Ho avuto modo, mio malgrado, di leggere e poi ascoltare ampi stralci della conferenza stampa fiume direi, nella quale si monologa disquisendo con metafore banali e scontate su argomenti che avrebbero bisogno di chiarezza parlando di calcio. Fa riferimento ad una class action che ha un significato del tutto diverso da quello che credo volesse dargli lui, così come l'autoincensarsi per essere stato al lavoro mentre il nipote veniva operato. Stiamo toccando livelli etici e morali molto bassi. Fabiani parla di tutto senza spiegare niente, compresa la non cessione di Romagnoli; allude ma non chiarisce, parla di stipendi e di commissioni non pagate perchè le prenderanno altrove, certo, dove riconoscono il lavoro degli agenti, che, piaccia o meno, esistono e vanno pagati. Alla prima domanda veramente ficcante, argomentata e precisa, fatta da Niccolò Faccini, perde completamente le staffe, si rivolge con arroganza al giovane giornalista, dandogli del tu, chiamandolo amico mio, non riuscendo a rispondere a tono alle accuse mosse dal reporter, perchè non sapeva cosa dire. Avere 65 anni non significa necessariamente essere più saggio, nè a quanto pare più educato. Una domanda come quella l'avrebbero dovuta porre da tempo, giornalisti di ben altro spessore ma non hanno il coraggio o la volontà di farla. Sono stufo di essere rappresentato da due persone che dileggiano l'interlocutore mentre parlano a nome della Lazio.