Di seguito una dichiarazione di Abete tratta da repubblica (
http://www.repubblica.it/sport/calcio/2012/04/04/news/interrogatorio_masiello-32743814/?ref=HREC1-3)
Notate la parte in neretto.
Come si giustifica, allora, l'audizione di Mauri e Brocchi ?
La procura di Cremona ha mandato carte riguardanti Mauri e Brocchi alla giustizia sportiva ? Mi pare strano.
Non c'è un procedimento penale a carico di Mauri e Brocchi e, dunque, la giustizia sportiva si è attivata autonomamente ? Ed allora perchè solo Mauri e Brocchi e non i mille altri nomi che sono usciti e che tutti conosciamo ?
Per me questa audizione resta un mistero ...
ABETE: "DEFERIMENTI ENTRO APRILE" - Sul piano dell'inchiesta sportiva prosegue il lavoro della Procura federale. Il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete ha ribadito che l'impegno dell'ufficio guidato da Stefano Palazzi "è quello di dare luogo a tutti i deferimenti che risultassero necessari entro la fine di aprile". L'auspicio, ha detto il numero uno della Figc, è che "il procuratore di Bari Laudati invii quanto prima tutta la documentazione alla procura federale".
Abete ha ricordato infatti che la "legge dello Stato impedisce di attivare gli iter di giustizia sportiva in assenza di documentazione laddove ci sono procedimenti penali" e poi ha ribadito la "tolleranza zero della Federazione, unita alla volonta di celerità e la forte aspettativa che i documenti arrivino presto". Ma nonostante il nuovo scandalo, dice Abete, "il calcio ha anche tante luci, non solo ombre". "Il presidente Platini - ha ricordato il numero del calcio italiano - ha messo al centro del quadriennio della presidenza Uefa la lotta alle scommesse e in ogni intervento che fa anche in sede di Commissione europea evidenzia la necessità di trovare strumenti di tutela del mondo del calcio". Infatti, ha detto Abete, "mentre le procure della Repubblica possono legittimamente operare attraverso le perquisizioni, le intercettazioni e gli arresti, gli organi sportivi non hanno questa possibilità. Al massimo possono convocare i tesserati e responsabilizzarli sulla base delle norme esistenti. Da una parte, dunque, nessuna tolleranza per un fenomeno devastante, e dall'altra comprensione: questo è un mondo di un milione e mezzo di tesserati quindi c'è uno spaccato della società con tutte le sue ombre e le sue luci, quindi anche con tante positività di impegno sociale e trasparenza comportamentale".