Francamente, anche se ringrazio Cerracchio per il fatto di prendere parte a questa discussione, sono stanco di leggere articoli approssimativi e, in alcuni casi, in evidente "mala fede".
Lasciando da parte la ridicola questione del murale, ma che evidenzia nella sua stupidità, il livello e il tono dell'informazione in questa città, non ho mai letto, per esempio, articoli di serio approfondimento sulla questione societaria della asr. Anzi, sembra che non esista proprio il problema di una società che continua ad essere gestita da una banca.
Ma ho dovuto leggere articoli su Calciopoli frutto di "copia-incolla", talmente inesatti e, in alcuni casi contraddittori, che certo non fanno onore alla credibilità del giornale e di chi l'ha scritto.
Da quello che si capisce, quindi, Il Messaggero lavora a compartimenti stagni. Un giornale in cui la mano sinistra non sa quello che fa la mano destra. In cui non c'è verifica o almeno confronto.
Non c'è attore o sportivo di altre discipline o comunque personaggio romano (o naturalizzato romano) che non sia associato, empre e comunque, nei titoli alla roma o al cappetano (Federer, Bolt, ecc.)
Io sono stato uno delle vittime dell'agguato a POnte Milvio.
Ho visto quello che è successo sotto lo sguardo delle forze dell'ordine.
E mi sono indignato delle parole di Cerracchio il giorno dopo e dell'assoluta assenza di notizie sul suo giornale, il giornale di Roma.
Caro Cerracchio, quel fatto credo sia stato discusso in redazione. Se non è stato pubblicato, anche la redazione sportiva ne è responsabile. Come sarebbe stato normale da parte della redazione sportiva evidenziare alla giornalista autrice dei pezzi su Calciopoli e Mauri, almeno a posteriori, che il giorno prima aveva riportato una serie d'inesattezze, confutate dalla realta dei fatti.