Lazio: culturalmente subalterni?

Aperto da arkham, 25 Giu 2012, 14:05

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Bianchina

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Citazione di: And159 il 25 Giu 2012, 16:32
Pure te però uno sguardo al calendario dallo.nessun laziale vero salterebbe una partita della Lazio

esatto.
L'auditorium era pieno di celebrities, di giornalisti e di fotografi (Gianni Borgna e' un altro Laziale "dentro").
Ma Bob Lovati se ne stette a casa a vedersi la sua Lazio (che, per inciso, perse).

arkham

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Ok, cerchiamo di fare un salto di qualità nella discussione, diamo per scontato che:
1-se vincessimo di più, tutto sarebbe più facile (anche se personalmente non condivido)
2-La società dovrebbe fare di più per avere maggiore visibilità
3-Siamo comunque meglio di loro, siamo diversi e rivendichiamo questa diversità.

Dettop questo, fatemi capire:
1-Perchè Mario Riva laziale non è pompato quanto il Sordi romanista? Perchè Francesco Pannofino non diventa icona di romanità dopo aver interpretato un personaggio che pare fatto apposta? Perchè dalle Iene esce il romanista biascicone più di quanto emerga il conduttore che è laziale? Perchè dal dandinismo imparante non esce anche uno Stefano Disegni (in quanto laziale, intendo), che da quelle parti bazzica? Perchè nessuno degli scrittori, dell'elite culturale cittadina che tifa Lazio lo dichiara? e soprattutto, perchè nessuno dglielo domanda?

E soprattutto, che poi è il fulcro del topic, serve che tutto questo avvenga? Dobbiamo usare le nostre armi, anche su un campo in cui, come dice porga, partiamo perdenti? O è meglio lascire libero il campo e, come dice Bianchina, far notare la nostra diversità?

Ma a forza di lasciare libero il campo, non sarà che stiamo diventando una setta autoreferenziata? A parte i nostri figli, che sentono da noi la descrizione dei riomici e la rivendicazione (quante volte si può usare la stessa parola in un topic?) della nostra diversità, chi altro potrà diventare laziale? (contribuendo al fatturato e di conseguenza anche alle vittorie, tanto per chiudere il cerchio...).

Oggi cos'è la Lazio per i non laziali? Perchè tifare Lazio? Perchè è bello tifare Lazio? Che dobbiamo fare per far capire a tutti che è bello tifare Lazio? Che la Lazio esiste e non è (solo) quella che viene raccontata?

And159

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Citazione di: arkham il 25 Giu 2012, 16:45
Ma a forza di lasciare libero il campo, non sarà che stiamo diventando una setta autoreferenziata? A parte i nostri figli, che sentono da noi la descrizione dei riomici e la rivendicazione (quante volte si può usare la stessa parola in un topic?) della nostra diversità, chi altro potrà diventare laziale? (contribuendo al fatturato e di conseguenza anche alle vittorie, tanto per chiudere il cerchio...).

Oggi cos'è la Lazio per i non laziali? Perchè tifare Lazio? Perchè è bello tifare Lazio? Che dobbiamo fare per far capire a tutti che è bello tifare Lazio? Che la Lazio esiste e non è (solo) quella che viene raccontata?
hai centrato il punto.noi bastiamo a noi stessi,loro,hanno bisogno di essere riconoscibili anche all esterno.come non importa l'importante è che si parli di loro.per fare in modo che questo non succeda loro non devono più esistere,non devono avere più lo spazio che hanno per far sapere al mondo che lro sò daaaaaroma.razzismo.discriminazione,ghettizazione.loro sono il male e come tale devono essere percepiti anche dagli altri

JSM

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Condivido l'analisi di Altadler. Sono un po' di fretta, ma intengo perché questo argomento mi interessa molto. Questa società dovrebbe dare molto più spazio ai nostri tifosi noti.
Si faceva riferimento a Piperno, uno che si definisce "ultrà laziale", uno che ha una bella testa, che fa cultura in un modo che piace, e che potrebbe scardinare molti pregiudizi sul nostro conto. Possibile che non sia mai intervistato in radio, che non trovi spazio sulle nostre riviste, o in trasmissioni come Lazialità in Tv?
Penso anche ad Alessandro Portelli, professore alla Sapienza. Ricordo che una volta iniziò la presentazione di un libro maledicendo gli organizzatori dell'iniziativa perché "m'avete fatto perde il finale di Lazio-Udinese!".

Penso poi agli attori (Pannofino, che ora va per la maggiore, Violante Placido), ai registi (quello di "Immaturi", ad esempio), ai cantanti (Fabrizio Moro ad esempio mi pare si fosse esposto). Questa è gente che ha bisogno di essere anche coccolata, piaccia o non piaccia. Non ci vorrebbe molto ad invitarli ad iniziative pubbliche, farli diventare padrini o madrine delle campagne abbonamenti (come capitava ai tempi di Cragnotti), regalare loro qualche abbonamento. Andrebbero realizzate iniziative ad hoc per ricordare personaggi del passato (la Sora Lella, ad esempio) in quanto personaggi laziali.
Questo compete sia alla società, sia ai comunicatori laziali, Guidone et similia.

Si dovrebbe anche tentare di recuperare il rapporto con gli ex giocatori di anni recenti: non si possono vedere o sentire sempre i soliti Wilson, Oddi, Garlaschelli, Piscedda, Giordano, Agostinelli,...il più recente tra i soliti è Rambaudi. Ma che fine hanno fatto gli altri? Quelli dello scudetto 2000 (almeno gli italiani)? Si è creato un fossato insuperabile?

Non c'è uno che possa dare vita a qualcosa simile a KC 1927, se di questo c'è bisogno? Possiamo farlo noi?
Poi, è giusto, vincere attira tifosi, ma quello che serve è creare un retroterra stabile, un pantheon vivente, dare il senso della comunità, che superi l'intermittenza inevitabile dei risultati sportivi.

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arkham

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Citazione di: And159 il 25 Giu 2012, 16:50
razzismo.discriminazione,ghettizazione.loro sono il male e come tale devono essere percepiti anche dagli altri

Scusa Andi, ma io, al di là dei toni che si possono utilizzare su un forum della Lazio, 'sta cosa non la penso affatto. Loro sono il male me pare una cazzata. E parole come razzismo, discriminazione e ghettizzazione mi fa paura solo scriverle.

mansiz

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no no e no. Questi sono tra i migliori anni di Lazio della mia vita e non me li faccio rovinare da loro. Intanto finiamola co sto snobbismo da quattro soldi: i nostri tifosi sono malati come i loro e noi non siamo più bravi, belli, puri e simpatici. Mi ricordo di maledetti anni di totale disinteresse da parte dei media...
Non portiamo il nostro marchio impresso ovunque non perche siamo diversi, ma per sentirci diversi; vogliamo fare i professionisti prima di tutto e poi ci lamentiamo se gli altri prendono posto più avanti. Allora io penso: abbiamoo fatto la scelta di essere speciali a tutti icosti? Questo discorso vale per noi e per i vari d'amico, pannofino, marchegiani che vanno in tv.
vorrei scrivere meglio e di più ma col cellulare mi viene male

And159

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Citazione di: arkham il 25 Giu 2012, 16:52
Scusa Andi, ma io, al di là dei toni che si possono utilizzare su un forum della Lazio, 'sta cosa non la penso affatto. Loro sono il male me pare una cazzata. E parole come razzismo, discriminazione e ghettizzazione mi fa paura solo scriverle.
capisco.ma io parto dal presupposto che noi e loro non siamo uguali.quindi essendo questo razzismo evito di fare l'ipocrita senza girqarci troppo intorno

Cesio

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Citazione di: Warp il 25 Giu 2012, 15:09
Mi scuso per la lungaggine.

L'argomento come detto gia ampiamente trattato altrove è molto interessante perchè analizza un aspetto che spesso non si prende in considerazione quando si parla di certe cose.
Alcuni si chiudono nel vittimismo paranoico-autoreferenziale quello di tipo anni 70 che defiiremmo modello "La CIA ci spia", altri invece ritengono queste cose delle pip.pe paranoico autoreferenziali e accusano i primi di non riuscire a non pensare ad "essi".
In mezzo ci sono varie posizioni tra cui la mia, che incentro sul concetto di "Appeal" o "Gradimento",

Si è detto che l'area dandiniana-piddina-saloon socialist non fa vendere maglie alla rioma, trae solo essa stessa vantaggio dall'attaccarsi al carrozzone giallerosso

Io invece ritengo che questa forma di continuo citazionismo della reuma comporti una simpatia collettiva, una opera di costruzione del gradimento.

Se ricordate i vecchi film degli anni 50/60/70 il romanista era sempre il trucidone borgataro,(il gassman dei mostri che corre allo stadio mentre la famiglia è malata, il sordi di cui si è detto, il milian-commissario Giraldi, il manzotin di febbre da cavallo, l'amendola di vacanze di natale, personaggi popolareschi, a volte volgari, sempre di mediocre estrazione, non a caso nel film un giorno in pretura al sordi-tarzan si oppone il DeFIlippo-giudice laziale).

Negli ultimi anni si è assistito ad un ribaltamento della figura del romanista proprio per mano di questa lobby e altri affiliati.

E allora il romarolo è diventato il bravo ragazzetto, il professionista, l'imprenditore, "il compagno", figure che fino ad alcuni anni fa non rientravano nella "caratteristica di genere".
Questo ribaltamento ha causato come rovescio della medaglia che il laziale è diventato "l'antagonista", "il cavaliere oscuro". Non è più la figura "professionale", "borghese" che era.

Questa attività di consenso ha causato anche in attori laziali una voglia di non esacerbare la loro tifoseria, un po perchè la maggior parte dello showbiz romano è romanista (es.la Fandango di Procacci, mentore di palomba,mastandrea,zorro e legata a doppio filo alla lobby dandiniana).
Gli stessi Mimun,Mazza,Paglia noti laziali non esibiscono troppo la appartenenza perchè sanno di essere minoranza e verresti visto male dai "neutrali" che in quanto neutrali subiscono il fascino dell'appeal romanista. E quindi vedono di miglior occhio il romarolo che non il laziale, spesso identificato come personaggio, minoritario, frustrato e di tendenze politiche antidemocratiche.

Il discorso di V. pertanto coglie il segno nel mettere al centro questa questione che è poi la visione dove si muovono i vari repubblica, fatto, alias, isbn, pd, rai, tutti guarda caso orbitanti nella stessa area culturale.

Questa cosa dovrebbe spaventare prevalentemente i laziali di sinistra (quelli di destra se ne possono allegramente fott.ere), ma i laziali di sinistra che si cerca di nascondere, di cancellare culturalmente e socialmente, mettendo in risalto ed esaltando ogni aspetto destrorso, razzista e fascista del tifo laziale, devono cominciare a rendersi visibili, allo stadio, nel media, nella società, in qualche modo.

A questo si deve affiancare l'attività della società che la deve smettere di aprire gli store, a valmontone a fiumicino o a alatri, ma deve aprirli a Via Nazionale a Via del corso, fare uno store vivo, non con 4 magliette sfigate , ma un negozio dove si possa andare anche a mangiare a pranzo, dove si fanno eventi marketing e dove ogni tanto becchi qualche giocatore. Bisogna stare in centro ed essere visibili.

Sono d'accordo con tutto ciò che è stato scritto, personalmente scinderei il pensiero in due parti: Il gradimento all'estero e quello nazionale. Per avere appeal internazionale bisogna vincere, o quanto meno restare il più a lungo possibile in una fascia di visibilità ampia. Se la Lazio vincesse una Champion's League, un' Europa League o anche soltanto riuscisse ad accedere con regolarità alle fasi finali di una di queste competizioni (ottavi, quarti, ecc...) comincerebbe a giocare tutti gli anni con squadre di grosso calibro, il chè indirettamente ti consentirebbe di essere visto e di relazionare il nome Lazio con la città di Roma.

Riscuotere consenso in Italia è relativamente più difficile ( dico relativamente perchè  costruire una squadra che ti permetta di realizzare quanto sopra non è proprio una passeggiata). Purtroppo al livello mediatico hanno gente dappertutto e quindi si possono permettere di martellare il pubblico con messaggi positivi sulla loro squadra, sui loro tifosi e compagnia bella. A noi mancano personaggi che riescano a infiltrarsi in questo sistema per scardinarlo e quantunque esistano ( vedasi  Pannofino, Mimun, Brignano ecc..) preferiscono non manifestare la loro fede calcistica per non incorrere nel giudizio negativo altrui. Per vincere in questa battaglia dobbiamo giocare con le loro armi ( cercando sempre di distinguerci, sia chiaro) e imporci prepotentemente in ogni ambito. Se in ogni occasione che si presenta ( che si tratti di un'intervista, di una conferenza stampa o qualsiasi altra situazione)  si fa riferimento al calcio con qualche domandina buttata lì, lo scrittore/attore/regista deve rispondere rivendicando la propria fede Laziale in modo deciso senza nascondersi. Tutti i tifosi devono cominciare a farlo e a maggior ragione chi ha un ruolo di visibilità nella società. 

Infine al livello territoriale l'unica cosa che può fare la Lazio, intesa come società, è concentrarsi sulle zone nevralgiche della città ed imporre il proprio marchio con alcuni store di modo che i cittadini stessi e i turisti si abituino a leggere Lazio e vedere le nostre maglie, i nostri colori, il nostro simbolo.

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anni fa operazioni del genere furono tentate con personaggi come Enrico Brignano, che alla fine non ne volle sapere più niente.
La comunicazione laziale - dico in senso molto lato - è in mano a gente spesso incompetente, quanto impresentabile.

Bianchina

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e io invece dico che stiamo pericolosamente diventando uguali a loro (che e' poi quel che comunemente si intende per subalternita' culturale, non le presenze dei divi in tivvu' o il numero di maglie vendute).

mansiz

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Citazione di: Bianchina il 25 Giu 2012, 16:59
e io invece dico che stiamo pericolosamente diventando uguali a loro.
lo so che e' dura, ma, se non altro, pensiamoci.
come ho già scritto, siamo sempre stati uguali a loro; ma ci è sempre piaciuto fare i diversi e a questi risultati siamo giunti. Abbiamo fatto la scelta di essere speciali ma non vogliamo pagarne le conseguenze...

arkham

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Citazione di: Bianchina il 25 Giu 2012, 16:59
e io invece dico che stiamo pericolosamente diventando uguali a loro (che e' poi quel che comunemente si intende per subalternita' culturale, non le presenze dei divi in tivvu' o il numero di maglie vendute).
Citazione di: mansiz il 25 Giu 2012, 17:04
come ho già scritto, siamo sempre stati uguali a loro; ma ci è sempre piaciuto fare i diversi e a questi risultati siamo giunti. Abbiamo fatto la scelta di essere speciali ma non vogliamo pagarne le conseguenze...

Abbiamo scelto? O ci è toccato di scegliere? E' stato un bene?
Io ho maturato questa posizione: se la diversità si traduce in chiusura a riccio nel nostro mondo, allora non voglio essere diverso. Non mi metterò la tuta della Lazio per andare al cinema, però magari per andare in palestra si. La Lazio c'è, non solo quella che gli altri vogliono raccontare. A forza di prendere le distanze e fare i "differenti" abbiamo mollato una Curva e una città. Io mi sarei rotto il cazz.o de marcà le differenze. Io vorrei che l'dea di una S.S. Lazio Artisti non sembrasse ridicola. Uguale a loro? Po' esse.

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TomYorke

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Ho sempre trovate bizzarre le cose per cui si esaltano i riomici, proprio quelle che ho letto nel post inziale di Arkham.
Trovano il modo per entrare e succhiare linfa vitale da qualsiasi cosa, proprio come fanno i parassiti e sicuramente questo li rende più "simpatici"...ma solo tra di loro, cioè si guardano e si dicono: "certo che semo popo li mejo, famo l'as rioma attori"
Onestamente questo glielo lascio volentieri, a me di farmi stare simpatici per forza una serie di personaggi solo perchè condividono la passione per la Lazio non va, preferisco poter continuare a definire rutelli un sindaco imbarazzante piuttosto che un grande laziale.

Poi c'è il lato più preoccupante della questione, il lato politico dove loro riescono meglio, nonostante tra di loro si raccontino la favola della squadra che non ha agganci politici e per questo non vince mai.
Devo dire che fino a qualche tempo fa credevo si trattasse più di una sindrome di accerchiamento da nostra che una situazione reale, ora non lo credo più. E' evidente la loro tracotanza e il loro legame con certi poteri del calcio. Poi c'è la stampa a finire il lavoro, e per loro fideiussioni, rolex, passaporti, numero massimo di calciatori extracomunitari, buu razzisti etc etc non saranno mai un problema.
Io preferiscono continuare ad affrontare tutte le sfaccettature dell'essere laziale senza aver bisogno di nessuno che mi dica che "va tutto bene, semo li mejo", so assumermi la responsabilità di certe cose negative, posso gioire delle cose positive senza dover dire grazie a zoro o personaggi similari, perchè poi rischi sempre che arrivi un "2004" e tutti quei personaggi che t'eri fatto sta simpatico a forza non lo vedì più, e se lo incontri magari si nascondono , o magari tornano alla carica dopo qualche anno per un racconto nostalgico.


JSM

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Magari è una strunzata, ma perché, come lazionetters, non invitiamo pubblicamente i tifosi laziali v.i.p. a venire allo scoperto, in un momento in cui la società è messa in un angolo?

Bianchina

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Citazione di: arkham il 25 Giu 2012, 17:08
Abbiamo scelto? O ci è toccato di scegliere? E' stato un bene?
Io ho maturato questa posizione: se la diversità si traduce in chiusura a riccio nel nostro mondo, allora non voglio essere diverso. Non mi metterò la tuta della Lazio per andare al cinema, però magari per andare in palestra si. La Lazio c'è, non solo quella che gli altri vogliono raccontare. A forza di prendere le distanze e fare i "differenti" abbiamo mollato una Curva e una città. Io mi sarei rotto il cazz.o de marcà le differenze. Io vorrei che l'dea di una S.S. Lazio Artisti non sembrasse ridicola. Uguale a loro? Po' esse.

ma non si tratta di tute (che' poi il giallo e il rosso insieme fanno schifo, chiunque li indossi) e nemmeno di S.S. Lazio Artisti.
Si tratta non di sentirsi, ma di essere diversi.
Perche' poi sto romanistismo sbruffone e autoreferenziale, al raccordo anulare finisce.

sweeper77

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corriere dello sport, edizione web, notizia data ora:

La sexy Santarelli tifa Roma? Bikini giallo e bandana rossa....(guardatevi la gallery) http://www.corrieredellosport.it/foto/calcio/euro_2012/italia/2012/06/25-47460_0/La+sexy+Santarelli+tifa+Roma%3F+Bikini+giallo+e+bandana+rossa


......no dico...non penso che siamo così bianchì...ancora no  :)

arkham

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Citazione di: Bianchina il 25 Giu 2012, 17:13
ma non si tratta di tute (che' poi il giallo e il rosso insieme fanno schifo, chiunque li indossi) e nemmeno di S.S. Lazio Artisti.
Si tratta non di sentirsi, ma di essere diversi.
Perche' poi sto romanistismo sbruffone e autoreferenziale, al raccordo anulare finisce.

Dici? La Dandini fuori dal raccordo non la pijano?

vaz

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Parlo per me.
se iniziassi a vedere tifosi della Lazio ostentare la propria appartenenza come quelli dellà penserei seriamente di smettere a seguire il calcio con passione.
Mi piace essere diverso. Diverso da loro. Mi piace accorgermi in mezzo a 100 persone delle 10 della Lazio solo guardandole nel loro stile.
Si tenessero gli Zoro (mai nick fu più appropriato), io mi tengo gli Ingegner Vacca.
Si pompassero, ci tirassero merd.a addosso e facessero i caroselli.
Se poi dovessimo vincere noi (come è successo negli ultimi 20 anni) li guarderò, con compassione. Ma pure se non dovessimo vincere una ceppa.
Sono superiore.
:ssl

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Warp

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Citazione di: mansiz il 25 Giu 2012, 17:04
come ho già scritto, siamo sempre stati uguali a loro; ma ci è sempre piaciuto fare i diversi e a questi risultati siamo giunti. Abbiamo fatto la scelta di essere speciali ma non vogliamo pagarne le conseguenze...

d'accordo con mansiz

Ma perchè dovremmo essere diversi? Io conosco tanti romanisti che sono persone molto più civili, educate, di tanti laziali, rosiconi e ottusi. Voi identificate il romanista con il borgataro in tuta e casco de totti perchè fa comodo. Ma non sono tutti cosi.
Non sarà che questo supposto sentirsi diversi ci ha fatto da corazza per mascherare il fatto che OBIETTIVAMENTE siamo di meno, abbiamo sempre o quasi contato niente, nel panorama calcistico?

Stiamo facendo un pò come gli scozzesi che ad ogni dove hanno campi di battaglia o rievocano gloriosi scontri contro gli inglesi, tutti regolarmente persi.

Dobbiamo uscire da questa logica da eterni underdog perchè non fa bene neanche all'immagine della Lazio se poi gli unici tifosi che hanno visibilità sono i nazisti dell'illinois, di che ci lamentiamo poi?

Se noi rifuggiamo e disprezziamo snobisticamente ogni "mescolanza con la vile razza dannata mediatica" con chi ce la prendiamo se poi i vili dannati parlano di altri laziali che invece non vedono l'ora di farsi inquadrare col braccetto teso?

fish_mark

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Citazione di: Warp il 25 Giu 2012, 17:19
d'accordo con mansiz

Ma perchè dovremmo essere diversi? Io conosco tanti romanisti che sono persone molto più civili, educate, di tanti laziali, rosiconi e ottusi. Voi identificate il romanista con il borgataro in tuta e casco de totti perchè fa comodo. Ma non sono tutti cosi.
Non sarà che questo supposto sentirsi diversi ci ha fatto da corazza per mascherare il fatto che OBIETTIVAMENTE siamo di meno, abbiamo sempre o quasi contato niente, nel panorama calcistico?

Stiamo facendo un pò come gli scozzesi che ad ogni dove hanno campi di battaglia o rievocano gloriosi scontri contro gli inglesi, tutti regolarmente persi.

Dobbiamo uscire da questa logica da eterni underdog perchè non fa bene neanche all'immagine della Lazio se poi gli unici tifosi che hanno visibilità sono i nazisti dell'illinois, di che ci lamentiamo poi?

Se noi rifuggiamo e disprezziamo snobisticamente ogni "mescolanza con la vile razza dannata mediatica" con chi ce la prendiamo se poi i vili dannati parlano di altri laziali che invece non vedono l'ora di farsi inquadrare col braccetto teso?

GRANDE!
Non se ne può più di questa retorica della minorità!

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