Primo punto: era un'altro calcio, in cui avevi molti più spazi di manovra. Con l'ingresso dei fondi e il cambiamento della politica dei grandi club verso i giovani, è diventato molto più difficile entrare in certi giri.
Secondo punto: avevamo una forza economica comparabile alle grandi. Ricavi alla mano, prendevi 2-3 volte di meno rispetto alle big europee. Ora quel gap si è allargato sia verso le big, sia verso altre squadre che in teoria sono del nostro stesso livello.
Terzo punto: Tare ci ha lasciato con una rosa ingolfata, con un monte ingaggi esagerato per le qualità tecniche che avevamo e senza giovani da cui ripartire. Quella rosa si era retta su 3-4 nomi di livello che abbiamo tenuto fino alla loro morte calcistica, per poi non avere più soldi per rimpiazzarli.
Quarto punto (che si lega pure a quello di prima): per anni ha distrutto in maniera vergognosa il settore giovanile, che più che da serbatoio per la prima squadra oppure potenziali ricavi, è diventato un posto dove piazzare i giocatori dei agenti amici oppure degli amici di Lotito.
Quinto punto: Lotito era molto più presente, ai tempi. L'unico fenomeno della rosa, Immobile, l'abbiamo preso grazie alle sue amicizie, con Tare che voleva prendere Eder Valencia. Una Lazio senza Immobile è molto probabilmente una Lazio da qualificazioni EL al massimo.
In pratica, Tare ha messo su delle basi solide per questo futuro, Fabiani, che manco è del ruolo, ci ha dato il colpo di grazia.