Citazione di: purple zack il 09 Lug 2023, 01:14
questo è un vero giornalista che parla davvero di Vincenzino
forse un po' meno laziale di guidone, ma sicuramente più giornalista
Bellissimo articolo, grazie per la segnalazione
D'altronde il giornalista (Lazialissimo fra l'altro, di cui conservo in casa il volume #vola) elogia anche il ruolo dello stesso Guidone, ad esempio in questi tre passaggi
"È qui, al piano di sotto del Destino e della Fortuna, in soccorso dello scoraggiante e triste epilogo del 1974, che nasce l'ortodossia del tifo laziale, la Lazialità, termine inventato a metà '80 da Guido De Angelis, la voce più famosa dell'etere laziale. Studiosi dilettanti, giornalisti accorati, custodi autoeletti, ultrà prima maniera, sciamani radiotelevisivi, tutti con lo stesso obiettivo: non abbandonare la memoria dello scudetto minacciata da morti, fughe e ritorni disastrosi, scandali e retrocessioni. Rimettere insieme i cocci e i reduci a ogni possibilità di ricordo"
"Oggi la missione è compiuta. Di tanta storia romana quella della Lazio del 1974 è la meno archeologica: si fa finta di scavare quello che si sa già perché si sa praticamente tutto, con aggiornamenti continui che neanche Apple, il museo del 1974 è sempre aperto"
"Invece grazie al racconto orale delle radio locali, quella Roma laziale per la prima volta vincente è stata sviscerata fino all'esaurimento. I giocatori del 1974 sono stati intercettati, stanati dall'oblio, cooptati nei palinsesti, e diventati voci, e non più maglie, familiari a chiunque"Come a dire: c'è il giornalista Ciavatta che fa il giornalista e c'è il "narratore" Guido che racconta la Lazio che fu, tenendone viva la memoria
Sono due ruoli distinti. Ma per comprendere il ruolo di Guido bisogna avere il cuore sintonizzato sulle apposite frequenze. Non è per tutti