Temo di rimpiangere a lungo questa stagione.
Con l'Inter di transizione, sbandata e post Special One, anarchica e vulnerabile.
Con la roma alla deriva e tenuta nelle vicinanze della costa con corde e boe.
Con la Juve ormai arenatasi in una dimensione da Europa League (a fatica).
Con il napoli più cartone che tigre.
Solo il Milan ha tenuto pienamente fede ai pronostici, ma girando al minimo sindacale, quasi per forza d'inerzia.
E ci mancherebbe pure, se anche il Milan avesse toppato la stagione, ci saremmo trovati dinanzi al campionato più anomalo di sempre o giù di lì.
E nonostante i rossoneri, l'anomalia, grande come la mediocrità di questa stagione, rimane.
Un'anomalia che, personalmente, trovo quasi insostenibile. Per questo temo di rimpiangere a lungo questo campionato.
Continuo a credere che con un altro approccio, mentale e caratteriale (l'aspetto tattico ne è conseguenza), a quest'ora stavamo con le infradito a guardare dall'alto la lotta per il quarto posto.
Rimpiango la cattiveria, la fame. Quella che ti fa guardare avanti, senza farti sentire la sazietà del "già mangiato", ché di spazio nello stomaco, volendo, ce n'era.
La conduzione tecnica ha pagato l'inesperienza dei quartieri alti, la squadra, un po' di riflesso e un po' per sue caratteristiche, ci ha messo di tasca propria il resto, compresa una abbondante mancia.
E' vero, abbiamo vinto diverse partite senza meritare o almeno senza far brillare gli occhi. Ma questo fatto non lo "sento" come qualcosa che compensa la sfortuna o l'ingenuità mostrata in altri incontri. Lo sento piuttosto come un'aggravante: ti gira bene e allora, a maggior ragione, butta dentro tutto, il 110%.
Vabbe', son pippe mentali forse.
Circa gli interventi di mercato a gennaio, rimpiango solo un centrocampista di peso accanto a Ledesma; qualcuno che, una volta arrivato, si sarebbe preso la maglia da titolare e basta, mandando in panca i Brocchi e i Matuzalem, senza che questi ultimi potessero soltanto pensare di farsi rodere ercù.
Un solo intervento, un centrocampista di valore.
Arrivare quinti, quello che accadrà, quando potevamo arrivare almeno terzi mi fa girare le palle.
E se dico che arriveremo quinti è perché lo spessore caratteriale di questa squadra non è da sprint, fatto di match della vita, di partite dentro o fuori.
Questa squadra doveva costruirsi la sua Champions League a fari spenti, perché non sostiene la pressione della bagarre.