Citazione di: Kim Gordon il 12 Set 2011, 11:38
Vedi Karl, nn è così peregrenino prospettare la nascita e la crescita, da una punto di vista culturale e politico, di un soggetto adulto plasmato intorno ad un idea blasfema di legalità.
qullo che ho definito Nuovo Puritano.
L'alba di un nuovo bigottismo, meno svelato, quindi più subdolo, che ha il suo cardine forte nella distruzione di ogni concetto di umanità e di solidarietà.
idea di Legalità confusa e arraffazzonata, che somiglia molto più ad un desiderio di vendetta.
frutto maturo di un alienazione dal Collettivo che fa vivere il prossimo come un soggetto di cui sospettare, pericoloso, da eleminare, perchè Lontano.
questo sentimento è Comune, anzi è capoluogo di regione.
ed è un attegiamento ingenerato e generamte altre discriminazioni.
Non puoi negare che sia così, anche se diversamente da me non ci vedi nessun problema.
Sia ben chiaro non è che io non intraveda il problema di un eventuale eccesso di giustizialismo fomentato a colpi di giornali e dibattiti tv. Il problema che sollevi tu esiste da sempre, da prima che inventassero radio e tv.
Indubbiamente la cassa di risonanza mediatica può generare nei segmenti meno critici della società sacche di "neo-puritanesimo", anche in questo caso però stiamo parlando di un caso estremo. Quando parli della formazione di un idea di legalità raffazzonata che somiglia ad un desiderio di vendetta sono abbastanza concorde. Tenere in sovraesposizione mediatica anche il più mite degli esseri umani definendolo un killer sanguinario indurrà certamente parte della popolazione a crederlo tale, in una parola è fare propaganda.
Ma già ai tempi della caccia alle streghe bastavano un paio di prediche per far sollevare metà di un villaggio con torce e forconi e la moda di "sbattere il mostro in prima pagina", ahimè, non è mai tramontata.
Supponiamo che le streghe o il mostro in questo caso sia rappresentato dal fenomeno ultras.
La società con i suoi modi di vita e di pensiero dominanti (carichi di distorsioni ma anche di valori importanti) ha deciso di "normalizzare" l'ambiente stadio che finora era una specie di habitat protetto in cui la sottocultura ultras ha avuto modo di svilupparsi e crescere.
Il fenomeno ultras è in declino da anni proprio perchè la società "civile" tende a riassorbirlo ma tende a riassorbirlo perchè lo percepisce come un fenomeno deviante dai valori comuni, ne ha timore.
L'idea dell'ultras nella stragrande maggioranza dei cittadini è quella dell'individuo pericoloso, del matto, che da un momento all'altro può alzarsi e venire da me per prendermi a bastonate mentre guardo la partita senza che io capisca perchè.
Nella lotta, a mio parere vana, (perchè parliamo di processi di nicchia che si intersecano con stravolgimenti più ampi) per la sopravvivenza gli ultras non hanno fatto nulla per migliorare la loro immagine, anzi hanno scelto le armi del terrore, un pò come se le streghe del medioevo per combattere l'ingiusta persecuzione avessero iniziato davvero a mangiare bambini.
Non occorre guardare la tv per capire che i comportamenti che gli ultras tengono allo stadio sono in aperto contrasto con i valori che regolano una vita pacifica.
Non mi si può tacciare di bigotteria se sostengo che mio figlio non debba apprendere i concetti di razzismo e violenza tramite il tifo organizzato di una squadra di calcio.
Attenzione però non sto facendo di tutta l'erba un fascio, ciò che auspico non è che il fenomeno ultras scompaia del tutto, tifare una squadra di calcio non è dannoso, anzi; il mio desiderio sarebbe quello di veder nascere dallo scontro tra la cultura dominante e quella ultras un nuovo concetto di tifo organizzato, mondato da quelle che sono le "impurità", cioè la carica antisociale che spaventa e che spinge alcuni a divenire giustizialisti.
Qui andremmo a finire sulle componenti di quella carica antisociale: sui temi della violenza, del razzismo, delle ideologie politiche antidemocratiche e di altri comportamenti criminali e/o liminali che renderebbero questo mio scritto, troppo lungo disincentivandone la lettura