Non l'ho sentito, perchè, come ho detto una settimana fa, ho detto addio per sempre a radiosei, a radioyes e a tutti quelli che godono solo quando perde la Lazio. Ma non credo che Guido sia in malafede: penso piuttosto che stia seguendo una linea editoriale antilotitiana della sua emittente che lo induce (costringe?) a criticare tutto ciò che arriva dal mondo Lazio, anche le cose buone, anche a costo di incensare gli immondi canidi ed accodarsi al coro mediatico dei leccaculo di trigoria. Credo (spero) che stia recitando una parte, magari autoconvincendosi, per andare avanti in questa assurda strategia autolesionista. Guido è sempre stato uno da zero a zero, non è un pasdaran o un killer radiofonico. Parlo di Guido perchè è l'unico per cui, dopo l'addio alle aradio, si può pensare di nutrire un rimpianto. Guido ha una storia, gli sono legato per mille motivi dai tempi degli Eagles. Tutti i deliri degli altri pseudoconduttori di quelle trasmissioni producono in me un effetto che oscilla tra il raglio nella notte e la scoreggia nello spazio interstellare.