Credo che esista un limite al livello di arroganza e superbia che un uomo e un professionista vicino ai 70 anni possa sopportare da parte di un personaggio che, ogni giorno che passa, si ritiene sempre più un padreterno.
Lotito ha fatto molto di buono per questa società e ha portato innovazioni intelligenti che tutti all'inizio spernacchiavano, salvo poi copiarle quando si sono dimostrate valide. Ora però ho l'impressione che abbia iniziato la parabola discendente della sua storia nella Lazio e molti fatti lo stanno dimostrando (liti continue con altri presidenti, Lega, Coni, condotte al limite del regolamento federale, spostamento degli interessi verso Salerno).
Anche se temo sarà molto difficile, mi auguro che Reja rimanga fino a giugno, che lo faccia per i tifosi e per quei giocatori con cui ha cementato un rapporto capace di rendersi quasi impermeabile alle tormente esterne, agli infortuni, agli errori di mercato della società, al fango gettato dal sistema mediatico.
Poi, una volta terminata la stagione, convochi una conferenza stampa, a Roma, a Spalato o dove preferisce, e si tolga dalla scarpa tutti i sassi che lo hanno infastidito da due anni a questa parte. Sono sicuro che tutta la gente laziale di buon senso non potrà che ringraziarlo e rendersi conto che, se nel frattempo fosse stata buttata via una stagione, il colpevole avrebbe senza dubbio un nome e un cognome. Claudio Lotito.