Citazione di: Abbonatodal72 il 12 Ago 2025, 13:40
Rimettesse in azienda tutti i soldi che in venti anni ha drenato affidando incarichi a società' da lui possedute. Risolverebbe molti problemi
E' una discussione che abbiamo fatto tante volte, quella relativa alle cosiddette "correlate".
Mi ricordo un post molto esaustivo di Fat Danny in cui sostanzialmente venivano prese le cifre spese da Lotito per le sue aziende coinvolte nella Lazio e rapportate al budget necessario per poter potenziare il mercato dei giocatori, e alla fine usciva fuori che non era un tema così ovvio e chiaro come la si pensava in un primo momento.
Questo solo per dire che per aumentare le possibilità economiche, se si vuole rimanere in un'ottica di autofinanziamento "sicuro", le strade sono solo due:
1) ricorrere al debito per innalzare le risorse necessarie a fare investimenti di livello superiore (e farli in maniera tale che poi permettano di recuperare e migliorare le finanze - ergo torniamo al discorso del bisogno di avere un organigramma più ampio e di qualità);
2) sfruttare il player trading in maniera più "aggressiva" (e anche lì torniamo alla necessità vitale di creare una struttura che possa ridurre il rischio di investimenti sbagliati alla percentuale più bassa possibile).
In sostanza un'azienda che non investe e che non rischia diventa una preda appetibile per il mercato delle competitors che vogliono scavalcarla, sebbene abbia dalla sua una maggiore solidità rispetto alle oscillazioni e agli imprevisti in cui necessariamente una politica di investimento rischia di impantanarsi.
Nel calcio credo che però sia imprescindibile, a un certo punto, correre quei rischi, perché non si parla di gestione di un'azienda familiare che produce il reddito utile a mantenere i membri della famiglia stessa, ma sostanzialmente di un bene che deve far sognare e divertire un popolo di contribuenti appassionati che spende i suoi soldi per la causa solo a fronte di una passione irrazionale.