Citazione di: Gulp il 17 Mag 2021, 17:49
È normale, tante volte si compra da posti e persone che si conoscono e che si stimano, non solo nel calciomercato.
Aggiungo che per avere una solida, affidabile, ampia rete di osservatori e collaboratori (dal settore giovanile alla prima squadra) bisognerebbe anche pagarli.
Uscendo dal discorso legato al mercato (Muriqi, Fares, Vavro, etc, etc: abbiamo già detto tutto), prendo spunto da quanto detto sopra, per fare una riflessione sul "modello Atalanta" (Sartori).
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Ora, ragiono a spanne.
La Lazio oggi ha un monte-ingaggi da 80M, mentre l'Atalanta non arriva nemmeno a 50M; con fatturati strutturalmente abbastanza paragonabili (tra gli 80 e i 150M); al netto di come siano distribuite le diverse fonti di guadagno legate a risultati sportivi, "players trading", botteghino e stadio, ripartizione dei diritti televisivi, marketing, etc.
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Vogliamo un settore giovanile al massimo livello, con infrastrutture (già buone) e personale (credo che qui ci sia molto da fare) d'eccellenza, come l'Atalanta? Che sul suo settore giovanile campa da sempre?
Io sarei d'accordo.
Abbattiamo nuovamente gli stipendi; aumentiamo la percentuale delle cessioni di alto profilo; reinvestiamo massicciamente nello scouting e tutto il resto; assumiamo un "maestro di calcio", dunque un allenatore disposto a lavorare coi giovani in prima squadra; cambiamo anche il direttore sportivo, magari su indicazione di Bianchessi, che verrebbe promuosso a capo dell'Area Sportiva, come Sartori a Bergamo.
Facciamo lo stadio, anche.
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Saremmo disposti a correre il rischio di uscire dalle prime sette-otto squadre per un po' di tempo, in attesa che tutti questi investimenti paghino?
Io sarei d'accordo.
Ma i media?
L'opinione pubblica?
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Sartori, Percassi e Gasperini (per avere la controprova del suo contributo, aspetto che lasci Bergamo) sono bravissimi. Ma trovatemi, in giro per l'Europa, altri esempi paragonabili all'Atalanta, in termini di costi/risultati, soprattutto alla voce monte-ingaggi (che per gli addetti ai lavori, è il parametro più indicativo, per costruire squadre di successo nel medio/lungo periodo).
L'Atalanta sta facendo il botto (nel senso buono) anche perchè sta vendendo giocatori per centinaia di milioni, senza quasi più toccare la prima squadra e mantenendo molto basso il monte-ingaggi, in linea con la dimensione provinciale della piazza (= settore giovanile eccezionale; nessun problema indice liquidità; etc, etc): Barrow, Kulu, Orsolini, Diallo, Ibanez, etc, etc.
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Ho l'impressione che l'Atalanta sia una fantastica eccezione. Tutto è migliorabile, ma è davvero difficile trovarne due.
Se le risorse strutturali - non gli incassi aleatori da risultati sportivi - a disposizione sono poche (diritti tv, stadio, marketing, etc,) la coperta è sempre corta: investo in ingaggi/cartellini o settore giovanile?
Poi, che Tare poteva scegliere meglio negli ultimi due anni, col senno di poi l'abbiamo capito tutti.
Purtroppo, però, il nostro sentiero (Lotito: poco incline al rischio d'impresa, e dunque sportivo, anche come scambio giocatori; zero marketing; stadio non pervenuto, etc) il nostro sentiero è stretto :-)