Carissimo, visto che fai riferimento al mio post forse ti sei perso altre discussioni sulla religione in cui mi differenzio da alcuni giudizi molto netti su di essa perché, concordo con te, frutto di proiezione del fenomeno sociologico sulla base della propria esperienza individuale.
Tuttavia non mi ritrovo in questa descrizione avendo una formazione cattolica praticante (che non nego aver avuto dei riflessi anche nel mio attuale ateismo, non in termini di fede ma di pratica militante), avendo letto i testi sacri, la principale filosofia cristiana (scolastica e sant'agostino) e parte di quella ebraica (Maimonide, Spinoza, Scholem), il diritto ecclesiastico e la storia della Chiesa per formazione universitaria nonché le encicliche storicamente più rilevanti.
Ritengo, da ateo, di avere una conoscenza del tema ben più approfondita di gran parte dei credenti.
Solo alcune precisazioni: ho fatto riferimento ad amish e neocatecumenali non per metterli sullo stesso piano, ma per citare chi tra i cristiani adotta regole più rigide dei credenti "secolarizzati" su ambiti quali abbigliamento, ruolo della donna, comportamenti sociali.
Il mio non era un giudizio, semplicemente non capisco perché si considerano peculiarità islamiche ciò che non lo è affatto.
E lasciami dire che hai banalizzato parecchio i dissidi tra sciiti e sunniti, sarebbe come dire che in età moderna lo scontro con gli anabattisti era sul battesimo in età adulta (e non sul conflitto sociale e politico che risiedeva dietro lo scontro dottrinale).
Citazione di: LaFonte il 12 Mag 2020, 22:04
Vai tra, non penso che ce l'hai con me.
Ma non condivido la tua ricostruzione sulle condizioni socioeconomiche come concause del radicalismo. Non dimentichiamo che l'islam più becero e violento ha solidissime basi nei luoghi più ricchi del globo, ossia Arabia Saudita e Qatar. Senza di loro e del loro appoggio più o meno esplicito, la rete di gruppi terroristi che insanguina il mondo da almeno vent'anni non potrebbe esistere.
Bin Laden non era il povero palestinese costretto a imbracciare le armi dopo che la sua famiglia era stata espulsa dalla sua terra da parte dei sionisti, era figlio di miliardari. Gli attentatori dell'11 settembre a loro volta non erano analfabeti usati da gente più scaltra di loro. Erano persone ben pasciute che liberamente hanno aderito alla versione di islam che nel loro Paese è dominante, prendendo alla lettera quello che predica il wahabismo saudita.
Poi la cosa si è evoluta e so perfettamente che molti Al Shabaab come molti Talebani sono analfabeti e quindi strumentalizzati da gente senza scrupoli e so altrettanto bene che qualche gruppo islamico si è rivoltato contro la mano che l'ha addestrato, ma il punto resta. Non è solo la povertà a guidare certe idee violente, ma è la ricchezza e l'imperialismo (sunnita, sciita, del Qatar, della Turchia, dell'Iran, americano...) a farlo.
Poi chiarissimo che di estremisti anche di altre religioni ce ne sono a iosa, ma davvero dovremmo metterci a contare i morti per vedere le differenze. Non puoi mettermi sullo stesso piano chi ammazza 20-30 persone l'anno in America (estremismo cristiano protestante, butto lì un numero a caso) e chi ne ammazza minimo 200-300 al mese ovunque nel mondo.
E Sgarbi Adinolfi e simili li metterò sullo stesso piano dell'islam radicale quando ci saranno migliaia di persone al mondo che prendendo alla lettera quel che dicono si mettono a condannare a morte i gay (ed eseguire le condanne in piazza davanti ai bambini) e stuprare le donne. Fino ad allora scusa, ma continuo a pensare che non sia la stessa cosa. Perchè Adinolfi parla, l'islam radicale agisce. Come donna sono molto più preoccupata dal potenziale diffondersi di idee islamiche radicali, che dal possibile prendere piede del cristianesimo radicale.
1) L'Islam radicale ha finanziatori tra le classi ricche arabe, ma ti invito a vedere lo stile di vita di gran parte di esse. Godono dello stile di vita occidentale più di me e di te, a partire proprio dalla famiglia di Bin Laden.
Io capisco e condivido che politica e religione siano profondamente interconnesse, ma cerchiamo di non attribuire alla religione sue declinazioni a fini politici.
Ad ogni modo se nelle ultime decadi l'Islam radicale è divenuto un problema non è certo per la sua diffusione tra qualche ricca famiglia araba, ma per il suo crescente consenso tra i diseredati.
E quello si spiega nei termini che dicevo.
2) i numeri reali ancora una volta ti smentiscono, ma certamente la colpa non è tua ma di chi racconta il mondo in modo artefatto.
Se in tv dicessero che il 94% del terrorismo in USA non è islamico, ma bianco e cristiano;
Se dicessero che il terrorismo cattolico ha fatto, solo in Rwanda, 800mila morti (gli Hutu sono cattolici) rispetto ai circa 167mila del terrorismo islamico, forse la vedremmo diversamente.
http://temi.repubblica.it/micromega-online/dio-e-lodio-le-colpe-della-chiesa-nel-genocidio-in-rwanda/Ma evidentemente gli Hutu prima che cattolici sono negri quindi si sa, interpretano la religione a modo loro. E' colpa loro, non del cattolicesimo.
E guarda, io non attribuirei mai i massacri in Rwanda al cattolicesimo infatti, ma mi viene da ridere quando viene fatto un salto logico analogo ogni volta che si parla dell'Islam.
3) altra convinzione non supportata da dati: Adinolfi parla, l'Islam radicale agisce.
Ti ho citato non a caso il numero di femminicidi e violenze domestiche in Italia. la tua distinzione che nei fatti non sussiste. L'unica differenza è come tu percepisci la cosa, ma nei fatti la cosa è analoga.
C'è chi ha peso mediatico e parla in un determinato modo e chi da quelle parole ne trae comportamenti ripugnanti. Accade nei paesi arabi come in Italia. E se pensi che nella nostra civilissima italia accada molto meno forse dovresti andare a vedere i freddi numeri statistici, che sono pure sottostimati. Perché se tu sei preoccupata dall'Islam e non dal cristianesimo radicale o dalla nostra attuale cultura dei generi è perché qualsiasi media connette le violenze sulle donne tra gli arabi all'islam mentre qui a raptus (d'amore, gelosia, etc).
E' la connessione sottolineata la differenza, non il fatto. Quindi fossi in te avrei più paura per quel che già accade qui, altro che Islam.