Telefilmi contemporanei

Aperto da Zanzalf, 21 Set 2010, 17:40

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naoko

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guarda io non sono esperta del caso e mi limito a giudicare il prodotto che trovo ben fatto.

e non trovo affatto che la serie glorifichi l'assassino onestamente.

così come quello su wanna marchi, le fa fare una figura di merda che la metà basta..

Aquila1979

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Citazione di: FatDanny il 04 Ott 2022, 11:19
ST attinge dall'immaginario di IT a mani basse.
Al netto di tutto il revival anni '80 (IT originale svolge la seconda parte della storia negli '80, la prima nei '50), IT è un romanzo tutto basato sulla questione del rapporto (e del passaggio) da fanciullezza ad età adulta e il rispettivo significato di paura.

E infatti la prima parte della storia si conclude (ma si scoprirà solo nelle ultime pagine) con Beverly che svergina tutto il gruppo dei Losers subito dopo aver battuto IT per la prima volta.
Questa cosa è stata tolta dai film per evidenti motivi (il sesso di gruppo tra adolescenti è un evidente tabù), ma in realtà è abbastanza centrale per interpretare una serie di cose.

io ho adorato IT, l'unico libro che abbia letto 3 volte.
per me un altro tema centrale è quello del dolore, oltre alla paura. paura che si declina anche nella paura di affrontare i propri demoni: non mi sono ancora ripreso (dopo 20 anni) dal suicidio di Stan.
e poi il tempo, un altro protagonista, insieme ai ragazzi.

il finale, come quasi sempre in King, è piuttosto deludente.

FatDanny

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King sa bene di non saper scrivere i finali, tanto da averci ironizzato su in più di un'occasione.

(non ricordo quale suo romanzo aveva per protagonista proprio uno scrittore incapace a scrivere i finali. O forse è proprio nell'ultima trasposizione di IT. Bill, che da adulto fa lo scrittore horror, viene caratterizzato così, come uno bravo a scrivere ma pessimo sui finali)


Aquila1979

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io leggo tutti i suoi libri
basta che non siano racconti, i racconti li odio (in generale).

è come mettersi in una comfort zone per qualche ora, non so spiegarlo meglio (forse perché dovevo leggere più romanzi russi)

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Il nostro Giorgione

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Citazione di: Aquila1979 il 04 Ott 2022, 16:56
io leggo tutti i suoi libri
basta che non siano racconti, i racconti li odio (in generale).

è come mettersi in una comfort zone per qualche ora, non so spiegarlo meglio (forse perché dovevo leggere più romanzi russi)

Turgenev e Gogol. Fai ancora in tempo. Se vuoi, te ne scelgo dieci. Sennò ti seleziono dieci romanzoni russi. Credimi, ti faranno disprezzare ancora un po' di più quella cosa brutta che tu sai chi.

Aquila1979

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 04 Ott 2022, 17:16
Turgenev e Gogol. Fai ancora in tempo. Se vuoi, te ne scelgo dieci. Sennò ti seleziono dieci romanzoni russi. Credimi, ti faranno disprezzare ancora un po' di più quella cosa brutta che tu sai chi.

Ho letto quasi tutto Dostoevsky, Bulgakov, Solgenitsin... poi a un certo punto, a metà esatta de I Demoni ho detto basta

giggio

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Giorgione, vai di consigli sui romanzi russi. magari me ne sono perso (più di) qualcuno

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Citazione di: Aquila1979 il 04 Ott 2022, 17:36
Ho letto quasi tutto Dostoevsky, Bulgakov, Solgenitsin... poi a un certo punto, a metà esatta de I Demoni ho detto basta


Bè, ma allora hai passato il confine. Come mai non ti sei appasionato?

Citazione di: giggio il 04 Ott 2022, 17:38
Giorgione, vai di consigli sui romanzi russi. magari me ne sono perso (più di) qualcuno

Considera che non sono un esperto, ma solo un lettore, che ha letto tanto da ragazzo e poi sempre meno....

Io penso che non si possa prescindere dai superclassici. Inutile provare a sfuggire.

Tolstoj va letto: o Guerra e Pace o Anna Karenina. Meglio tutti e due, sono molto diversi e diversamente grandiosi. Anche se io ho molto amato un'opera considerata minore, La morte di Ivan Il'ič.

Pasternak va letto, ossia il Dottor Zivago. Mi ricordo ancora la mia edizione, nella collana "Collezione premi nobel" del Club degli editori, regalo favoloso dei miei genitori, una vita fa.

Dostoevski va letto. A me pare sia il più ostico dei tre patriarchi, il più denso, il più problematico, il più difficile da amare. Ma è imprescindibile: Delitto e Castigo, dunque. E poi Il giocatore. Ma di dovrebbero leggere tutti, I fratelli Karamazov, romanzo infinito, e L'idiota. Anche in questo caso, ho sempre apprezzato un'opera minore, le Notti Bianche.

Infine, si dovrebbe leggere Puskin, dal quale tutto è cominciato: La figlia del capitano. Anche se, per me, è il meno persuasivo tra i classici. Preferisco il suo "allievo", un po' come fu Schubert per Beethoven,Lermontov: bello, bello il suo Eroe del nostro tempo.

Finiti i doveri, andiamo ai piaceri: Turgenev, Padri e figli; poi Fumo (non quello di FD, OCCHIO!).

Gogol, un ucraino-russo: il suo Taras Bulba; poi Le anime morte e I racconti di Pietroburgo. Cechov: tutti i racconti che vuoi, assolutamente la Signora col Cagnolino e Il duello. Poi, da studiare L'isola di Sachalin. Il teatro, confesso, non mi ha mai appassionato.

Io ho molto amato anche Il placido Don, di Šolochov. Anche se oggi mi pare venga considerato un minore (è stato premio nobel, quindi l'ho letto in quella collana di cui ti dicevo prima).

Quindi, uno dei romanzi che più mi ha rapito in tutta la mia vita: Il maestro e margherita, di Bulgakov, altro ucraino-russo (o russo-ucraino?). Il maestro e margherita è un romanzo da "c'era un prima" e "c'è un dopo". E' un romazo così vertiginoso che altre cose di Bulgakov - Cuore di cane o Le uova fatali - pure molto profonde sembrano parva materia.

Infine, Solženicyn: se il grande romanzo russo comincia con Puskin, sicuramente finisce con lui. Leggi Arcipelago Gulag, ovviamente. Ma anche un romanzo breve-racconto lungo Una giornata di Ivan Denisovic, assolutamente sconvolgente. Se non ricordo male, fu il primo libro che lessi tra le sue opere e ne rimasi devastato. Meno emozionante Il primo cerchio, ma comunque profondissimo.

Postfazione: se vuoi farti del male e trovare analogie folli con Celine, leggi Mosca-Petuškì, romanzo spettrale più che onirico di Venedikt Vasil'evič Erofeev.

Quando leggi, mi raccomando, severo accompagnamento in sottofondo di musicisti russi: Maria Yudina, Sofronickij, Richter, Gilels e Rostropovic (le suite per violoncello di Bach, ovviamente).

Considera che ti ho dato una bella sola eh. Io ci ho messo tre anni di liceo a leggere tutta questa roba......  :) :) :) :)

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Il giocatore l'ho adorato!

Non so perché ho smesso, ho avuto il periodo dei russi, il periodo del fantasy, quello in cui avrei letto anche la lista della spesa purché scritta da Philip Roth..., quest'anno sono usciti contemporaneamente un libro di Franzen, Piperno e Houellebecq: ero contento come un bambino a Natale, poi libri di storia e tutto Harry Potter 😂

Sono da sempre un lettore compulsivo, onnivoro.
Il mio progetto è leggere Guerra e Pace, Moby Dick, Ulisse, Don Chisciotte. Tutto questo prima di morire

Il nostro Giorgione

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Citazione di: Aquila1979 il 04 Ott 2022, 21:06
Il giocatore l'ho adorato!

Non so perché ho smesso, ho avuto il periodo dei russi, il periodo del fantasy, quello in cui avrei letto anche la lista della spesa purché scritta da Philip Roth..., quest'anno sono usciti contemporaneamente un libro di Franzen, Piperno e Houellebecq: ero contento come un bambino a Natale, poi libri di storia e tutto Harry Potter 😂

Sono da sempre un lettore compulsivo, onnivoro.
Il mio progetto è leggere Guerra e Pace, Moby Dick, Ulisse, Don Chisciotte. Tutto questo prima di morire

Spesso la lettura è così, è come una necessità o una dipendenza. Poi passa, invecchiando, passa: stai tranquillo .....  :=)) :=)) :=)) :=))

PS: Ulisse (Joyce, I presume, 'n se po' legge).

giggio

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 04 Ott 2022, 20:17

Bè, ma allora hai passato il confine. Come mai non ti sei appasionato?

Considera che non sono un esperto, ma solo un lettore, che ha letto tanto da ragazzo e poi sempre meno....

Io penso che non si possa prescindere dai superclassici. Inutile provare a sfuggire.

Tolstoj va letto: o Guerra e Pace o Anna Karenina. Meglio tutti e due, sono molto diversi e diversamente grandiosi. Anche se io ho molto amato un'opera considerata minore, La morte di Ivan Il'ič.

Pasternak va letto, ossia il Dottor Zivago. Mi ricordo ancora la mia edizione, nella collana "Collezione premi nobel" del Club degli editori, regalo favoloso dei miei genitori, una vita fa.

Dostoevski va letto. A me pare sia il più ostico dei tre patriarchi, il più denso, il più problematico, il più difficile da amare. Ma è imprescindibile: Delitto e Castigo, dunque. E poi Il giocatore. Ma di dovrebbero leggere tutti, I fratelli Karamazov, romanzo infinito, e L'idiota. Anche in questo caso, ho sempre apprezzato un'opera minore, le Notti Bianche.

Infine, si dovrebbe leggere Puskin, dal quale tutto è cominciato: La figlia del capitano. Anche se, per me, è il meno persuasivo tra i classici. Preferisco il suo "allievo", un po' come fu Schubert per Beethoven,Lermontov: bello, bello il suo Eroe del nostro tempo.

Finiti i doveri, andiamo ai piaceri: Turgenev, Padri e figli; poi Fumo (non quello di FD, OCCHIO!).

Gogol, un ucraino-russo: il suo Taras Bulba; poi Le anime morte e I racconti di Pietroburgo. Cechov: tutti i racconti che vuoi, assolutamente la Signora col Cagnolino e Il duello. Poi, da studiare L'isola di Sachalin. Il teatro, confesso, non mi ha mai appassionato.

Io ho molto amato anche Il placido Don, di Šolochov. Anche se oggi mi pare venga considerato un minore (è stato premio nobel, quindi l'ho letto in quella collana di cui ti dicevo prima).

Quindi, uno dei romanzi che più mi ha rapito in tutta la mia vita: Il maestro e margherita, di Bulgakov, altro ucraino-russo (o russo-ucraino?). Il maestro e margherita è un romanzo da "c'era un prima" e "c'è un dopo". E' un romazo così vertiginoso che altre cose di Bulgakov - Cuore di cane o Le uova fatali - pure molto profonde sembrano parva materia.

Infine, Solženicyn: se il grande romanzo russo comincia con Puskin, sicuramente finisce con lui. Leggi Arcipelago Gulag, ovviamente. Ma anche un romanzo breve-racconto lungo Una giornata di Ivan Denisovic, assolutamente sconvolgente. Se non ricordo male, fu il primo libro che lessi tra le sue opere e ne rimasi devastato. Meno emozionante Il primo cerchio, ma comunque profondissimo.

Postfazione: se vuoi farti del male e trovare analogie folli con Celine, leggi Mosca-Petuškì, romanzo spettrale più che onirico di Venedikt Vasil'evič Erofeev.

Quando leggi, mi raccomando, severo accompagnamento in sottofondo di musicisti russi: Maria Yudina, Sofronickij, Richter, Gilels e Rostropovic (le suite per violoncello di Bach, ovviamente).

Considera che ti ho dato una bella sola eh. Io ci ho messo tre anni di liceo a leggere tutta questa roba......  :) :) :) :)
grazie Giorgione, apprezzo molto questi suggerimenti.
Guerra e Pace mi è stato imposto nell'estate tra primo e il secondo liceo, ricordo ancora l'edizione mastondotica che mi comprai, che sofferenza. gli altri big (tra cui i Fratelli Karamazov) me li sono imposti io negli anni.
Pasternak è il più poeta di tutti e infatti il Dottor Zivago ha momenti "lirici" molto alti.
Il Maestro e Margherita meraviglioso.

Solženicyn e Turgenev non li ho mai letto e non mancherò, trovo molto interessante il tuo suggerimento su Erofeev e il confronto con Celine.

Per quanto riguarda l'Ulisse, io suggerisco le traduzioni recenti di Biondi (che ho letto) o Ceni (ho letto qualche passaggio). Quella storica di De Angelis mi ha sempre ammazzato i tentativi di leggerlo. Libro assoluto.

kelly slater

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Citazione di: FatDanny il 04 Ott 2022, 16:40
King sa bene di non saper scrivere i finali, tanto da averci ironizzato su in più di un'occasione.


beh, il finale di Shining è da paura...

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kelly slater

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 04 Ott 2022, 20:17
....

In mezzo ci butterei pure Lolita di Nabokov, che secondo me, va letto.

FatDanny

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Citazione di: kelly slater il 05 Ott 2022, 12:24
beh, il finale di Shining è da paura...

intendi quello del film o del libro? Perché sono profondamente diversi.
Più in generale Kubrick ha rivisto sostanzialmente l'opera.
Potremmo quasi dire che siano due storie diverse.

kelly slater

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Citazione di: FatDanny il 05 Ott 2022, 12:30
intendi quello del film o del libro? Perché sono profondamente diversi.
Più in generale Kubrick ha rivisto sostanzialmente l'opera.
Potremmo quasi dire che siano due storie diverse.
Film. Libro non letto.

FatDanny

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eh allora hai apprezzato il finale di Kubrick, non quello di King.
:=))

Nel libro l'entità "Overlook" è molto più presente.
Non è solo un'ambientazione e un'atmosfera, ma proprio un soggetto.
Di cui le varie apparizioni sono pura espressione. Fenomenologia.
Il quale si insinua nella mente di Jack per arrivare a Danny, perché vuole assimilare i suoi poteri, ma questo è difeso dallo Shining (tony, che se non ricordo male nel libro si sacrifica per salvare Danny)


SPOILER DEL FINALE LIBRO PER CHI VOLESSE LEGGERLO NON PROSEGUIRE




Nel libro Jack non resta intrappolato nel labirinto, manco per niente. Anzi, raggiunge Danny, ma riesce a riprendere il controllo del suo corpo e permette al figlio di scappare, tanto che l'entità inizierà a fracassargli la faccia con la mazza nelle sue stesse mani. Da quel momento in poi Jack "muore" e l'entità controlla direttamente il suo corpo.
Ma proprio grazie a questo sacrificio l'entità-Overlook, presa dal rincorrere il caro Danny, si scorda della manutenzione della caldaia che andava depressurizzata ogni tot e quando se ne ricorda lo lascia stare, danny raggiunge la madre e il cuoco e scappano. L'entità nel corpo di Jack corre verso il locale caldaia ma è troppo tardi e l'intero hotel fa un gigantesco botto.

L'entità faceva riferimento ad un vecchio cimitero indiano come spesso accade in King, ma nel film viene menzionato una sola volta, cosa che la ricollega all'immaginario di Pet Cemetery, che forse è uno dei pochi libri di King di cui ho davvero apprezzato il finale (seppure forse un po' scontato).

kelly slater

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Interessante, non sapevo

FatDanny

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nel 97 venne fatta una miniserie televisiva che è molto più fedele al libro.

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Aquila1979

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Citazione di: FatDanny il 05 Ott 2022, 13:14
Pet Cemetery, che forse è uno dei pochi libri di King di cui ho davvero apprezzato il finale (seppure forse un po' scontato).

beh, la mano sulla carta non è male

naoko

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che bello rivedere sherlock dopo tutti questi anni, invecchia benissimo

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