quella foto del tifo laziale

Aperto da aquilante, 26 Ott 2012, 11:27

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Drieu

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Citazione di: robylele il 30 Ott 2012, 16:29

Oddi avrà picchiato gli inglesi in campo, mica fuori.


Ad ognuno le sue opinioni per carità, non voglio convincerti.... ma sinceramente non seguo il tuo ragionamento...

Allora...sei contro la violenza, però se uno picchia un tizio fuori dal campo (negli spogliatoi per la precisione) non ci vedi nulla di male, ma se lo fa in un altro contesto non va bene....
Si apre a questo punto un ambito discrezionale infinito, in cui di volta in volta bisogna stabilire se il cazzotto è lecito oppure no....




Kim Gordon

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la demogagia impone un pensiero: sono stati gli Ultras a svuotare gli stadi.

questa demagogia utile al nuovo ordine Calcistico votato alla massimizzazione dei profitti è una schifezza.

una schifezza perchè falsa, e come tutte le cose false, è mer.da.

purtroppo fin quando questa demagogia persisterà e troverà teste pronta ad accoglierla e soprattutto riperterla sarà difficile portare avanti un discorso di crescita.

ognuno se ne starà asserragliato nelle proprie convinzioni, strategie.

altro problema, tutto di casa nostra ma non solo, è quello cheallo zocolo duro degli Ultras Laziali je piaciono le mani a paletta e tutto il phamplet delle cazzate annesse.

come scriveva Gesulio sacrosantamente, manco sapendo bene l'immaginario della romanità quale sia..
(altro che colossi e gladiatori)

cmq, ci sono vari piani e la discxussione è complessa, o almeno, più complessa di come l'ha messa aquilante.

e quando uno semplifica a buffo è per due motivi.

o è in giornata no.
o ripete parole non sue.



robylele

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Citazione di: Drieu il 30 Ott 2012, 16:42
Allora...sei contro la violenza, però se uno picchia un tizio fuori dal campo (negli spogliatoi per la precisione) non ci vedi nulla di male, ma se lo fa in un altro contesto non va bene....

Conoscendo Oddi avrà avuto i suoi motivi, come ce l'aveva Giorgione che a Roma era soggetto ad attentati. E il negozio alla Balduina pure.
E nel caso di Oddi stiamo ancora parlando di adrenalina calcistica..

ma fammi capire.. tu sei per la violenza degli ultras?  :o


Citazione di: Kim Gordon il 30 Ott 2012, 16:44
la demogagia impone un pensiero: sono stati gli Ultras a svuotare gli stadi.

Non sono stati loro. Non per questo si può difendere l'accettazione della violenza, neanche da parte delle vittime del sistema e della creazione del tifoso consumatore.

NandoViola

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Citazione di: Drieu il 30 Ott 2012, 16:42
Ad ognuno le sue opinioni per carità, non voglio convincerti.... ma sinceramente non seguo il tuo ragionamento...

Allora...sei contro la violenza, però se uno picchia un tizio fuori dal campo (negli spogliatoi per la precisione) non ci vedi nulla di male, ma se lo fa in un altro contesto non va bene....
Si apre a questo punto un ambito discrezionale infinito, in cui di volta in volta bisogna stabilire se il cazzotto è lecito oppure no....
Drieu, l'equivoco sta tutto qua: Oddi era uno degli attori in gioco, con tutte le ricadute del caso, noi siamo solo contorno.
bellissimo, pure fondamentale, ma contorno. prima ce lo mettiamo in testa, tutti, e prima si esce da questo equivoco. la Lazio può e deve essere (anche) una religione, ma che ti porta ad amare di più (vedi Sfide di ieri sera), non una scusa per fare la guerra.


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Kim Gordon

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Citazione di: robylele il 30 Ott 2012, 16:51


Non sono stati loro. Non per questo si può difendere l'accettazione della violenza, neanche da parte delle vittime del sistema e della creazione del tifoso consumatore.

Sono daccordo. Giustificazionismi zero.
Si dovrebbe crescere, è un buon impegno, abbiamo invece delegato.

Aquila Romana

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Citazione di: Barra il 30 Ott 2012, 09:18
Ma credo, però, tu abbia toppato esempio.

Forse un saltino a Siena per il palio è bene tu ce lo faccia, perché i colori delle contrade in campo sono ovunque (e anche quelli delle sette che non corrono).
Ogni contradaiolo va fiero dei propri colori, che indossa come una seconda pelle.

Quando il cavallo passa ai canapi per la terza volta, i primi a partire sono i contradaioli che hanno vinto, ovviamente. Se la contrada che ha vinto ha una rivale (non tutte hanno rivali), quelli filano a casa.
Il resto, però, si riversa in campo e con bandiere e applausi, accompagna in Duomo o al Provenzano i contradaioli vincenti.
Un corteo con tutte le bandiere di Siena, con tutti i colori, perché tolto il "dolore" degli eventuali rivali, è Siena che vince ogni volta che si celebra un Palio.

Insomma, trova un altro esempio.

In effetti mai stato al Palio, forse mi ha indotto in errore la cronaca

MAXI-RISSA TRA CONTRADAIOLI AL PONTE DI ROMANA

http://www.ilcittadinoonline.it/news/152854/Maxi_rissa_tra_contradaioli_al_Ponte_di_Romana.html

Estratti i cavalli del Palio Ed è rissa fra Torre e Oca

http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2011/29-giugno-2011/estratti-cavalli-palio-ed-rissa-torre-oca--190979252782.shtml

Qui invece gli atti ufficiali della "giustizia paliesca" negli ultimi 12 anni

http://www.ilpalio.org/giustizia_paliesca.htm


Aquila Romana

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 29 Ott 2012, 23:52
Il testo che riporti é vergognosa propaganda pisciomestruo. Che é il solito impiglia?

Chiedo scusa, ho riportato integralmente il pezzo concentrandomi sulla testimonianza di scazzottate e risse tra tifosi (con ipotesi di partita a porte chiuse) già nel 1929 e mi è sfuggito il tono piscioruggine del pezzo

Il problema è che non ho sentito neanche la tradizionale puzza di merda...


Panzabianca

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Citazione di: Drieu il 30 Ott 2012, 11:52
La bellissima puntata di Sfide di ieri sera mi ha dato ulteriori spunti di riflessione, che in parte si possono riagganciare al senso (o a quello che io gli ho dato) di questo topic....

La distanza tra questo calcio e quello visto ieri sera è siderale, al punto che per un trentenne come me è addirittura difficile da cogliere appieno.
Ho visto stadi traboccanti di gente, ho percepito un clima di violenza (dentro e fuori dal campo) molto più accentuato rispetto a quello di oggi, ho visto "uomini" che giocavano al calcio completamente differenti rispetto agli atleti professionisti di oggi.
Ma soprattutto ho notato un legame di identificazione con la squadra per cui si tifa molto più profondo, tanto che quella Lazio, quel calcio mi sono sembrati, naturaliter, far parte del mio vissuto personale.
Quella Lazio, quel calcio, quella passione, sono tutto ciò che mi hanno fatto diventare il tifoso che sono oggi.
Il mio archetipo di calcio è quello, pur non avendolo vissuto, non certo quello di oggi....

Quel calcio era identità, era fatto di uomini e di passione, non di professionisti e sponsor, non era uno spettacolo consumistico, era l' ultima rappresentazione del sacro, in un tempo che di sacro si avviava a non avere più nulla.
Drieu, per me questo è vero in parte. Oserei dire che finché rotola una palla, finché c'è competizione, la passione e ciò che si mette in gioco sono gli stessi di quegli anni. Quel che è cambiato è che Chinaglia era e si sentiva uno di noi, forse, con buona pace del concetto di professionista... ed invece questi di ora no. Un tempo non c'era il diaframma che c'è ora. Oggi, una situazione come quella del cinema non potrebbe mai accadere. Eppure di violenza in quegli anni traboccavano le strade ma lo stadio costituiva forse ancora un'isola felice, dove, tuttavia, la contrapposizione si respirava forte sia in campo che sugli spalti.
Quanto al tifo, bah, forse vittima inconsapevole se parli del dopo Paparelli (forse lo spartiacque) ma, ora questa ingenuità di ruolo, pure sforzandomi ed in totale buona fede, io non la vedo soprattuto in quello organizzato. Quello (che va distinto da quello che pure fervente, visti i tempi che corrono, diventa saltuario ed occasionale) dici che sia vittima anche inconsapevole o che oggi abbia una partecipazione attiva, che sò, magari ai fini commerciali...o boh. Come minimo siamo un passo avanti rispetto allo stadio che tu delineavi ma la soluzione non va certo cercata nello spirito che permea questo sport, uguale oggi come allora. 

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Drieu

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Citazione di: Panzabianca il 31 Ott 2012, 11:08
Drieu, per me questo è vero in parte. Oserei dire che finché rotola una palla, finché c'è competizione, la passione e ciò che si mette in gioco sono gli stessi di quegli anni. Quel che è cambiato è che Chinaglia era e si sentiva uno di noi, forse, con buona pace del concetto di professionista... ed invece questi di ora no. Un tempo non c'era il diaframma che c'è ora. Oggi, una situazione come quella del cinema non potrebbe mai accadere. Eppure di violenza in quegli anni traboccavano le strade ma lo stadio costituiva forse ancora un'isola felice, dove, tuttavia, la contrapposizione si respirava forte sia in campo che sugli spalti.
Quanto al tifo, bah, forse vittima inconsapevole se parli del dopo Paparelli (forse lo spartiacque) ma, ora questa ingenuità di ruolo, pure sforzandomi ed in totale buona fede, io non la vedo soprattuto in quello organizzato. Quello (che va distinto da quello che pure fervente, visti i tempi che corrono, diventa saltuario ed occasionale) dici che sia vittima anche inconsapevole o che oggi abbia una partecipazione attiva, che sò, magari ai fini commerciali...o boh. Come minimo siamo un passo avanti rispetto allo stadio che tu delineavi ma la soluzione non va certo cercata nello spirito che permea questo sport, uguale oggi come allora.

Ok, ma il punto è: gli stadi si sono svuotati per colpa degli ultras, in particolare della loro vocazione violenta, o per altre ragioni? Se fosse vera la prima affermazione non si capisce per quale motivo gli spettatori sono in calo un pò ovunque da molti anni a questa parte, nonostante i dati degli incindenti, sia dentro che fuori gli stadi, siano in netta diminuzione (dati del Viminale)

Quando parlo di vittime mi riferisco al fatto che gli ultras nel corso del tempo hanno dovuto subire tutta una serie di misure e di restrizioni alle quali, loro malgrado, si sono dovuti adeguare. Sarà aumentata la "sicurezza", eppure sempre più gente preferisce vedersala da casa o dedicarsi ad altro.

Sullo spirito che permea questo sport, uguale oggi come allora, mi sento di dissentire: oggi la Lazio, come qualunqua altra società, è prevalentemente un' azienda, il cui obiettivo ultimo è il fatturato.
Anche dal punto di vista degli atleti il risultato agonistico in senso stretto sta pian piano perdendo di significato in favore di altri aspetti preponderanti, quali l' immagine, la notorietà, il business personale.

L' altro giorno in un corso di specializzazione che sto seguendo l' AD di una grande agenzia di comunicazione ci spiegava il loro nuovo asset in tema di comunicazione sportiva: i calciatori si affidano a loro per curare la propria immagine, per gestire le relazioni pubbliche ed istituzionali, al fine di costruirsi un personaggio ad hoc che possa garantirgli sponsorizzazioni, contratti pubblicitari, ruoli cinematografici.
Il calcio, a determinati livelli ovviamente, non è che uno step di partenza all' interno del vasto mondo dello show business. Circostanza che a me fa rabbrividire sinceramente...non perchè ci sia nulla di male, ci mancherebbe....siamo nel libero mercato....è solo che io proprio non ci riesco ad affezionarmi ad uno show man...

Panzabianca

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Citazione di: Drieu il 31 Ott 2012, 11:58
Ok, ma il punto è: gli stadi si sono svuotati per colpa degli ultras, in particolare della loro vocazione violenta, o per altre ragioni? Se fosse vera la prima affermazione non si capisce per quale motivo gli spettatori sono in calo un pò ovunque da molti anni a questa parte, nonostante i dati degli incindenti, sia dentro che fuori gli stadi, siano in netta diminuzione (dati del Viminale)

Quando parlo di vittime mi riferisco al fatto che gli ultras nel corso del tempo hanno dovuto subire tutta una serie di misure e di restrizioni alle quali, loro malgrado, si sono dovuti adeguare. Sarà aumentata la "sicurezza", eppure sempre più gente preferisce vedersala da casa o dedicarsi ad altro.

Sullo spirito che permea questo sport, uguale oggi come allora, mi sento di dissentire: oggi la Lazio, come qualunqua altra società, è prevalentemente un' azienda, il cui obiettivo ultimo è il fatturato.
Anche dal punto di vista degli atleti il risultato agonistico in senso stretto sta pian piano perdendo di significato in favore di altri aspetti preponderanti, quali l' immagine, la notorietà, il business personale.

L' altro giorno in un corso di specializzazione che sto seguendo l' AD di una grande agenzia di comunicazione ci spiegava il loro nuovo asset in tema di comunicazione sportiva: i calciatori si affidano a loro per curare la propria immagine, per gestire le relazioni pubbliche ed istituzionali, al fine di costruirsi un personaggio ad hoc che possa garantirgli sponsorizzazioni, contratti pubblicitari, ruoli cinematografici.
Il calcio, a determinati livelli ovviamente, non è che uno step di partenza all' interno del vasto mondo dello show business. Circostanza che a me fa rabbrividire sinceramente...non perchè ci sia nulla di male, ci mancherebbe....siamo nel libero mercato....è solo che io proprio non ci riesco ad affezionarmi ad uno show man...
Non so, nel tennis (che dollari compresi è permeato da questi fattori collaterali dai tempi di Borotrà e Lacoste e cioè prima ancora dei primissimi calci ad una palla), beh,  quando vedo Jokovic contro Murrey che, nonostante tutto ciò, vogliono assolutamente e ferocemente prevalere l'uno sull'altro giocandosi a sangue ogni punto, non credo fino in fondo al tuo discorso. Si, in alcune cose hai ragione, ma lo spirito dell'atleta nella competizione non è in dubbio. E' ciò che lo rende minimamente credibile, oggi.
Poi per ciò che riguarda il lento graduale svuotamento degli stadi, c'è da riflettere soprattutto sui costi di gestione di un sistema pachidermico, ultrafiscalizzato e tassato e sulla sua naturale traduzione in termini di costi al botteghino, per di più in con strutture che non consentono una comoda fruibilità dello spettacolo calcio. Il colosseo si riempiva perché i costi erano evidentemente bassi e si vedeva bene...

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