Purtroppo vedo che in molti, me compreso, si finisce a parlare di curva, Lazialità, protesta, misure restrittive, problemi dello stadio, tifo x la Lazio, perdendo di vista gli aspetti essenziali, che sono poi le premesse per capire gli eventi che si svolgono ed i comportamenti conseguenti; c'è da dire che l'Italia è uno strano Paese, tutti chiediamo dei cambiamenti, riforme, serietà, efficienza, e poi quando si attuano certe misure che sono propedeutiche ad attuare cambiamenti più o meno tutti incominciamo a criticare i cambiamenti stessi: ma non eravamo in molti a criticare la polizia ed il prefetto allorquando la Lazio ed i suoi tifosi venivano danneggiati, x immagine, squalifiche del campo, associazione di tutti i tifosi x appartenenze ideologiche, a causa di comportamenti incivili ed illegittimi di poche centinaia o di qualche migliaio di tifosi, per colpa dei quali finivamo per pagare tutti, con il classico provvedimento che sparava nel mucchio ?
Ebbene, piaccia o no, d'accordo o no, il Prefetto Gabrielli sta attuando un cambiamento, e la divisione delle due curve non è una finalità ma solo un mezzo attraverso il quale procedere alla sistematica individuazione di quel migliaio di elementi, "gregge compreso", ovvero non certo i personaggi attivi ma anche quei ragazzi che gli vanno dietro e costituiscono la manovalanza o il seguito, che negli anni si sono resi responsabili di situazioni che poi si sono consolidate e che hanno portato alla situazione insostenibile di qualche mese fa: persone che minacciano, obbligano persone a girare sotto scorta, giornalisti, radio e tv locali, che palesemente evitano di criticarli per chiara paura di ritorsioni fisiche, partite fatte sospendere per far capire il loro potere......insomma sappiamo bene qual è la situazione dagli anni 90 in poi.....ora il Prefetto Gabrielli ha deciso di riportare la normalità, e RADERE AL SUOLO CERTE SITUAZIONI DELINQUENZIALI, deve decidere misure propedeutiche a questa strategia, e la prima attuata è l'azione di divisione della curva, che permetteva loro sia di fare massa, sia di rendersi più o meno poco individuabili, per cui la curva viene divisa e ipercontrollata per "dissacrare" quello che certi personaggi ritengono il loro regno dove tutto è permesso: Gabrielli invece gli sbatte in faccia il fatto che quello non è terreno loro, e chi comanda non sono loro, e non solo, provvede a fotografare, controllare, monitorare le dinamiche ed i comportamenti, per capire ed individuare chi sono le persone, nome cogno me ed indirizzo....e poi durante la settimana li manda a prendere alle 5 del mattino a casa loro, individualmente fuori dalla logica del BRANCO, obiettivo smontarli, azzerarli fargli capire che loro non comandano nulla, che è la Stato che regola le nostre vite, le leggi, le regole; questo il primo step, ovvero togliere loro il potere del territorio, e cioè lo stadio, naturalmente colpire coloro che si rendono responsabili di reati, e/o comportamenti contrari alla corretta condotta da stadio.
Piaccia o no, questa è la strategia che hanno attuato in Inghilterra.
Seconda cosa fondamentale, non bisogna confondere il tifo colorato, bandiere, bandieroni, sciarpe, coreografie con l'appartenenza e la mentalità conseguente dei gruppi ultras: o meglio i colori, le bandiere, il tifo x la propria squadra, è solo un aspetto della realtà ultras, che ha delle regole, delle priorità tutte particolari, che non sono quelle del tifoso, anche il più appassionato e più accanito, per il quale la squadra, il simbolo ed i suoi colori, ed il bene della stessa vengono prima di ogni cosa; per l'Ultras, la primissima cosa è il Gruppo Ultras, la sopravvivenza e l'affermazione dei valori che il Gruppo si è dato e si è dato, ed è la cosa essenziale, i risultati, il bene della squadre cui si fa il tifo, ispiratrice dello stesso gruppo, per assurdo, viene dopo, o meglio è subordinato all'affermazione ed alla sopravvivenza del gruppo Ultras, ecco perché molti di noi non capiscono come si possa abbandonare la squadre, finanche ne derby.
Poi arriviamo al terzo aspetto, che è proprio dell'attuale situazione del Tifo Ultras LAZIALE, e dell'attuale realtà della CN, lasciando da parte giudizi e pareri, ma analizzando solo la realtà:
-gli IRRIDUCIBILI, ovvero i leader del gruppo, decisero la fine del gruppo, nel senso nominativo proprio, ma chi ne faceva parte, anche solo la massa di ragazzi che ne componevano il seguito, sono lì, sono loro che compongono la realtà ultras laziale, i capi decisero la fine di quel gruppo solo perché, secondo la loro idea, i continui provvedimenti di DASPO, denunce, misure restrittive da stadio, divieti e tessera del tifoso, non garantiva al gruppo IRRIDUCIBILI di esprimere in pieno la sua essenza ideale di tifo, e quindi, anche in maniera romantica e fedele alla loro ideologia, con molti dei loro capi impossibilitati ad andare allo stadio in casa ed in trasferta, e per lo più sottoposti a procedimenti giudiziari e misure coercitive, decisero di chiudere quell'esperienza, ma il seguito, le figure secondarie, la massa è rimasta a controllare la Curva Nord, qualche anno fa tornò pure Diabolik, salvo poi riscomparire da essa per problemi giudiziari.
Questo per dire che seppure non si chiamano IRRIDUCIBILI (anche se lo striscione lo scorso campionato era presente bene in Curva....) sono gli stessi, le idee sono le stesse, l'ispirazione ideologica è la stessa, e quindi quella è la realtà, una realtà fatta di idee neo-fasciste(non è un giudizio, ma la semplice analisi) che hanno in sé la logica dello scontro e non del compromesso, questo per dire che tutte le loro decisoni sono solo finalizzate ad affermare la loro ideologia (giusta o sbagliata che sia, il mio non è un giudizio), ed anche sulla questione derby, e l'assenza decisa, molti se non tutti fra essi sanno bene che sarà inutile ed improduttivo, in quanto figuriamoci se il Prefetto si faccia imporre il dietrofront dagli ultras o da uno sciopero( e vorrei vedere....), ma x loro, per la loro ideologia lo scontro è l'unica opzione possibile, anche se dovesse comportare la loro fine.....non fanno compromessi, né con il bene della Lazio, né per ottenere magari una curva di nuova riunita, queste persone, li chiamerò i post-Irriducibili, con le Istituzioni e con la società non dialogano, loro combattono, fino alla fine. E' la loro ideologia, d'altronde si sono fermati quando hanno squalificato l'olimpico per i buuu razzisti ?
Le celtiche ed altri simboli non li espongono perché la Polizia glie l'ha impedito fisicamente, altrimenti vedremmo ancora svastiche e celtiche, statene sicuri.
Il Prefetto di Roma non è un matto, o non gli piace il calcio o il tifo, Lui VUOLE SMANTELLARE QUESTI GRUPPI, o meglio cacciarli fuori dallo stadio, li vuole smembrare, smontarli, identificare e colpire, quando ci sono i presupposti, uno ad uno....rendere il luogo sacro che loro considerano casa loro, IMPOSSIBILE DA PRATICARE, quindi gli RENDE LA VITA (allo stadio) IMPOSSIBILE. Riflettete bene, per un attimo togliete di mezzo il fatto che si parli di Lazio e di calcio, è la strategia giusta.
La speranza è che una volta resettato il tutto ci siano tifosi, che non appartengono a quel filone ideologico, neo-fascista, e legato a gruppi come Forza Nuova, che vogliano, abbiano voglia, e possano, nel senso di poterlo fare senza rischiare ritorsioni, riprendersi la Curva Nord, liberata, magari in armonia con la Società, seguendo l'osservanza delle regole e delle leggi, e ponendo come fine primario non l'ideologia Ultras, e quello tipicamente politica di Destra o Sinistra come ispirazione, l'Amore per la Lazio.
Su una cosa mettiamoci una pietra sopra, il Prefetto indietro non torna, la strategia è avviata, vuole CANCELLARE certe situazioni.
Scusate la lunghezza, ma era necessario per una esplicazione completa.