Citazione di: GuyMontag il 13 Lug 2010, 12:16
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Guy
Il tuo ragionamento non fa una piega. A supporto posso dire che in Spagna ed in Inghilterra (due paesi culturalmente molto distanti tra loro) non esiste il fenomeno ultras (sì, lo so, esistono gli Ultras SUR, tra l'altro di estrema destra e, perciò, gemellati con gli Irriducibili, ma è un fenomeno limitato a 2-300 unità ed ad un piccolo settore del Santiago Bernabeu).
Il calore ed il supporto al ManU o al Barca, all'Arsenal o al Real, non mancano comunque e lo STADIO spinge la squadra di casa (sull'efficacia di questa spinta prendo per buone le tue statistiche). E non si può certo dire che l'amore per il calcio in Inghilterra o in Spagna siano minori (o maggiori) che in Italia. Il fatto è che, non so perchè, in alcune nazioni (oltre all'Italia ci sono anche il Portogallo, le nazioni balcaniche ed anche la Germania) esiste il cosiddetto "Tifo Organizzato", con striscioni e gruppi dai nomi fantasiosi e, tendenzialmente, aggressivi. Gli Hooligans sono (erano?) un fenomeno sociale e non una forma di aggregazione. Ci si trova tutti in qualche posto, si beve (ci si sfonda di birra) e si fa a botte. Il calcio è solo un pretesto. L'elemento unificante, la "colla" che unisce (univa) gli Hooligans è la birra, la violenza e il gruppo "estemporaneo", non organizzato.
In Inghilterra la cosa è stata affrontata con i tribunali dentro (o nelle immediate vicinanze) dello stadio e con stadi "accoglienti", dedicati al solo calcio (senza piste, per intenderci) e fruibili da tutti (ad un prezzo adeguato). A Liverpool tutto lo stadio canta il coro "You'll never walk alone" e, va sottolineato, lo cantava anche negli anni sessanta (ricordate che c'era una canzone dei Beatles che terminava con quel coro? Se ve lo ricordate ... ricordatemene il titolo che sono in piena amnesia ...). Questo perchè ad Anfield il livello medio di "attaccamento" alla squadra è comunque altissimo. Non credo che la percentuale di tifosi "occasionali" sia superiore a poche unità percentuali. La cultura calcistica inglese è quella che ha prodotto aforismi celebri come: "Solo due cose non possono essere cambiate nella vita di un uomo: la madre e la squadra", oppure "le tre grandi paure dell'uomo sono la malattia, il tradimento e la retrocessione" (ripresa da una pubblicità della coca cola). In Inghilterra è naturale che si vada allo stadio con la maglia della squadra addosso e con la sciarpa al collo.
In Spagna l'attaccamento alla squadra è pari a quello inglese. C'è, rispetto al calcio inglese, meno disponibilità a giustificare la sconfitta ma, generalmente, la protesta si manifesta con i fazzoletti bianchi (estremo insulto per la squadra mutuato dalla corrida) rivolti alla squadra per cui si tifa. La testa di maiale che i tifosi del Barca gli hanno lanciato contro Figo non proveniva dagli ultras ma dai "normali" tifosi, quelli che, all'olimipico, sarebbero i tifosi dei distinti nord est o della tevere nord ... Anche in Spagna tutti rigorosamente con la maglia (ovviamente NON TAROCCATA e possibilmente aggiornata all'anno in corso) e la sciarpa. La squadra è sostenuta sempre e sistematicamente da tutto lo stadio che è sempre esaurito. Tutti sono Ultras e nessuno è Ultra.
Ed allora viene da chiedersi se il tifo "normale", quello delle famiglie, quello "non organizzato" in Italia, sia veramente all'altezza di quello che c'è nei due paesi che ho citato. La domanda che pongo è: non è che il tifoso italiano (mi riferisco al tifoso normale, quello "non ultras") è un po' troppo pantofolaio e che, a meno che la squadra non lotti per qualcosa di importante (che sia un titolo, la salvezza o, ahimè, il predominio cittadino), lo stadio è sempre mezzo vuoto ad eccezione dei settori "ultras"? Non è che proprio questa latitanza del tifoso "normale" ha consegnato agli ultras le chiavi del supporto "forte", quello che si sente dall'inizio alla fine? Faccio un discorso generale e non limitato alla Lazio ed al tipo di "supporto" che si può essere sentito in questi ultimi anni all'Olimpico, per cui non vorrei che si prendesse spunto da questo mio intervento per ripetere concetti relativi ai lpdm che nel mio discorso c'entrano poco. La curva è stata consegnata agli Ultras negli anni settanta proprio dalla maggioranza silenziosa, troppo silenziosa ...
Ora che la curva "chiude" (ma non succederà) siamo disposti a sostenere la nostra Lazio per 90 minuti, indossando tutti la maglia (quella ufficiale o non una taroccata), con la sciarpa al collo e per 19 partite in casa? Andremo, nei limiti del possibile, alle trasferte a sostenere la Lazio tingendo dei colori del cielo lo spicchio di stadio che ci verrà riservato?
Per le trasferte contatemi pure, io ci sto. Relativamente all'Olimpico devo sperare che ce ne siano molti che riempiano lo stadio "svuotato" dagli ultras. Se ci riusciremo sarà, al di là dei risultati, sicuramente un calcio migliore, più fruibile da tutti.
Oppure ci metteremo in pantofole davanti a Sky a criticare comodamente seduti "Zarate che non la passa mai", "Ledesma che quando mai che gli riesce una verticalizzazione" ... o, addirittura, "guarda che pena, l'olimpico è mezzo vuoto, non ce va più nessuno!" ... ?