Citazione di: cosmo il 23 Apr 2012, 00:52
Ciao Radar, grazie per lo "stimato" e scusa per la veemenza del mio 'no' al tuo post, spero che tu non ti sia sentito offeso, ma mi scuso lo stesso e cerco comunque di correggere il tiro e di precisare il mio sfogo prendendo anche spunto da quanto scritto da Dusk, Tarallo e Pablo Honey.
Io credo che la tesi che deve essere confutata sia la seguente: se la curva smette di fare i cori razzisti allora Repubblica ci lascia in pace. Non è vero purtroppo e ne abbiamo avuto molte volte la riprova, ad esempio il fotogramma di Radu che fa il saluto romano (secondo loro) pubblicato scientemente come uno dei tanti atti di guerra nei nostri confronti.
Oggi c'è stata un'altra riprova, perché quel coro si sente molto spesso da almeno una quindicina d'anni, ma l'averlo collocato in homepage all'interno del fatto di cronaca più importante, ovvero quanto è successo a Genova, mi sembra una chiara dichiarazione bellicosa che cerca di tirare in mezzo la Lazio e di deturpare la sua immagine a qualunque costo.
Se quel coro fosse stato cantato oggi per la prima volta, allora avrei anche potuto giustificare la sua pubblicazione a corredo dello scempio ben più grave che si è visto a Genova.
Ripeto il mio concetto: se la curva smettesse di fare i cori antisemiti, come anche io mio auguro, Repubblica troverebbe sicuramente un altro modo per infangarci, e qui veniamo al mio corollario forte:
personalmente trovo più disgustoso pensare (perché questo avviene) ad una riunione di redazione in cui i vari Zucconi, Giannini, Mensurati e compagnia politicamente corretta pianificano per filo e per segno il modo di attaccare la Lazio, sia nei contenuti che nella forma.
Nel mio infimo cunicolo esistenziale sono giornalista anche io, nello specifico scrivo di cinema, e ti garantisco che se io voglio convincerti a vedere un film so esattamente come fare: titolo, articolo, occhiello, parole chiave e collocazione di tutto il pacchetto in una home page o su una pagina dedicata.
Ciò che mi ha fatto inalberare è che, grazie alla mia esperienza, io so al 100% che quella homepage, come molte altre in passato e come chissà quante ancora in futuro, è stata studiata apposta per mettere la Lazio in mezzo a un contesto infinitamente negativo; una goccia che va ad aggiungersi agli ettolitri con cui ci torturano da anni.
Perché? Mi piacerebbe saperlo per davvero. Perché è ormai palese che il loro comportamento ripugnante che si nasconde dietro il retorico richiamo al diritto di cronaca è frutto di una strategia premeditata.
Ora, avendo letto Repubblica per anni, ho assistito lentamente alla trasformazione di questo giornale una volta davvero vicino agli interessi della classe lavoratrice in un manifesto della faccia più radical chic di questo paese, ho visto lentamente anche in politica usare gli stessi modi [...] che loro contestano a Berlusconi in quanto a propaganda, bugie, retorica, imposizione di un'opinione, veicolazione disonesta di un messaggio.
Non possono farlo che per soldi.
Perché ormai hanno smarrito qualsiasi onestà intellettuale in nome dell'interesse.
Quindi, chi li paga? Chi c'è dietro? Chi telefona al direttore per imporgli una linea editoriale antilaziale?
A chiudere, la mia frase forte che forse ha fatto venire la pelle d'oca a molti nasce proprio dal mettere sulla bilancia due aspetti.
Sul primo piatto della bilancia abbiamo il giornale più cliccato e forse più amato/pubblicizzato/comprato d'Italia con la sua maschera artificiosa di cultura sopraffina (potrei dilungarmi parlando del calcioscommesse ma lasciamo perdere) che rappresenta un potere squallido che ci sta attaccando perché vuole affossare la società sportiva Lazio e i suoi tifosi.
Sull'altro piatto abbiamo la manovalanza becera che sta in curva nord che non rappresenta alcun potere forte e che condivide questa ignoranza con tutte le curve d'Italia.
Quale pesa di più?
Per me la prima.
Per cui, se io mi metto a giustificare Repubblica dicendo che la curva cattivona non deve cantare giallorosso ebreo, io faccio il loro gioco, perché confondo le patate con le ciliegie, e non si fa come ci insegnavano a scuola quando c'era la lezione di aritmetica.
Nel momento stesso in cui un potere più forte e soprattutto più strutturato di cento imbecilli diciassettenni lavora quotidianamente per affossare la Lazio, beh loro diventano il mio nemico, non certo i cento manovali diciassettenni, fossero pure tremila.
Questi ultimi diventano il problema numero due fino a quando non avrò eliminato il problema numero uno.
Allora, poiché il gioco lurido di Repubblica è stato scoperto direi di tralasciare il comportamento della curva e pensare concretamente a cosa si può fare contro un potere forte. Noi, la Lazio, i giornalisti che parlano di Lazio.
Confesso che la mia sensazione è di impotenza, non so che fare e non so cosa proporre.
Non compro più repubblica e da domani non avrei problemi a non cliccarla più, snobbandola anche quando me la propina google per qualche ricerca.
E' sufficiente? no. E allora? Vogliamo formare una squadra che tutti i giorni fa il pelo e contropelo a questo giornale corrotto? Ma non solo sulla Lazio, sul calcio, ma su tutte le materie: politica, cinema, musica, cronaca nera. Vogliamo fare un giornale ombra? io ci sto, se qualcuno di voi pensa che possa essere utile.
Ma per favore non entriamo nel loop del "sipperò", perché i veri razzisti sono loro.
Perché noi siamo una minoranza, loro ci hanno individuato come tale e sanno che siamo una minoranza debole che non può difendersi e per questo ci attaccano senza ritegno e colpiscono dove fa più male.
Come hanno sempre fatto tutti i razzisti di questo mondo.
Cosmo, da (ex) giornalista un po' addentro a certe logiche e a certe "procedure", concordo quasi del tutto con quello che hai scritto. Tranne una cosa, anzi due, secondo me fondamentali.
1 - ok, le patate e le ciliegie. Non confrontabili. Ma se le ciliegie "hanno l'amico" (come diceva mia Nonna) oppure se le patate sono marce bisogna parlarne. Noi, fra noi. E pure di brutto. In altra sede, quando possiamo, ma parliamone.
Hai parlato del trattamento che Repubblica ha fatto (e continua a fare) da almeno un decennio con Berlusconi. E' esattamente la stessa cosa. Io ricordo di un fattarello di cronaca di un paio di anni fa, di una villa che avevano scoperto non ricordo dove, degli squallidi festini, scambisti o roba del genere. E Repubblica, ineffabile corredava il servisio con una foto indovina di chi? Ecco. Patate e ciliegie, ancora una volta. E probabilmente quelli di Forza Italia o comunque quelli che seguivano politicamente Berlusconi NON avrebbero dovuto mettersi lì a litigare, subito, immantinente. Ma PRIMA O POI, dei festini suoi, di Berlusconi, avrebbero dovuto occuparsi, no? e di brutto, come ho detto prima.
2 - Perchè questo attacco? tu dici: "Non possono farlo che per soldi."
Non credo. Non solo, è qualcosa di più profondo.
Certamente, "farlo per soldi", per un giornale NON significa che c'è un Grande Vecchio che paga perchè si scriva o non si scriva qualcosa (ci mancherebbe). Significa, vendere, avere successo, moltiplicare le copie, la raccolta pubblicitaria, etc. Ma questa cosa qualsiasi giornale (e qualsiasi giornalista) la sa, e la fa. Chi scrive e vende quello che scrive è assai facile che scriva quello che il suo Cliente vuole leggere.
Mi dirai: chi legge La Repubblica PER LA MAGGIOR PARTE necessariamente DEVE essere contro Berlusconi e allora loro scrivono contro Berlusconi. E con lo stesso criterio, PER LA MAGGIOR PARTE necessariamente DEVE essere contro la Lazio.
E se la guardi così, dal punto di vista loro, forse è vero.
Forse è per questo che ho deciso di non comprare e non leggere più La Repubblica. Perchè non so più "fare la tara" di ciò che scrivono. Non so più cosa è vero e cosa è strumentale, forzato, mediato, indotto o peggio creato. E non solo per la Lazio, non solo per Berlusconi. A questo punto mi vengono dubbi più alti. Obama, la procreazione assistita, Eluana Englaro, l'Afghanistan, Benigni, la Fornero, il Nobel, l'immigrazione, la Cina, Fernando Alonso, le Olimpiadi. Qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa trattata da Repubblica, mi viene da rileggerla in filigrana, cercando di capire cosa è vero e cosa è verosimile.
E allora non lo leggo. Non lo leggo più. E dio solo sa quanto me ne duole, perchè certe firme posso trovarle solo là e rinunciarvi mi costa caro.
Se mai avessi modo di incontrareScalfari o Ezio Mauro gli direi questo, questi miei dubbi, questo mio travaglio e gli riporterei la decisione di non essere più lettore del giornale. E loro potrebbero dire sticazzi, ne perdo uno e ne trovo altri. Ma chissà. Insomma non lo so.