Repubblica....non ho parole

Aperto da jenefamotre, 08 Apr 2012, 09:31

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ralphmalph

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ahimè, cosmo ha ragione

arturo

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L'ottimo Cosmo,come al solito, ha fatto centro!!!

Dusk

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Cosmo, bellissimo intervento, ma, ribadisco, non abbiamo posizioni affatto distanti.
Aggiungo in mezzo minuto, perché vado di fretta, che neanche io credo che ci basti eliminare i cori incriminati per essere lasciati in pace, dato che dall'altro lato sussiste l'intento di colpirci. Credo, però, che sia una piccola (ma neanche troppo) mossa tattica che vada fatta per due motivi. Il primo è di civiltà, ed è inoppugnabile, credo. Il secondo è insito nella contrapposizione: troveranno altri mezzi per attaccarci, lo credo anche io. Intanto, però, vanifichiamo i loro sforzi attuali. Poi ci si preparerà alle successive contromosse. :)

GoodbyeStranger

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Cosmo come sempre centra il punto.

I repubblichini sono furbi e potenti stiamo all'erta
non cadiamo nei loro trabocchetti.

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sweeper77

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cosmo non so cosa dire....sei stato PERFETTO! bravo

robylele

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per il giornale ombra io ci sto, ma Cosmo non può essere sacrificato solo nella materia Cinema, ma deve dire la sua anche su Calcio!
:beer:



p.s.: il mio datore di lavoro conosce Giannini da 30 anni e giura che é laziale!  :o


radar

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Non condivido, del post di Cosmo solo una cosa. io non riesco ad immaginare che la redazione di uno dei più diffusi giornali italiani si riunisca per decidere come e quando attaccare la Lazio, sarò fesso ma non riesco a crederci. Magari c'è una sottaciuta tolleranza per questo oppure qualcuno ha capito qualcosa (detto magari al bar) come un imperativo (un po' come "Cosa fa Dumini?"). Ma una riunione ad hoc per decidere come attaccare la Lazio me la posso aspettare al romanista, no a repubblica, al Corriere della sera o alla Stampa.

So chi sono quei giornali e quali interessi rappresentino e so esattamente come rapportarmi o non rapportarmi con loro. Insisto solo nel dire che o si ritiene che il coro sia innocente (e spero che nessuno lo ritenga tale) e quindi si continua a farlo perchè siamo delle vittime oppure si ritiene che il coro sia offensivo, disgustoso, razzista e allora non lo si fa.

Perchè se il nemico ti spara tu non ti affacci a petto nudo dalla trincea

sweeper77

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no roby, non ce credo manco se lo vedo in curva nord co la sciarpa della lazio  :)

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orso.free

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Posso dire a Cosmo, di cui ho profonda ammirazione, che forse ignora chi e che cosa ci sia dietro a quegli apparenti innocui diciasettenni?

cosmo

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Citazione di: orso.free il 23 Apr 2012, 15:11
Posso dire a Cosmo, di cui ho profonda ammirazione, che forse ignora chi e che cosa ci sia dietro a quegli apparenti innocui diciasettenni?

Ciao Orso, in effetti lo ignoro.
Posso immaginare che ci sia qualche gruppo politico di estrema destra. Me lo confermi?
Pensi che anche questi fantomatici gruppi di appoggio ordinino ai ragazzi della curva di intonare quei cori per colpire (in)direttamente la società?

easy

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cosmo, apprezzo la calma ma non sono d'accordo.
non serve un giornale ombra 1. casomai serve materiale da far venire a galla e da seminare in rete.
prendi lo sputo di lamela, oggi oltre a quelle di erik hai le foto di totti da far circolare
5 anni fa non lo potevi fare. ieri non avresti sputtanato un radiocronista rai, oggi lo puoi fare.
loro mettono una foto, tu puoi al volo farne circolare un'altra. e le sponde le trovi.
i comizi, le analisi, i dibattiti, hanno perso peso, non hanno visibilità.-
molte delle cose dibattute sui forum per anni non hanno mai trovato un risultato tangibile, visibile.
qualche maglietta non basta.

non serve un giornale ombra 2.
qualsiasi direttore ti dirà "vorrà dire che rinunceremo al suo euro e venti"
ma se ne facessimo una cosa di tutta la tifoseria sarebbero 25mila copie in meno.
avevamo gli azionisti per fare le denunce, non ho mai saputo di azionisti della Lazio che le abbiano fatte.
scioperi a oltranza come quelli del liverpool verso il sun hanno un peso.
e non conta la civiltà, la professionalità, l'obiettività. contano i soldi.
fai pesare quelli allora.

la minaccia di voti contro la polverini è stata l'unica vittoria della curva, in tutti questi anni.
20 mila voti, utenti, paganti, oggi sono merce preziosa.
adottiamo un giornale, tipo la Stampa, la Gazzetta.
molti giornalisti laziali non saranno d'accordo ma stica.
fai una scelta diversa: non cliccare, non comprare.
clicca e compra altrove, e dichiaralo.


Aquila Romana

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Citazione di: orso.free il 23 Apr 2012, 15:11
Posso dire a Cosmo, di cui ho profonda ammirazione, che forse ignora chi e che cosa ci sia dietro a quegli apparenti innocui diciasettenni?

C'è uno spaccato di quella società con la quale (ahimè) sono costretto a condividere questa città, dove l'estremismo di destra si stà espandendo inesorabilmente, soprattutto nelle fasce più giovani.

Una capitale che ha per sindaco un fascista dichiarato in una regione guidata da una fascista dichiarata, in un paese dove si promulgano leggi razziste mentre il popolino deve essere convinto che il problema principale è racchiuso negli stadi.

E allora giù al tifoso che fa il coro o l'ululato (mentre fuori diventa senatore un Marcello De Angelis).. alla pubblica gogna il genovano che osa interrompere il business del calcio-tv (distraendo l'opinione pubblica da personaggi come Roberto Fiore..).

Più daspo per tutti ! E la vita vi sorriderà  :beer:





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Ranxerox

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Citazione di: cosmo il 23 Apr 2012, 00:52
Ciao Radar, grazie per lo "stimato" e scusa per la veemenza del mio 'no' al tuo post, spero che tu non ti sia sentito offeso, ma mi scuso lo stesso e cerco comunque di correggere il tiro e di precisare il mio sfogo prendendo anche spunto da quanto scritto da Dusk, Tarallo e Pablo Honey.
Io credo che la tesi che deve essere confutata sia la seguente: se la curva smette di fare i cori razzisti allora Repubblica ci lascia in pace. Non è vero purtroppo e ne abbiamo avuto molte volte la riprova, ad esempio il fotogramma di Radu che fa il saluto romano (secondo loro) pubblicato scientemente come uno dei tanti atti di guerra nei nostri confronti.
Oggi c'è stata un'altra riprova, perché quel coro si sente molto spesso da almeno una quindicina d'anni, ma l'averlo collocato in homepage all'interno del fatto di cronaca più importante, ovvero quanto è successo a Genova, mi sembra una chiara dichiarazione bellicosa che cerca di tirare in mezzo la Lazio e di deturpare la sua immagine a qualunque costo.
Se quel coro fosse stato cantato oggi per la prima volta, allora avrei anche potuto giustificare la sua pubblicazione a corredo dello scempio ben più grave che si è visto a Genova.
Ripeto il mio concetto: se la curva smettesse di fare i cori antisemiti, come anche io mio auguro, Repubblica troverebbe sicuramente un altro modo per infangarci, e qui veniamo al mio corollario forte:
personalmente trovo più disgustoso pensare (perché questo avviene) ad una riunione di redazione in cui i vari Zucconi, Giannini, Mensurati e compagnia politicamente corretta pianificano per filo e per segno il modo di attaccare la Lazio, sia nei contenuti che nella forma.
Nel mio infimo cunicolo esistenziale sono giornalista anche io, nello specifico scrivo di cinema, e ti garantisco che se io voglio convincerti a vedere un film so esattamente come fare: titolo, articolo, occhiello, parole chiave e  collocazione di tutto il pacchetto in una home page o su una pagina dedicata.
Ciò che mi ha fatto inalberare è che, grazie alla mia esperienza, io so al 100% che quella homepage, come molte altre in passato e come chissà quante ancora in futuro, è stata studiata apposta per mettere la Lazio in mezzo a un contesto infinitamente negativo; una goccia che va ad aggiungersi agli ettolitri con cui ci torturano da anni.
Perché? Mi piacerebbe saperlo per davvero. Perché è ormai palese che il loro comportamento ripugnante che si nasconde dietro il retorico richiamo al diritto di cronaca è frutto di una strategia premeditata.
Ora, avendo letto Repubblica per anni, ho assistito lentamente alla trasformazione di questo giornale una volta davvero vicino agli interessi della classe lavoratrice in un manifesto della faccia più radical chic di questo paese, ho visto lentamente anche in politica usare gli stessi modi [...] che loro contestano a Berlusconi in quanto a propaganda, bugie, retorica, imposizione di un'opinione, veicolazione disonesta di un messaggio.
Non possono farlo che per soldi.
Perché ormai hanno smarrito qualsiasi onestà intellettuale in nome dell'interesse.
Quindi, chi li paga? Chi c'è dietro? Chi telefona al direttore per imporgli una linea editoriale antilaziale?
A chiudere, la mia frase forte che forse ha fatto venire la pelle d'oca a molti nasce proprio dal mettere sulla bilancia due aspetti.
Sul primo piatto della bilancia abbiamo il giornale più cliccato e forse più amato/pubblicizzato/comprato d'Italia con la sua maschera artificiosa di cultura sopraffina (potrei dilungarmi parlando del calcioscommesse ma lasciamo perdere) che rappresenta un potere squallido che ci sta attaccando perché vuole  affossare la società sportiva Lazio e i suoi tifosi.
Sull'altro piatto abbiamo la manovalanza becera che sta in curva nord che non rappresenta alcun potere forte e che condivide questa ignoranza con tutte le curve d'Italia.
Quale pesa di più?
Per me la prima.
Per cui, se io mi metto a giustificare Repubblica dicendo che la curva cattivona non deve cantare giallorosso ebreo, io faccio il loro gioco, perché confondo le patate con le ciliegie, e non si fa come ci insegnavano a scuola quando c'era la lezione di aritmetica.
Nel momento stesso in cui un potere più forte e soprattutto più strutturato di cento imbecilli diciassettenni lavora quotidianamente per affossare la Lazio, beh loro diventano il mio nemico, non certo i cento manovali diciassettenni, fossero pure tremila.
Questi ultimi diventano il problema numero due fino a quando non avrò eliminato il problema numero uno.
Allora, poiché il gioco lurido di Repubblica è stato scoperto direi di tralasciare il comportamento della curva e pensare concretamente a cosa si può fare contro un potere forte. Noi, la Lazio, i giornalisti che parlano di Lazio.
Confesso che la mia sensazione è di impotenza, non so che fare e non so cosa proporre.
Non compro più repubblica e da domani non avrei problemi a non cliccarla più, snobbandola anche quando me la propina google per qualche ricerca.
E' sufficiente? no. E allora? Vogliamo formare una squadra che tutti i giorni fa il pelo e contropelo a questo giornale corrotto? Ma non solo sulla Lazio, sul calcio, ma su tutte le materie: politica, cinema, musica, cronaca nera. Vogliamo fare un giornale ombra? io ci sto, se qualcuno di voi pensa che possa essere utile.
Ma per favore non entriamo nel loop del "sipperò", perché i veri razzisti sono loro.
Perché noi siamo una minoranza, loro ci hanno individuato come tale e sanno che siamo una minoranza debole che non può difendersi e per questo ci attaccano senza ritegno e colpiscono dove fa più male.
Come hanno sempre fatto tutti i razzisti di questo mondo.

che sia condivisibile o meno la linea di ragionamento questo è un grandissimo post che, se mai ce ne fosse bisogno, conferma l'importanza di appartenere a questa splendida community.

AquilaLidense

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Cosmo ha fatto centro sul problema, mentre easy ha indicato correttamente la strada da intraprendere.

Sarebbe bello mandare gni giorno alle varie redazioni di repubblica, trigoriere e messaggero una foto con una copia cartacea di un giornale diverso dal loro.

spook

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Citazione di: cosmo il 23 Apr 2012, 00:52

... Perché? Mi piacerebbe saperlo per davvero. ...

La risposta è nella classifica Serie A. Eravamo sesti o settimi neanche ci avrebbero nominato.

Nanni

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Citazione di: cosmo il 23 Apr 2012, 00:52
Ciao Radar, grazie per lo "stimato" e scusa per la veemenza del mio 'no' al tuo post, spero che tu non ti sia sentito offeso, ma mi scuso lo stesso e cerco comunque di correggere il tiro e di precisare il mio sfogo prendendo anche spunto da quanto scritto da Dusk, Tarallo e Pablo Honey.
Io credo che la tesi che deve essere confutata sia la seguente: se la curva smette di fare i cori razzisti allora Repubblica ci lascia in pace. Non è vero purtroppo e ne abbiamo avuto molte volte la riprova, ad esempio il fotogramma di Radu che fa il saluto romano (secondo loro) pubblicato scientemente come uno dei tanti atti di guerra nei nostri confronti.
Oggi c'è stata un'altra riprova, perché quel coro si sente molto spesso da almeno una quindicina d'anni, ma l'averlo collocato in homepage all'interno del fatto di cronaca più importante, ovvero quanto è successo a Genova, mi sembra una chiara dichiarazione bellicosa che cerca di tirare in mezzo la Lazio e di deturpare la sua immagine a qualunque costo.
Se quel coro fosse stato cantato oggi per la prima volta, allora avrei anche potuto giustificare la sua pubblicazione a corredo dello scempio ben più grave che si è visto a Genova.
Ripeto il mio concetto: se la curva smettesse di fare i cori antisemiti, come anche io mio auguro, Repubblica troverebbe sicuramente un altro modo per infangarci, e qui veniamo al mio corollario forte:
personalmente trovo più disgustoso pensare (perché questo avviene) ad una riunione di redazione in cui i vari Zucconi, Giannini, Mensurati e compagnia politicamente corretta pianificano per filo e per segno il modo di attaccare la Lazio, sia nei contenuti che nella forma.
Nel mio infimo cunicolo esistenziale sono giornalista anche io, nello specifico scrivo di cinema, e ti garantisco che se io voglio convincerti a vedere un film so esattamente come fare: titolo, articolo, occhiello, parole chiave e  collocazione di tutto il pacchetto in una home page o su una pagina dedicata.
Ciò che mi ha fatto inalberare è che, grazie alla mia esperienza, io so al 100% che quella homepage, come molte altre in passato e come chissà quante ancora in futuro, è stata studiata apposta per mettere la Lazio in mezzo a un contesto infinitamente negativo; una goccia che va ad aggiungersi agli ettolitri con cui ci torturano da anni.
Perché? Mi piacerebbe saperlo per davvero. Perché è ormai palese che il loro comportamento ripugnante che si nasconde dietro il retorico richiamo al diritto di cronaca è frutto di una strategia premeditata.
Ora, avendo letto Repubblica per anni, ho assistito lentamente alla trasformazione di questo giornale una volta davvero vicino agli interessi della classe lavoratrice in un manifesto della faccia più radical chic di questo paese, ho visto lentamente anche in politica usare gli stessi modi [...] che loro contestano a Berlusconi in quanto a propaganda, bugie, retorica, imposizione di un'opinione, veicolazione disonesta di un messaggio.
Non possono farlo che per soldi.
Perché ormai hanno smarrito qualsiasi onestà intellettuale in nome dell'interesse.
Quindi, chi li paga? Chi c'è dietro? Chi telefona al direttore per imporgli una linea editoriale antilaziale?
A chiudere, la mia frase forte che forse ha fatto venire la pelle d'oca a molti nasce proprio dal mettere sulla bilancia due aspetti.
Sul primo piatto della bilancia abbiamo il giornale più cliccato e forse più amato/pubblicizzato/comprato d'Italia con la sua maschera artificiosa di cultura sopraffina (potrei dilungarmi parlando del calcioscommesse ma lasciamo perdere) che rappresenta un potere squallido che ci sta attaccando perché vuole  affossare la società sportiva Lazio e i suoi tifosi.
Sull'altro piatto abbiamo la manovalanza becera che sta in curva nord che non rappresenta alcun potere forte e che condivide questa ignoranza con tutte le curve d'Italia.
Quale pesa di più?
Per me la prima.
Per cui, se io mi metto a giustificare Repubblica dicendo che la curva cattivona non deve cantare giallorosso ebreo, io faccio il loro gioco, perché confondo le patate con le ciliegie, e non si fa come ci insegnavano a scuola quando c'era la lezione di aritmetica.
Nel momento stesso in cui un potere più forte e soprattutto più strutturato di cento imbecilli diciassettenni lavora quotidianamente per affossare la Lazio, beh loro diventano il mio nemico, non certo i cento manovali diciassettenni, fossero pure tremila.
Questi ultimi diventano il problema numero due fino a quando non avrò eliminato il problema numero uno.
Allora, poiché il gioco lurido di Repubblica è stato scoperto direi di tralasciare il comportamento della curva e pensare concretamente a cosa si può fare contro un potere forte. Noi, la Lazio, i giornalisti che parlano di Lazio.
Confesso che la mia sensazione è di impotenza, non so che fare e non so cosa proporre.
Non compro più repubblica e da domani non avrei problemi a non cliccarla più, snobbandola anche quando me la propina google per qualche ricerca.
E' sufficiente? no. E allora? Vogliamo formare una squadra che tutti i giorni fa il pelo e contropelo a questo giornale corrotto? Ma non solo sulla Lazio, sul calcio, ma su tutte le materie: politica, cinema, musica, cronaca nera. Vogliamo fare un giornale ombra? io ci sto, se qualcuno di voi pensa che possa essere utile.
Ma per favore non entriamo nel loop del "sipperò", perché i veri razzisti sono loro.
Perché noi siamo una minoranza, loro ci hanno individuato come tale e sanno che siamo una minoranza debole che non può difendersi e per questo ci attaccano senza ritegno e colpiscono dove fa più male.
Come hanno sempre fatto tutti i razzisti di questo mondo.

Cosmo, da (ex) giornalista un po' addentro a certe logiche e a certe "procedure", concordo quasi del tutto con quello che hai scritto. Tranne una cosa, anzi due, secondo me fondamentali.

1 - ok, le patate e le ciliegie. Non confrontabili. Ma se le ciliegie "hanno l'amico" (come diceva mia Nonna) oppure se le patate sono marce bisogna parlarne.  Noi, fra noi. E pure di brutto. In altra sede, quando possiamo, ma parliamone.
Hai parlato del trattamento che Repubblica ha fatto (e continua a fare) da almeno un decennio con Berlusconi. E' esattamente la stessa cosa. Io ricordo di un fattarello di cronaca di un paio di anni fa, di una villa che avevano scoperto non ricordo dove, degli squallidi festini, scambisti o roba del genere. E Repubblica, ineffabile corredava il servisio con una foto indovina di chi? Ecco. Patate e ciliegie, ancora una volta. E probabilmente quelli di Forza Italia o comunque quelli che seguivano politicamente Berlusconi NON avrebbero dovuto mettersi lì a litigare, subito, immantinente. Ma PRIMA O POI, dei festini suoi, di Berlusconi, avrebbero dovuto occuparsi, no? e di brutto, come ho detto prima.

2 - Perchè questo attacco? tu dici: "Non possono farlo che per soldi."
Non credo. Non solo, è qualcosa di più profondo.
Certamente, "farlo per soldi", per un giornale NON significa che c'è un Grande Vecchio che paga perchè si scriva o non si scriva qualcosa (ci mancherebbe). Significa, vendere, avere successo, moltiplicare le copie, la raccolta pubblicitaria, etc. Ma questa cosa qualsiasi giornale (e qualsiasi giornalista) la sa, e la fa. Chi scrive e vende quello che scrive è assai facile che scriva quello che il suo Cliente vuole leggere.
Mi dirai: chi legge La Repubblica PER LA MAGGIOR PARTE necessariamente DEVE essere contro Berlusconi e allora loro scrivono contro Berlusconi. E con lo stesso criterio, PER LA MAGGIOR PARTE necessariamente DEVE essere contro la Lazio. 
E se la guardi così, dal punto di vista loro, forse è vero.
Forse è per questo che ho deciso di non comprare e non leggere più La Repubblica. Perchè non so più "fare la tara" di ciò che scrivono. Non so più cosa è vero e cosa è strumentale, forzato, mediato, indotto o peggio creato. E non solo per la Lazio, non solo per Berlusconi. A questo punto mi vengono dubbi più alti. Obama, la procreazione assistita, Eluana Englaro, l'Afghanistan, Benigni, la Fornero, il Nobel, l'immigrazione, la Cina, Fernando Alonso, le Olimpiadi. Qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa trattata da Repubblica, mi viene da rileggerla in filigrana, cercando di capire cosa è vero e cosa è verosimile.
E allora non lo leggo. Non lo leggo più. E dio solo sa quanto me ne duole, perchè certe firme posso trovarle solo là e rinunciarvi mi costa caro.
Se mai avessi modo di incontrareScalfari o Ezio Mauro gli direi questo, questi miei dubbi, questo mio travaglio e gli riporterei la decisione di non essere più lettore del giornale. E loro potrebbero dire sticazzi, ne perdo uno e ne trovo altri. Ma chissà. Insomma non lo so.

aldo

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Ragazzi, come ho già avuto modo di dire, io credo che la Lazio in quanto tale non c'entri niente. C'entra solo la linea editoriale di Repubblica, che ovviamente asseconda i voleri dei suoi lettori-tipo, i quali vogliono leggere certe cose. E siccome queste cose ben si adattono alla nomea dei tifosi laziali (e, in verità, anche a qualche precedente), ecco che il gioco è fatto.
Per parlare ancora più chiaro, io sono sicuro che se scriviamo di fronte alla sede di Repubblica "Monti boia" e firmiamo con una falce e martello, probabilmente la cosa non viene neanche riportata. Se invece scriviamo la stessa identica cosa ma firmiamo con una svastica, Repubblica farà un titolone a nove colonne sulle gravissime minacce di morte contro Monti.

Ora che non c'è più Berlusconi, Repubblica inevitabilmente ha perso uno dei suoi argomenti forti. Ogni tanto bisogna trovarne altri.

La minaccia di non comprare avrebbe effetto su giornali locali (Messaggero, Tempo, etc) ma Repubblica è un quotidiano a tiratura nazionale, vende mezzo milione di copie al giorno, non conosco i dati precisi ma sicuramente la piazza di Roma è solo una parte rispetto al totale delle vendite.
Io comunque (non mi linciate :) ) continuo tranquillamente a comprarla perché, consapevole di quanto ho scritto sopra, riesco abbstanza bene a separare i fatti dalle "caramelle" che Repubblica regala ai suo i lettori-tipo. O almeno credo ;)

Centurio

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asrepubblica fa del male alla Lazio. Chi la compra, fa il suo gioco. Digli di smettere.

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seagull

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Cosi, tanto per cambiare, quello che scrive sulla Lazio, cioe'; se ricordo bene quello che e' stato cacciato fuori da Formello, oggi alla vigilia di una partita quasi decisiva, dopo averci informato in maniera chiara sulle trattative di Lotito con il coni, riporta quanto segue:


......
Che notizia e' questa, ovvero che rilevanza ha, oggi, cazzo dico oggi?

MERDA  :asrm

seagull

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Sorry, eccola:


NUOVA GRANA SUL FRONTE ZARATE: IL VELEZ ASPETTA 1 MILIONE - Scongiura il contraccolpo psicologico, Reja. La Lazio non riesce invece a scacciare le grane legali. L'ultima rimbomba dall'Argentina. Il Velez Sarsfield, club dove è cresciuto calcisticamente l'attaccante, aveva chiesto alla società capitolina un compenso per il suo acquisto dall'Al Sadd. Questo contributo spetta a tutti quei club che hanno allevato un giocatore nel proprio vivaio dai 12 a 23 anni. Ebbene il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna si è pronunciato a favore del Velez, il quale dovrà ricevere la somma di 1.050.000 dollari dai biancocelesti per i diritti di formazione del giocatore entro 30 giorni. Un'altra gatta da pelare sul fronte Zarate: a momenti per Lotito (rischi 6 mesi di squalifica) e la Lazio (rischia ammenda) arriverà l'ufficialità della sentenza della commissione disciplinare.

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