Per aggiungere altra materia e fare un po' di debunk, leggendo le carte si trova un'informazione importante: il progetto presentato porterebbe il solo stadio ad avere dimensioni di circa 233 × 183 metri, contro i 181,5 × 138,5 del Flaminio attuale. Quindi il progetto già presentato comporterebbe un'espansione molto consistente: circa +51,5 m su un asse e +44,5 m sull'altro.
Cioè, almeno come ordine di grandezza, il progetto Lazio già presentato si avvicina parecchio all'impronta del Parc des Princes: circa 18 metri in meno su un asse e 8 sull'altro.
Attenzione però: questi numeri non stanno nel verbale conclusivo della Conferenza dei Servizi, ma nelle osservazioni di Cittadinanzattiva* (grazie a ChatGPT che me le ha trovate), che li ricava dagli elaborati progettuali.
Quindi il punto interessante è che l'ampliamento non è una soluzione che i progettisti devono inventarsi adesso: era già previsto nel progetto presentato.
A onor del vero, Cittadinanzattiva è molto critica proprio su queste dimensioni e segnala che, aggiungendo la Zona di Massima Sicurezza con recinzioni e tornelli, questa arriverebbe in alcuni punti a circa 6 metri dal limite di Corso Francia.
Non lo stadio quindi, ma il perimetro della zona di sicurezza.
E, sempre a onor del vero, guardando la sequenza dei documenti sembra che il rapporto con gli spazi circostanti fosse già emerso durante la Conferenza. Nella richiesta di integrazioni della Soprintendenza del 9 giugno, a pagina 3, si legge infatti che «non risulta sufficientemente chiaro se è prevista una cancellata di perimetrazione e/o specifici sistemi di accesso e protezione dei flussi che andrebbero ad avere impatto sull'intorno e sul contesto ambientale».
Un mese dopo, il 9 luglio, tra gli elaborati integrativi presentati dalla Lazio compare uno specifico "Approfondimento – Sezione su Corso Francia", riportato proprio in cima a pagina 13 del verbale conclusivo.
Non posso sapere se quell'approfondimento rispondesse esattamente a quella richiesta, ma diciamo che il sospetto è abbastanza forte. E soprattutto questo non significa che il problema sia definitivamente risolto: potrebbe tranquillamente ripresentarsi nelle fasi successive.
Significa però una cosa: dopo che il tema dell'impatto sull'intorno era stato sollevato e dopo la presentazione degli approfondimenti, nel verbale conclusivo non compare nessuna prescrizione che imponga di ridurre lunghezza o larghezza dello stadio.
Quindi la vulgata "non possono allargarsi perché non c'è spazio", presentata come un fatto acquisito, al momento negli atti non trova riscontro. L'ampliamento non solo non è vietato: era già parte del progetto sottoposto alla Conferenza.
Sul piano delle dimensioni, quindi della famosa geometria spicciola, l'indicazione precisa uscita dalla Conferenza riguarda l'altezza massima, rapportata a quella dell'Auditorium. Non trovo un analogo limite numerico su lunghezza e larghezza.
Questo significa che si farà sicuramente? No. Non lo so.
Ma al momento un fatto rimane: la Conferenza dei Servizi si è chiusa favorevolmente, con condizioni e prescrizioni e senza dissensi motivati. E tra quelle condizioni e prescrizioni, almeno per quello che si legge negli atti, non c'è nulla che imponga al nuovo stadio di restare dentro la lunghezza e la larghezza del Flaminio attuale o che ne impedisca l'ampliamento.
Poi magari nelle fasi successive proprio gli spazi, le distanze o la sicurezza costringeranno a rivedere le dimensioni. È possibilissimo. Ma è una cosa che eventualmente dovrà emergere dopo, non un'impossibilità che oggi sta scritta nei documenti.
* Cittadinanzattiva, come quelle degli altri soggetti esterni, non hanno valore prescrittivo. Il verbale chiarisce che vengono acquisite agli atti ma «non assumono natura di determinazioni» della Conferenza. Quindi possono sollevare questioni, ma non imporre prescrizioni al progetto.