Citazione di: MisterFaro il 05 Set 2012, 11:30
quanto piuttosto la paura/certezza che non riuscirei a far capire ai miei figli la mia capacità di divertirmi in quel contesto e la mia passione per Il Mondo Lazio.
Troppa pesantezza, troppa acrimonia, dov'è il divertimento? Di quale passione e di quali valori parla loro padre?
Condivido quindi sia questi pensieri con voi e sia il messaggio che Aquilante propone soprattutto perchè:
e mi piace pensare che potrei cambiare idea e portare finalmente i miei figli a vedere la Lazio (così potrei andarci anche io ;-) ).
Specifico che non chiedo un luogo paradisiaco, ma un tantinello più migliore!
Non credo sia possibile per un padre spiegare tutte le inestricabili complessità del mondo, anche quello della Lazio, perché è un compito al di sopra delle umane possibilità di qualsiasi genitore, fosse anche il più stimato dei premi Nobel. Un padre può spiegargli soltanto una parte, quella che comprende meglio e che sa meglio riferire.
Per il resto, può soltanto avvicinarlo alla genuina passione per il calcio, quella che si viveva da ragazzini nei campacci e sull'asfalto delle strade di periferia perché è lì e soltanto lì che nasce la passione.
Gli basta questo a un bambino di 8-10 anni. Non gli serve altro.
Siamo noi che siamo troppo adulti e che da tempo abbiamo scoperto che non esiste Babbo Natale.
Allo stadio si vedono mille bambini. Dovrebbero essere molti di più e dovrebbe venire anche il figlio di Lotito Claudio. Nel più completo anonimato e nella più completa libertà: per vedersi una partita di calcio, insieme ad altri anonimi ragazzini, magari calciando un pallone, come si faceva nel parterre delle curve nei famosi anni 70, quando per le strade si sparava sul serio, ma la domenica ci si fermava un attimo.
Poi cominciò ad esaursi il terrorismo e arrivò l'omicidio Paparelli. Da allora lo stadio è diventata la cloaca massima della società italiana.
Per un bambino uno stadio di calcio è un luogo fantastico. Ricordo ancora l'emozione quando salivo le scale e vedevo il campo dell'Olimpico verde e colorato (all'epoca c'era la TV in BN).
Al bambino non devi spiegargli cosa c'è nel retrobottega. Basta e avanza il palcoscenico.