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Il bilancio della Lazio, tuttavia, è noiosissimo. Scherzo eheh.

Volendo descrivere con una parola il bilancio della Società Sportiva Lazio, la parola giusta è
equilibrio. Equilibrio sia sul piano economico, sia su quello finanziario.
Alcuni primi spunti di discussione sul piano economico ce li offre questa tavoletta, in cui ho copiato alcuni dati presi dagli ultimi quattro bilanci.

La prima considerazione riguarda il
sostanziale equilibrio che esiste tra il complesso dei costi operativi e le fonti di ricavi ordinari (ovvero biglietteria, diritti tv e sponsor) . Questo equilibrio è il motivo per cui, a differenza di quasi tutte le altre squadre, la Lazio non è costretta ogni anno a fare plusvalenze per far quadrare il bilancio.
E questo "affrancamento" ha molte conseguenze positive. Innanzitutto, noi non siamo costretti a gonfiare il bilancio artificialmente attraverso scambi di pippe con valutazioni gonfiate e conseguenti plusvalenze farlocche; plusvalenze farlocche che, peraltro, appesantiscono i bilanci successivi tramite l'ammortamento dei cartellini; plusvalenze farlocche che sono ormai una pratica comune per molte squadre e su cui sarebbe anche il caso che le autorità del calcio intervenissero.
In secondo luogo, cediamo calciatori solo se le offerte sono ritenute congrue: nessuno può prenderci per il collo.
La seconda considerazione riguarda la
base dei ricavi su cui costruire il processo di crescita. Se consideriamo il monte ingaggi come una buona misura della competitività della nostra rosa, notiamo come in media negli ultimi quattro anni esso sia stato pari al 73% dei ricavi da gare, tv e sponsor (seppure in crescita nel tempo).
In questo contesto di equilibrio, è chiaro come per aumentare il monte ingaggi occorre aumentare la base dei ricavi. Come dicevano scintilla e volerevolare, l'ingresso in Champions League, che garantisce un sostanziale incremento dei diritti tv, è fondamentale a tal fine, ed è fondamentale anche restarci in maniera piuttosto stabile.
Ma lavorare con l'obiettivo del piazzamento Champions ogni anno non è l'unica cosa da fare. I ricavi da gare, ad esempio, sono molto bassi. Per fare un esempio, l'anno scorso i ricavi per abbonamenti erano pari a 3,6 milioni di euro! I ricavi da gare in casa pari a soli 7,6 milioni! Si tratta di numeri molto più bassi rispetto a quelli di altre squadre che con noi si giocano l'ingresso in Champions. Anche i ricavi da sponsorizzazioni presentano margini di miglioramento, soprattutto grazie all'ingresso in Champions.
L'ultimo spunto di riflessione riguarda l'
attività di investimento. Qui ci sono tante considerazioni da fare e potremmo aprire un dibattito infinito. La Lazio oggi ha un grandissimo vantaggio rispetto a juventus, inter e cloaca: il vantaggio è la sua capacità di indebitamento.
Oggi, per poter investire sul cartellino di un calciatore, juventus, inter e cloaca devono reperire liquidità da altre cessioni, oppure da aumenti di capitale. Esse si sono infatti già giocate la carta dell'indebitamento col mercato (in media, 300 milioni di euro ciascuna). Mentre juve e inter però hanno fatto ricorso al mercato per finanziare l'acquisto dei calciatori, quindi migliorando la loro rosa, dalle parti della cloaca hanno usato il mercato soprattutto per rifinanziare debiti pregressi (tanto che da alcuni anni,
inquelli vanno avanti a grazie ai prestiti e alla logica dell'instant team).
Supponiamo che, anche grazie alla Champions, il monte ingaggi della Lazio possa aumentare di 20 milioni. In un contesto del genere, la Lazio potrebbe voler acquistare alcuni calciatori di livello, il cui ingaggio sia complessivamente pari a questi 20 milioni (equilibrio, sempre), per consolidare la propria posizione in classifica tra le prime quattro.
Attraverso un
moderato ricorso al mercato, la Lazio non avrebbe difficoltà a reperire finanziamenti per l'acquisto di questi calciatori di livello. Dal punto di vista del bilancio, il costo (in conto economico) di un finanziamento obbligazionario di (ad esempio) 150 milioni di euro non supererebbe i 6 milioni annui, un costo assolutamente sostenibile (tanto che è proprio l'importo che la Lazio paga annualmente per estinguere il debito con l'AdE).
A fronte del maggior passivo di 150 milioni di euro, la Lazio beneficerebbe di un maggior attivo (valore dei cartellini di nuovi giocatori) per lo stesso importo. Con una gestione attenta come quella di Lotito, questo finanziamento potrebbe essere
rifinanziato all'infinito.
Non si tratterebbe di un salto mortale e ci sarebbero ampi margini di manovra anche se, per qualche motivo, l'anno successivo si dovesse fallire l'obiettivo Champions (attraverso una o due cessioni – d'altra parte l'Europa League necessita di una rosa meno competitiva – generando una plusvalenza "non farlocca" e riducendo il monte ingaggi).