Chiedo scusa a Tarallo, sempre puntuale e lucido nelle sue analisi, ma stavolta sono in disaccordo.
Ipotizzare uno stadio pieno e una tifoseria compatta che sostiene la squadra, compra materiale ufficiale in massa e genera uno share complessivo tra radio e TV superiore a Mediaset, e che in maniera sobria ed elegante ogni tanto si lancia in qualche coriandolata gioiosa in cui chiede per favore a Lotito di cercare un compratore più danaroso mi sembra un controsenso in essere.
Cioè, siamo d'accordo che l'attuazione della "autodistruzione" attuale sia il peggiorativo opposto, e quindi ancora più irricevibile dell'altro, ma in sostanza se tutto andasse bene e se le casse fossero floride, perché se ne dovrebbe andare? Perché dovrebbe sentirsi isolato? Lui tiene duro in situazioni che avrebbero scoraggiato chiunque, ha il gradimento al minimo da sempre, si è trovato coinvolto in alcuni scandali a causa delle sue amicizie "protettive" e la sua nomina a consigliere federale lo sta rendendo ancora più inviso ai poteri forti rispetto a quando era solo un arrogantello che stava sempre in Tv a produrre latinismi e autoincensazioni.
Non credo che sia un amante dell'uno contro tutti, magari forse lo è anche in parte, ma credo che la motivazione forte che lo tiene al timone sia il fatto che le schiarite ottenute dopo ogni buriana, seppur minime, lo continuano a vedere in una posizione che gli permette di avere ancora un credito di notorietà e di inclusione nelle stanze dei bottoni, fossero anche solo le anticamere.
Il tentativo disperato (e sbagliato) di tanti tifosi curvaroli ma anche "normali", che sta degenerando in manifestazioni che paradossalmente lo rendono più innocente che colpevole, deriva dal fatto che si sta cercando di capire quale meccanismo a lui caro possa venire inceppato per farlo capitolare o quantomeno recedere.
Poi possiamo aprire la pagina delle responsabilità dei tifosi nell'intraprendere questa strada, che danneggia la Lazio in primis e quindi fa male a tutti quanti e non solo a lui.
Ma potrei lanciare una provocazione e dirti che al netto delle porcate che ci stiamo auto infliggendo e che richiederanno tempo per essere lavate via, ricominciare con un altro timoniere azzererà tutto, e l'inizio di una nuova stagione calcistica (leggi " nuova era "), se accompagnata da una torma di tifosi anche solo curiosi di vedere cosa accadrà, riporterà la Lazio al suo consueto appeal almeno tra i tifosi, vecchi e nuovi.
Riaccendere la miccia dell'entusiasmo, quando si parla di passioni, è facile. Cercare di alimentare con fatica una fiammella sempre più debole è un lavoraccio sfinente: quello sì, che in un mix letale con la mancanza di credibilità che sta palesando il calcio italiano attuale e con il calo fisiologico di seguito allo stadio che sta colpendo tutte le squadre, potrebbe portare ad un' inesorabile quanto agonizzante sparizione.
Imho.
Lazio Patria Nostra