Ci sarebbe già da discutere sulla scelta di aver designato Banti per una gara che vedeva di fronte la terza e la quinta in classifica ad otto domeniche dal termine del torneo. La partita di cartello di giornata dopo il derby milanese.
Banti è un arbitro scarso, finito spesso dietro la lavagna per le sue perfomances insufficienti.
E' quello che riapri la gara tra Lecce e Chievo assegnando una punizione inesistente ai veneti negli ultimi minuti; quello del gol di Robinho dopo il controllo con la mano in Chievo-Milan; quello che mandò su tutte le furie Zamparini per l'arbitraggio tra Milan e Palermo a S.Siro con due rigori negati ai siciliani, un gol viziato da un fallo di mano di Ambrosini ed un rigore regalato ai padroni di casa.
In più è lo stesso arbitro che diede l'ok per l'inizio di Bologna-Roma sotto la tempesta di neve e lo stesso che autorizzó 90 minuti tra Brescia e Genoa su un terreno simile a quello della celebre partitella tra scapoli e ammogliati nel film di Fantozzi.
Perché proprio Banti, quello che fece riaprire il dibattito sulla sudditanza psicologica all'indomani di Chievo-Milan, per una partita da quartieri alti come Napoli-Lazio? Non c'era di meglio?
La direzione di gara del livornese è stata pessima, ben al di là degli episodi decisivi che hanno segnato la partita.
Dopo un inizio all'inglese , nelle fasi di equilibrio del match, in cui si è contraddistinto per un paio di decisioni disciplinari da matita rossa (la mancata ammonizione di Yebda su Lichtsteiner e quella invece comminata a Dias per fallo su Cavani), nel secondo tempo, quando la partita è cambiata , anche lui si è mostrato più incline al fischio facile, ma a senso unico.
Dal contatto González-Mascara (su cui ho i miei dubbi che ci fosse fallo), è stata un'escalation.
In mezzo il gol non visto di Brocchi, la fuga di Sculli interrotta da un intervento da arancione di Campagnaro, fino alla perla del rigore ed espulsione per "chiara occasione da gol", interpretazione che sfugge un po' a tutte le casistiche.
Mazzarri , quello che non perde occasione per urlare al complotto per le rimesse laterali invertite, a fine gara se l'è cavata con un "ci sono stati episodi un po' di qua un po' di là, ma insomma...", dimostrando una sportività ed un aplomb che esibisce a convenienza.
Lo stessa sportività che mise in mostra, per esempio, quando gli fecero notare che il pareggio di Hamsik in Napoli-Parma era viziato da una posizione irregolare di un metro e mezzo dello slovacco : "cose che capitano".
De Laurentis, quello che , dopo essere stato schiantato a Milano ,fece la piazzata sul potere delle strisciate e le classifiche decise a tavolino, parla di decisioni giuste, di goduria, di grande festa.
Pure qualche laziale non si trincera dietro gli alibi dell'arbitraggio. "Perché se segni prima non segni dopo", "perché il rigore bene o male ce po' sta", "perché il rosso magari è troppo, ma insomma non è quello che ha deciso la partita", "perché semo polli".
Niente di nuovo, insomma
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Bella Lazio. Una delle migliori di stagione, per quanto mi riguarda. Bravi tutti, ottimo Reja.
Sconfitta immeritata decisa in gran parte dall'individuo col fischietto.
Non so come finirà la stagione, ma oggi l'arbitraggio di Banti rischia di pesare come quello di Treossi del lontano maggio 1999.