibilità quella di seguire le orme delle più avanzate donne europee.
In questo modo si operano ben due errori:
1) ritenere che la propria strada (quindi la propria civiltà per proprietà transitiva) sia superiore. Si può dire o meno, ammettere o meno, si può riconoscere o meno, ma si sta dicendo esattamente questo.
Anche laddove non si parla di inferiorità si allude ad una strada da seguire, univoca, in cui c'è chi è più avanti e chi più indietro
2) si misconoscono gli avanzamenti, in direzioni diverse, che le donne musulmane hanno e stanno avendo. I loro percorsi, le loro vittorie, che ovviamente, come per le donne europee, si alternano a sconfitte, passi falsi, arretramenti.
Anche perché le stesse donne musulmane potrebbero dirci "si ma se il tuo processo ti porta alla donna-velina e ad un'altra forma altrettanto miserevole d'oppressione non hai fatto sto grande passo avanti". E avrebbero ragione.
Quindi meno spocchia e meno presunzione di progresso, che guardando al nostro mondo io di progresso ne vedo proprio poco. Vedo tanta presunzione e un mondo concretamente fatto di merda secca.
Citazione di: LaFonte il 14 Mag 2020, 22:29
FD, ho tagliato qua e là sennò diventava troppo lungo. Ti rispondo rapidamente, so che 'banalizzo' un pò ma andremmo troppo OT se ci allargassimo a parlare di geopolitica e religione in questo topic.
1) i diseredati sono attratti dall'islam spesso perchè vengono mesi davanti all'alternativa "o ti converti o non ti faccio lavorare, o ti converti o non ti pago la scuola" (letto su internet e raccontato da missionari che conosco, quando arrivano i "filantropi" del Golfo che costruiscono madrasse o pozzi o altro, pretendono la conversione di chi vuole il loro aiuto. I cristiani no o almeno non più da parecchio tempo). Altre volte perchè è l'unica cosa che dà il senso alla loro vita. Penso sia un pò come per le missioni cristiane in certe bidonville indiane... sei considerato una nullità da tutti, trovi qualcuno che ti dice che non è così e c'è qualcuno a cui interessi, addirittura un Dio. Ma l'espansionismo dell'islam è dovuto molto all'enorme investimento in mass media, costruzione madrasse e moschee in ogni ancolo di mondo, finanziamenti di ogni tipo all'attività di proselitismo, da parte dei ricconi arabi, investimento che fino a qualche decennio fa non c'era. Leva quello e risolvi il problema dei diseredati che si convertono (ma il problema per me non è che i diseredati si convertono...)
2) non sta in piedi dire che il genocidio ruandese è colpa dei cattolici. Sono morti ammazzati anche centinaia di preti e suore, è stato un genocidio a base etnica, nessuno per uccidere ha invocato la Bibbia. Che in America ci siano dei 'cristiani' fanatici e assassini è noto, ma appunto sono in America. Stati Uniti. Solo lì. Se invece guardi a quel che succede per mano dell'islam peggiore, la situazione è molto diversa:
C'è gente che si richiama apertamente al Corano per giustificare le sue azioni. Ci sono imam di altissimo livello che nella preghiera del venerdì incitano i fedeli ad uccidere ebrei, americani e occidentali in genere (a volte a Teheran, a volte in Iraq, a volte in Africa... sono casi tutt'altro che isolati). Ci sono Stati che condannano a morte in nome del Corano e applicando alla lettera il Corano gli omosessuali e le adultere. Ci sono centinaia di migliaia di persone che venerano come martiri persone che si sono fatte esplodere su aerei, che hanno gettato bombe nei teatri e sui treni, che hanno fatto saltare per aria resti archeologici... perchè convinti che veramente questo sia l'islam. In nome di Allah sono stati fatti attentati ovunque nel mondo, sono state stuprate donne, uccisi innocenti...
E' un pò difficile dire "è colpa dei terroristi, non dell'islam". Certo non è colpa del 'vero' islam (non confondo i sufi con Al Baghdadi), ma è colpa dell'islam estremo, assolutamente. Perchè se non esistesse questa versione perversa di islam non ci sarebbero questi terroristi.
3) Mi piacerebbe fare un sondaggio tra gli italiani e vedere in quanti sanno chi sia Adinolfi. Alle elezioni non vale uno 0,5%. Rispetto ai suoi discorsi (che quasi nessuno ascolta) per me pesano molto di più nell'atteggiamento misogino dominante in Italia e sui conseguenti femminicidi il sessismo dominante che presenta le donne come oggetti nella pubblicità, semisvestite in tv, zoccole pronte a tutto nei reality; i modelli di donna non intelligente e forte ma velina che si fa i selfie con la bocca a culo di gallina, il linguaggio degli adolescenti che ha sdoganato il termine 'figa' per dire 'donna' ... Tutte cose contro cui il cristianesimo radicale tuona. E comunque la mentalità cristiana radicale non spiega l'altissima percentuale (il 25% al 2016 se non ricordo male) di femminicidi commessi da stranieri, la maggior parte dei quali proprio musulmani.
Nessun cristiano radicale mi ha mai detto in faccia "quando noi comanderemo qui, tu donna non mi rivolgi la parola ma stai al posto tuo", un musulmano che ho avuto il dispiacere di conoscere, sì. (per la cronaca, la moglie -segregata in casa da lui, in Italia da 8 anni non parlava mezza parola di italiano- stava malissimo lui non voleva farla salire in ambulanza perchè c'era anche un soccorritore maschio, "meglio che muore", diceva. E il problema sarebbe il cristianesimo e non l'islam radicale) E anche altri mi hanno fatto discorsi simili.
1) dato facilmente contestabile attraverso il consenso che l'Islam radicale ha raggiunto in diversi paesi arabi. Pensare che un pensiero si diffonda per semplice costrizione (nazifascismo incluso) è il modo meno utile a fronteggiarlo, perché evidentemente se ne ignorano le cause materiali di consenso.
2) a parte che quanto dici contraddici il tuo punto 1 (se centinaia di migliaia sono convinti delle azioni estreme di cui parli non sono stati costretti), ma sopratutto ti hanno già fatto esempi analoghi non statunitensi.
Ti ribadisco che le tue convinzioni, se guardiamo i numeri, non sussistono. L'Islam radicale non fa più morti di altre religioni. Assolutamente no. I numeri sono importanti, perché aiutano a distinguere la narrazione mediatica interessata a fini politici dalla realtà.
3) Adinolfi è un esempio, ma la sua retorica è comune ad un pezzo consistente di vulgata mediatica.
Potrei nominare i Giordano, i Feltri, i Belpietro e tanti tanti altri. Non devi vedere quanto prenderebbero alle elezioni, ma quanto influenzano il senso comune. Quando influenza il senso comune che i femminicidi siano rappresentati da tutti i quotidiani principali come "raptus".
Se un cristiano non si è mai rivolta a te in quel modo sei stata fortunata, fa parte delle possibili esperienze individuali. Tante altre potrebbero dire l'opposto di quanto dici tu.