Citazione di: FatDanny il 05 Nov 2022, 12:59
Siamo d'accordo su tare.
Dopodiché concordo molto su quel che dici in merito alla felicità.
Io mi chiederei: tra lazio-bologna che ci fa andare in CL (e l'anno dopo incontrare barca, real, Chelsea) e una finale a Praga cosa dà emozioni più forti?
A me, tifoso da stadio, la finale a Praga. Non ho proprio il minimo dubbio. Sia il pre che il post.
Per bilanciare non basta una cl, serve un salto di qualità stile Napoli. In tal caso lo baratterei eccome e sticazzi della conference.
Visto che non è scontato arrivare in finale come non è scontato arrivare quarti, non vedo perché sperare nella finale sia illudersi mentre sperare nel quarto posto no.
E no, una finale a Praga col Villareal dopo sette (non nove) partite io non riesco a vederla come un birra moretti qualsiasi.
Sono d'accordo, ma sarebbe miope non analizzare appunto questo aspetto della felicità anche in un altro modo: molti tifosi esorcizzano la questione della conference sputandoci sopra proprio perché i cortocircuiti di cui sopra, misti all'ambiente tossico che abbiamo in città non solo con i dirimpettai ma anche con tutto il polverone mediatico che sollevano e che in qualche modo incide sulla nostra serenità di tifosi (ma anche di squadra e società, se è vero che Tare sono andati subito a pizzicarlo dopo la battuta di Mourinho), figuriamoci a un giorno dal derby, fanno un po' ribollire il sangue.
Non dico che sia giusto, anzi: se passeremo lo spareggio e andremo avanti, per me via via la conference diventerà un appuntamento positivo e stimolante.
Però oggi non me la sento di reclamare il dovere di essere tifosi realisti e maturi, è ancora presto, la ferita è fresca.
E in più la squadra dovrà impegnarsi a dimostrare che non è vero, come molti pensano, che in tutto questo tourbillon c'è anche il problema principale, ovvero che al di là dei nomi delle squadre e degli stadi che affronteremo il problema è nostro: mentale, fisico, strutturale, chiamalo come vuoi, quello che ci sta impedendo di reggere un doppio impegno a prescindere dal coefficiente di difficoltà.
La felicità passa attraverso analisi, comprensioni, ma anche attraverso il tempo e gli eventi.
Il derby potrebbe rappresentare un buon viatico per dare anche noi il benvenuto a questa nuova avventura.