La Lazio abbandonata dai tifosi!

Aperto da Duca, 03 Set 2014, 09:42

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Duca

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Citazione di: Kredskin il 28 Nov 2015, 02:05
Se vuoi ti do la mia (inutile, parziale ed insignificante) lettura del quadro complessivo:


  • All'ambiente romano, dove le merde ormai dominano ogni tv, giornale, manifesto, streetart, chiese, aule di tribunale, municipio, ufficio, etc etc. La gente è esasperata (io lo sono, io darei fuoco a tutto quando vedo che c'è di mezzo la roma. Ho cambiato dottore perché aveva il tappetino del mouse delle merde.)
  • Alla tifoseria, che come tutte le tifoserie italiane, anzi come tutti gli italiani, è bona solo a lamentasse, a pretende, a chiede. A parte lo zoccolo duro, ça va sans dire.
  • Ad una parte dei detrattori di lotito, che anche quando fa cose buone lo criticano a prescindere
  • A chi critica la famosa cornice marcia, salvo poi campare sui sitarelli e le aradio, riportando ogni scorreggia che scrivono e dicono.
  • Ai detrattori degli occasionali, che se sentono tanto fichi e devono fare i professori ad ogni occasione (chi non viene oggi non è laziale, bellilarghi, ce stavi te a lazioxxx?. Salvo poi piangere se siamo in pochi allo stadio).
  • Agli occasionali, che vengono solo quando la squadra va bene.
  • A Lotito, che per due passi fatti verso la tifoseria (ci sono state iniziative in tal senso) ne ha fatti 20 indietro.

Personalmente credo che finché non si farà TUTTI un passo indietro, anche (e soprattutto) chi propone e pontifica ma poi è in prima fila a polemizzare (da una parte e dall'altra) sia tutto completamente inutile.

Ci vorrebbe più umiltà, a me in primis. Tipo DLM.
in breve, non c'è speranza.  :s

bak

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Citazione di: Aquila1971 il 27 Nov 2015, 13:32
Mi rompo le palle a vedere 11 calciatori ai quali della maglia frega poco meno di un cazzo.
Sguardi bassi, litigi, ripicche, interessi personali, gente che ride in panchina, calciatori che si detestano, 11 persone che sembrano stiano messi in campo per caso, come se giocare fosse un obbligo, un dovere settimanale.
Beh, io non mi faccio fare favori da questi.
Riempivamo lo stadio per Cupini, Fiorini, Caso. Per gente che sputava sangue per i nostri colori.
Allo stadio no, non ci vado. Non vado a vedere questo scempio.
A casa almeno ho la possibilità di cambiare canale.

Hai detto tutto.
Non è una questione di fredde cifre su E.L. e campionato è che ci sono almeno tre/quattro pezzi che della Lazio gli frega meno di niente, abbacinati da voci su Inter, Barcellona, Manchester United e così via.
E' una mortificazione per noi stessi, tifosi non ultras, innamorati di questa maglia vedere questo scempio in campo, non ultimo la partita col Palermo. E mi fa ancora più tristezza sentir dire sacrosante verità da Matri, arrivato a settembre, e non da chi gioca da anni con questa maglia.
Basta con Lotito che pur ha le sue pesanti colpe, basta con la foglia di fico dell'assenza di De Vrij, che gli schiaffoni a Shangai, Leverkusen e Verona li abbiamo presi con lui in campo, attore non protagonista.
Le colpe sono di Pioli (Zeman 2.0) e di chi scende in campo.

Applausi per te.

Zarathustra

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Citazione di: Sbracchiosauro il 28 Nov 2015, 02:33
... e di chi non ci vuole essere mi limiterei a pensare "peggio per loro" ...

Hai ragione. Pure io in fondo penso questo quando sto li.
Però lo stadio pieno è bello, mi rende felice, orgoglioso, che te devo di.
È la cosa più bella.
Mi rende felice per me e per la Lazio.

RubinCarter

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@kred

In realtà il "bellilarghi" , almeno quello coniato dal sottoscritto , è nato ad Agosto quando nonostante i Basta Parolo e compagnia acquistati , merito a detta di molti del famoso Lazio Sassuolo , di sottoscrivere abbonamenti  non era proprio nelle intenzioni di gran parte della tifoseria,tant è che ne vennero sottoscritti pochissimi ,confermando quindi che ci si lamenta a prescindere. E le belle vittorie casalinghe dei primi mesi della scorsa stagione, a nulla sono servite visto che come accade ogni anno , i mesi da novembre a gennaio sono sfruttati per le voci di mercato che alimentano fomentano e allargano le crepe che ci portiamo dietro.
Poi a mercato chiuso , senza piu' distrazioni (fomentate dai soliti noti ) davanti ci si è "sbrinati" e pian pianino si è tornati a vedere la Lazio , che per inciso era la stessa che  a Settembre/Dicembre vinceva col Sassuolo,col Cesena col Cagliari Palermo ecc..ecc.. e che giocava un ottimo calcio.


Sul resto sono molto sintonizzato sulle tue parole.

:ssl

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gentlemen

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Senza polemica, vedo che i post lunghi, che magari riportano verità dolorose, sono di difficile o non piacevole lettura, ed allora provo con messaggi sintetici.
Lotito, come molti presidenti, di errori ne ha fatti e ne fa, più o meno come tanti, comunica male, ma molto spesso i fatti gli hanno dato ragione.
Essere contro un certo tipo di contestazione non vuol dire non essere talvolta critico verso la società, ma quello che deve essere sempre chiaro la contestazione più oltranzista, quella che ha seminato un vero e proprio odio verso la presidenza non è dovuta a motivi calcistici, è stata pianificata e per certi versi imposta, strumentalizzando le questioni calcistiche e non, ma era un piano criminale ben preciso: costringere Lotito a cedere la Lazio, tutto quello che ne è derivato è stata una conseguenze delle "bombe d'odio" messe in campo, ma il piano è stato di natura criminale.
L'odio verso Lotito espresso in taluni ambienti è assurdo ed esagerato, neanche avesse ammazzato un congiunto.

Adler Nest

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Torno al titolo del topic.
Perché ci si incazza?
È una realtà, una amara, semplice constatazione, dolorosa, molto , ma incontrovertibile.
O si vuole negare pure questo?

pentiux

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Citazione di: gentlemen il 28 Nov 2015, 10:50
Senza polemica, vedo che i post lunghi, che magari riportano verità dolorose, sono di difficile o non piacevole lettura, ed allora provo con messaggi sintetici.
Lotito, come molti presidenti, di errori ne ha fatti e ne fa, più o meno come tanti, comunica male, ma molto spesso i fatti gli hanno dato ragione.
Essere contro un certo tipo di contestazione non vuol dire non essere talvolta critico verso la società, ma quello che deve essere sempre chiaro la contestazione più oltranzista, quella che ha seminato un vero e proprio odio verso la presidenza non è dovuta a motivi calcistici, è stata pianificata e per certi versi imposta, strumentalizzando le questioni calcistiche e non, ma era un piano criminale ben preciso: costringere Lotito a cedere la Lazio, tutto quello che ne è derivato è stata una conseguenze delle "bombe d'odio" messe in campo, ma il piano è stato di natura criminale.
L'odio verso Lotito espresso in taluni ambienti è assurdo ed esagerato, neanche avesse ammazzato un congiunto.
Vabbè, vai ripetendo questa cosa ogni volta. Ma oggi è una cazzata.
Quello che racconti è successo effettivamente, ma è successo tanti anni fa. Chi aveva interessi più o meno consapevoli e diretti in quell'operazione oggi non c'è più nel mondo Lazio. E soprattutto oggi non c'è nessuna alternativa pronta ad acquistare la Lazio.
Posso capire che parte dell'operazione mediatica messa in campo all'epoca ha avuto strascichi che si ripercuotono anche oggi, ma chi oggi contesta Lotito anche duramente non lo fa per interessi, non lo fa per promuovere cordate, non lo fa perché "ha tolto i biglietti", non lo fa perché pagato. Punto.
Così come chi dovesse difendere Lotito non lo fa perché a busta paga o parente di Lotito stesso.
Iniziamo anche a riconoscerci legittimità reciproca, e lo dico io che ritengo alcune posizioni del tutto ingiustificabili ma certamente non dettate da altro se non da una scelta sbagliata di un metodo di difesa della Lazio stessa.
Facciamola finita tutti con questi retropensieri, facciamola finita di rivangare storie molte e sepolte. Non serve a niente se non ad aumentare il livello dei flames.

fish_mark

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Citazione di: pentiux il 28 Nov 2015, 11:09
Vabbè, vai ripetendo questa cosa ogni volta. Ma oggi è una cazzata.
Quello che racconti è successo effettivamente, ma è successo tanti anni fa. Chi aveva interessi più o meno consapevoli e diretti in quell'operazione oggi non c'è più nel mondo Lazio. E soprattutto oggi non c'è nessuna alternativa pronta ad acquistare la Lazio.
Posso capire che parte dell'operazione mediatica messa in campo all'epoca ha avuto strascichi che si ripercuotono anche oggi, ma chi oggi contesta Lotito anche duramente non lo fa per interessi, non lo fa per promuovere cordate, non lo fa perché "ha tolto i biglietti", non lo fa perché pagato. Punto.
Così come chi dovesse difendere Lotito non lo fa perché a busta paga o parente di Lotito stesso.
Iniziamo anche a riconoscerci legittimità reciproca, e lo dico io che ritengo alcune posizioni del tutto ingiustificabili ma certamente non dettate da altro se non da una scelta sbagliata di un metodo di difesa della Lazio stessa.
Facciamola finita tutti con questi retropensieri, facciamola finita di rivangare storie molte e sepolte. Non serve a niente se non ad aumentare il livello dei flames.

Finalmente un post che fa piazza pulita di tante inutili provocazioni che arrivano fuori tempo massimo ma che vengono riproposte come gli ever green ai piano bar, ma non sono piacevoli come un Malaga di Fred Bongusto.

Andrebbe messo in firma, se non fosse troppo lungo.

saluti biancocelesti

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gentlemen

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Citazione di: fish_mark il 28 Nov 2015, 11:35
Finalmente un post che fa piazza pulita di tante inutili provocazioni che arrivano fuori tempo massimo ma che vengono riproposte come gli ever green ai piano bar.
Andrebbe messo in firma, se non fosse troppo lungo.

saluti biancocelesti
La mia non è una provocazione, riporto eventi e verità storiche, una guerra fatta a tavolino che ha causato il clima che ancora oggi vediamo, certo che ci sono anche motivazioni ulteriori, ma quella guerra i danni li ha causati.
Detto e scritto ciò, di quegli eventi, e soprattutto di questo argomento non scriverò più, soprattutto per evitare di essere etichettato, falsamente, come provocatore.

fish_mark

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Citazione di: gentlemen il 28 Nov 2015, 11:40
La mia non è una provocazione, riporto eventi e verità storiche, una guerra fatta a tavolino che ha causato il clima che ancora oggi vediamo, certo che ci sono anche motivazioni ulteriori, ma quella guerra i danni li ha causati.
Detto e scritto ciò, di quegli eventi, e soprattutto di questo argomento non scriverò più, soprattutto per evitare di essere etichettato, falsamente, come provocatore.

Si, però.
Dopo 9 anni e un processo che se ha raggiunto almeno una verità storica, sarebbe il caso di superare questa continua riproposizione di una vicenda molto particolare, molto brutta per la storia della Lazio, che non ha fatto proprio bene quanto meno alla qualità dei rapporti all'interno della tifoseria.
Il clima di cui parli, fatto di atteggiamenti ipercritici, di spiriti incontentabili, di veri e propri veleni è lo stesso clima che si può respirare nel mondo laziale da 40 anni. Sono tanti quelli che ricordano le vicende che coinvolsero Maestrelli nel 1972, lo stesso che poi ci portò al nostro primo scudetto e che ora è santificato da tutti, come è giusto che sia.
Il mondo del tifo è questo, esprime questa "sana" polemica continua, ininterrotta, spesso malsana, ma che esprime passione per un qualcosa: una maglia e una sfida da vincere. Una volta c'erano i bar, ora ci sono i forum e i social media: un bar integrato, dove posso litigare con un laziale che sta in Spagna, e mi posso abbracciare con un altro di Ottavia che all'epoca non avrei mai visto se non allo stadio di sfuggita.

fish_mark

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sui tifosi che hanno abbandonato la Lazio e sui possibili rimedi
le parole di alcuni personaggi del mondo laziale, ex calciatori, sportivi, giornalisti, uomini e donne di spettacolo


«In Italia la gente non va allo stadio quando le cose vanno male. Purtroppo è un fatto naturale. Per far tornare i tifosi all'Olimpico Lotito deve innanzitutto fare due bei colpi a gennaio in modo che torni l'entusiasmo. Poi servono operazioni di marketing: ad esempio bisogna abbassare i prezzi e cercare collaborazioni con le scuole. Io credo che sia meglio far entrare allo stadio 500 bambini gratis che 50 persone paganti».

«Due problemi, il primo: i tifosi sono delusi dalla proprietà e dalla dirigenza. Dopo la stagione scorsa, che ha dato grande soddisfazione, noi tifosi ci aspettavamo qualcosina di più. C'è anche da dire che i tifosi si lamentano sempre, vorrebbero ogni anno squadre al massimo. Un'altra cosa molto importante riguarda la divisione della Curva: i tifosi della stessa squadra non vanno separati altrimenti che Curva è? I problemi di ordine pubblico si risolvano fuori dallo stadio. Dentro tutti uniti».

«Questi continui alti e bassi non fanno bene all'ambiente e infastidiscono i tifosi. La Lazio ritroverà la sua gente solo quando tornerà ad alti livelli e saprà riscoprire quella continuità che ad oggi manca. Ha avuto molte possibilità di mantenere una posizione di alta classifica, ma non è mai riuscita a conservare il ruolo che una città come questa merita. Il problema è la conduzione del club, è quasi dilettantistica».


«Bisogna assolutamente rinforzare la squadra a gennaio individuando giocatori seri, non vanno acquistati solo per fare numero. Servono difensori e attaccanti forti, così facendo i risultati arriveranno e la gente tornerà allo stadio. Propongo biglietti più bassi e promozioni legate ad abbonamenti o partite singole, quelle che in passato la società ha fatto. I tifosi devono andare all'Olimpico, se fossi Lotito farei un appello a tutti».

«A mio parere, per provare a riportare la gente allo stadio, Lotito deve fare una buona campagna acquisti nel mercato di gennaio per rinforzare la squadra e dare un segnale ben preciso. Un altro incentivo potrebbe essere questo: permettere ai tifosi di comprare biglietti last minute. Queste sarebbero due possibili soluzioni per riportare entusiasmo all'Olimpico, c'è bisogno di strategie che coinvolgano».


«Il motivo principale delle assenze dipende dai risultati. Se la Lazio cominciasse a vincere di più, forse l'Olimpico si riempirebbe. Il mercato di gennaio potrebbe essere un'occasione per dimostrare che la squadra è competitiva e che vuole lottare per un obiettivo chiaro. I tifosi biancocelesti hanno sempre sostenuto la squadra quando si stava giocando qualcosa, dallo scudetto alla salvezza, lo dice la storia di questa società».

«La mia idea è semplicissima, bisogna dare retta al marketing e organizzare eventi particolari, ad esempio invitare tutti i tifosi prima di Natale, magari in Lazio-Sampdoria, fissando un prezzo simbolico: 1 euro a biglietto. Così si porterebbero almeno 30mila persone allo stadio. Si sa, il tifoso della Lazio odia lotito, quando le cose vanno bene si fa buon viso a cattivo gioco, quando vanno male riaffiora il livore».

«Il tifoso vorrebbe vincere sempre, ma non si può. L'Olimpico vuoto secondo me dipende principalmente dal fatto che non arrivano i risultati. Anche se, a mio avviso, allo stadio bisogna andarci anche quando le cose vanno male. La gente sarà incentivata a tornare se la squadra farà vedere un calcio spettacolare. Ma anche mettendo in campo giocatori italiani, se ci sono solo stranieri la gente non è interessata».

«Servono rinforzi perché l'infortunio di De Vrij è stato pesante e serve una presa di coscienza da parte di tutti. Io spero che alla fine prevalga l'amore del pubblico per la Lazio e che ci ritroveremo tutti all'Olimpico. Prima di tutto viene la squadra, purtroppo ci siamo messi in un vicolo cieco. Le assenze allo stadio dipendono dalle sconfitte, dalle divisioni imposte dal Prefetto, dal clima rigido, il problema non è circoscritto solo alla società».

«Ci vuole un po' di Lazio in questa... Lazio, un po' di lazialità. Ci vuole in campo, in panchina e in società. Solo in alcuni passaggi, lungo il decennio lotitiano, si sono vissuti momenti di rasserenamento con i tifosi. La contestazione è endemica, non vedo molte vie d'uscita se non la individuazione di alcuni simboli attorno ai quali rinverdire la passione della gente. Molti big fremono per andare via, il salto di qualità mancato ha creato un contraccolpo».

«Si sa, c'è ostilità nei confronti di Lotito. Deve costruire una grande squadra, la Lazio lo merita. I migliori non devono andare via, devono far parte di un gruppo cementato, è l'unico modo per fare il grande salto. Già si parla di cessione dei big di oggi, non possiamo tenerli e aggiungerne altri? Lotito vuole mantenere il monte ingaggi sempre così? Si deve mettere in testa che la Lazio è la squadra più antica della Capitale, ha una grande storia, perché non deve primeggiare?».

«Si ritrovi lo spirito laziale, si ritrovi l'identificazione, per il tifoso è stata sempre vitale. Manca il coinvolgimento, i periodi più brutti sono coincisi sempre con presenze massicce. Pioli ci era riuscito l'anno scorso, era stato un trascinatore, c'è qualcosa di più grande che frena le stagioni delle conferme. I tifosi si specchiano poco nella situazione attuale, c'è poco entusiasmo. La crisi economica, gli attentati e i risultati mancanti incidono. Non è colpa di Lotito al 100%».

«La squadra non sta rendendo come ci si aspettava e in più bisogna considerare anche la contestazione da parte della Curva. Io penso che appena torneranno i risultati positivi, e devono tornare in fretta, la gente tornerà allo stadio a tifare. Non penso che con un abbassamento dei prezzi cambi molto la situazione: c'è gente che si è abbonata lo stesso e continua a non andare comunque allo stadio, non è un caso».

«E' solo un problema di risultati. Basterebbe ripetere il campionato dell'anno scorso per far sì che i tifosi della Lazio tornino all'Olimpico. Basta vedere la differenza rispetto ad un anno fa: la stagione scorsa la squadra andava bene e i tifosi, non dico che riempivano lo stadio, ma quasi. Non credo sia un fatto legato ai prezzi dei biglietti troppo alti, l'anno scorso non c'erano queste cose, eppure all'Olimpico ci andavano comunque».

«Non colpevolizzo solo la società, ma dico che bisognerebbe essere più imprenditori dell'immagine e della passione. Con la storia passata non si riesce a portare la gente allo stadio, chi prima metteva la passione davanti a tutto e riempiva gli spalti oggi sta scomparendo, ha lasciato spazio ai giovani che aspettano solo i risultati. Provo un grande dispiacere, la Lazio è la mia squadra del cuore, una delle polisportive più importanti d'Europa. Serve un coinvolgimento emotivo».

«Per riportare i tifosi allo stadio il presidente Lotito dovrebbe fare prima di tutto un grande acquisto a gennaio, poi sensibilizzare i giocatori in qualche modo. Ma non è facile, conosciamo tutti il carattere di Lotito. Anche abbassare i prezzi dei biglietti e fare promozioni sugli abbonamenti potrebbe essere una delle soluzioni. Deve far vedere che vuole avvicinarsi ai tifosi, andargli incontro. Solo così la gente tornerà allo stadio».

«Si devono far sognare i tifosi, è ciò che manca. Le assenze allo stadio sono conseguenza delle strategie mancate a luglio in fase di mercato. I tifosi hanno voglia di vivere annate come quella scorsa, la Lazio lo merita. Non si è alzata l'asticella, il messaggio del mancato miglioramento è arrivato anche alla squadra ed è stato dannoso. E' già successo in passato, ma quest'anno ancora di più e bastava pochissimo. E' questo il peccato, purtroppo».

«L'unica soluzione per riportare la gente allo stadio è iniziare a fare risultati. Non ci sono delle medicine particolari. La Lazio ha sempre avuto una grande tifoseria che ha sostenuto la squadra in ogni momento. Oggi, in più, c'è la crisi e le persone guardano le partite comodamente in tv. Sarebbero utili anche alcune iniziative e magari alcuni incentivi. Si potrebbe proporre una sorta di "operazione simpatia"».

«Il fattore principale per cui i tifosi non vanno allo stadio è dovuto ai risultati negativi. L'anno scorso le cose andavano bene e l'Olimpico era sempre pieno. Basterebbe qualche partita positiva per far tornare la gente. Un altro aspetto da non sottovalutare, ma in percentuale minore, può essere legato alla paura dovuta agli attentati. In tanti provano timore ad uscire e ad entrare allo stadio dopo gli ultimi avvenimenti. Sono certo, la Lazio può riconquistare il suo pubblico vincendo».

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Citazione di: MagoMerlino il 27 Nov 2015, 18:58
Primeggiato in Europa.
Siviglia e Barcellona, allora cos'avrebbero fatto?

ah mago...sei intelligente, cerca di non contarmi i peli nel chiulo...

ma se tieni alla Lazio come quel regazzino che a 15 anni che si è fatto ravenna roma col treno per vedersi in curva nord Lazio-vicenza con un gol all' '82esimo, sai che per me la Lazio sarà sempre meglio del Barcellona nel mio cuore.

e tutte ste menate per non andarla a vedere oggi come oggi proprio non le concepisco, non è che non le capisco, non le concepisco.!

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Citazione di: fish_mark il 28 Nov 2015, 12:24
sui tifosi che hanno abbandonato la Lazio e sui possibili rimedi
le parole di alcuni personaggi del mondo laziale, ex calciatori, sportivi, giornalisti, uomini e donne di spettacolo


«In Italia la gente non va allo stadio quando le cose vanno male. Purtroppo è un fatto naturale. Per far tornare i tifosi all'Olimpico Lotito deve innanzitutto fare due bei colpi a gennaio in modo che torni l'entusiasmo. Poi servono operazioni di marketing: ad esempio bisogna abbassare i prezzi e cercare collaborazioni con le scuole. Io credo che sia meglio far entrare allo stadio 500 bambini gratis che 50 persone paganti».

«Due problemi, il primo: i tifosi sono delusi dalla proprietà e dalla dirigenza. Dopo la stagione scorsa, che ha dato grande soddisfazione, noi tifosi ci aspettavamo qualcosina di più. C'è anche da dire che i tifosi si lamentano sempre, vorrebbero ogni anno squadre al massimo. Un'altra cosa molto importante riguarda la divisione della Curva: i tifosi della stessa squadra non vanno separati altrimenti che Curva è? I problemi di ordine pubblico si risolvano fuori dallo stadio. Dentro tutti uniti».

«Questi continui alti e bassi non fanno bene all'ambiente e infastidiscono i tifosi. La Lazio ritroverà la sua gente solo quando tornerà ad alti livelli e saprà riscoprire quella continuità che ad oggi manca. Ha avuto molte possibilità di mantenere una posizione di alta classifica, ma non è mai riuscita a conservare il ruolo che una città come questa merita. Il problema è la conduzione del club, è quasi dilettantistica».


«Bisogna assolutamente rinforzare la squadra a gennaio individuando giocatori seri, non vanno acquistati solo per fare numero. Servono difensori e attaccanti forti, così facendo i risultati arriveranno e la gente tornerà allo stadio. Propongo biglietti più bassi e promozioni legate ad abbonamenti o partite singole, quelle che in passato la società ha fatto. I tifosi devono andare all'Olimpico, se fossi Lotito farei un appello a tutti».

«A mio parere, per provare a riportare la gente allo stadio, Lotito deve fare una buona campagna acquisti nel mercato di gennaio per rinforzare la squadra e dare un segnale ben preciso. Un altro incentivo potrebbe essere questo: permettere ai tifosi di comprare biglietti last minute. Queste sarebbero due possibili soluzioni per riportare entusiasmo all'Olimpico, c'è bisogno di strategie che coinvolgano».


«Il motivo principale delle assenze dipende dai risultati. Se la Lazio cominciasse a vincere di più, forse l'Olimpico si riempirebbe. Il mercato di gennaio potrebbe essere un'occasione per dimostrare che la squadra è competitiva e che vuole lottare per un obiettivo chiaro. I tifosi biancocelesti hanno sempre sostenuto la squadra quando si stava giocando qualcosa, dallo scudetto alla salvezza, lo dice la storia di questa società».

«La mia idea è semplicissima, bisogna dare retta al marketing e organizzare eventi particolari, ad esempio invitare tutti i tifosi prima di Natale, magari in Lazio-Sampdoria, fissando un prezzo simbolico: 1 euro a biglietto. Così si porterebbero almeno 30mila persone allo stadio. Si sa, il tifoso della Lazio odia lotito, quando le cose vanno bene si fa buon viso a cattivo gioco, quando vanno male riaffiora il livore».

«Il tifoso vorrebbe vincere sempre, ma non si può. L'Olimpico vuoto secondo me dipende principalmente dal fatto che non arrivano i risultati. Anche se, a mio avviso, allo stadio bisogna andarci anche quando le cose vanno male. La gente sarà incentivata a tornare se la squadra farà vedere un calcio spettacolare. Ma anche mettendo in campo giocatori italiani, se ci sono solo stranieri la gente non è interessata».

«Servono rinforzi perché l'infortunio di De Vrij è stato pesante e serve una presa di coscienza da parte di tutti. Io spero che alla fine prevalga l'amore del pubblico per la Lazio e che ci ritroveremo tutti all'Olimpico. Prima di tutto viene la squadra, purtroppo ci siamo messi in un vicolo cieco. Le assenze allo stadio dipendono dalle sconfitte, dalle divisioni imposte dal Prefetto, dal clima rigido, il problema non è circoscritto solo alla società».

«Ci vuole un po' di Lazio in questa... Lazio, un po' di lazialità. Ci vuole in campo, in panchina e in società. Solo in alcuni passaggi, lungo il decennio lotitiano, si sono vissuti momenti di rasserenamento con i tifosi. La contestazione è endemica, non vedo molte vie d'uscita se non la individuazione di alcuni simboli attorno ai quali rinverdire la passione della gente. Molti big fremono per andare via, il salto di qualità mancato ha creato un contraccolpo».

«Si sa, c'è ostilità nei confronti di Lotito. Deve costruire una grande squadra, la Lazio lo merita. I migliori non devono andare via, devono far parte di un gruppo cementato, è l'unico modo per fare il grande salto. Già si parla di cessione dei big di oggi, non possiamo tenerli e aggiungerne altri? Lotito vuole mantenere il monte ingaggi sempre così? Si deve mettere in testa che la Lazio è la squadra più antica della Capitale, ha una grande storia, perché non deve primeggiare?».

«Si ritrovi lo spirito laziale, si ritrovi l'identificazione, per il tifoso è stata sempre vitale. Manca il coinvolgimento, i periodi più brutti sono coincisi sempre con presenze massicce. Pioli ci era riuscito l'anno scorso, era stato un trascinatore, c'è qualcosa di più grande che frena le stagioni delle conferme. I tifosi si specchiano poco nella situazione attuale, c'è poco entusiasmo. La crisi economica, gli attentati e i risultati mancanti incidono. Non è colpa di Lotito al 100%».

«La squadra non sta rendendo come ci si aspettava e in più bisogna considerare anche la contestazione da parte della Curva. Io penso che appena torneranno i risultati positivi, e devono tornare in fretta, la gente tornerà allo stadio a tifare. Non penso che con un abbassamento dei prezzi cambi molto la situazione: c'è gente che si è abbonata lo stesso e continua a non andare comunque allo stadio, non è un caso».

«E' solo un problema di risultati. Basterebbe ripetere il campionato dell'anno scorso per far sì che i tifosi della Lazio tornino all'Olimpico. Basta vedere la differenza rispetto ad un anno fa: la stagione scorsa la squadra andava bene e i tifosi, non dico che riempivano lo stadio, ma quasi. Non credo sia un fatto legato ai prezzi dei biglietti troppo alti, l'anno scorso non c'erano queste cose, eppure all'Olimpico ci andavano comunque».

«Non colpevolizzo solo la società, ma dico che bisognerebbe essere più imprenditori dell'immagine e della passione. Con la storia passata non si riesce a portare la gente allo stadio, chi prima metteva la passione davanti a tutto e riempiva gli spalti oggi sta scomparendo, ha lasciato spazio ai giovani che aspettano solo i risultati. Provo un grande dispiacere, la Lazio è la mia squadra del cuore, una delle polisportive più importanti d'Europa. Serve un coinvolgimento emotivo».

«Per riportare i tifosi allo stadio il presidente Lotito dovrebbe fare prima di tutto un grande acquisto a gennaio, poi sensibilizzare i giocatori in qualche modo. Ma non è facile, conosciamo tutti il carattere di Lotito. Anche abbassare i prezzi dei biglietti e fare promozioni sugli abbonamenti potrebbe essere una delle soluzioni. Deve far vedere che vuole avvicinarsi ai tifosi, andargli incontro. Solo così la gente tornerà allo stadio».

«Si devono far sognare i tifosi, è ciò che manca. Le assenze allo stadio sono conseguenza delle strategie mancate a luglio in fase di mercato. I tifosi hanno voglia di vivere annate come quella scorsa, la Lazio lo merita. Non si è alzata l'asticella, il messaggio del mancato miglioramento è arrivato anche alla squadra ed è stato dannoso. E' già successo in passato, ma quest'anno ancora di più e bastava pochissimo. E' questo il peccato, purtroppo».

«L'unica soluzione per riportare la gente allo stadio è iniziare a fare risultati. Non ci sono delle medicine particolari. La Lazio ha sempre avuto una grande tifoseria che ha sostenuto la squadra in ogni momento. Oggi, in più, c'è la crisi e le persone guardano le partite comodamente in tv. Sarebbero utili anche alcune iniziative e magari alcuni incentivi. Si potrebbe proporre una sorta di "operazione simpatia"».

«Il fattore principale per cui i tifosi non vanno allo stadio è dovuto ai risultati negativi. L'anno scorso le cose andavano bene e l'Olimpico era sempre pieno. Basterebbe qualche partita positiva per far tornare la gente. Un altro aspetto da non sottovalutare, ma in percentuale minore, può essere legato alla paura dovuta agli attentati. In tanti provano timore ad uscire e ad entrare allo stadio dopo gli ultimi avvenimenti. Sono certo, la Lazio può riconquistare il suo pubblico vincendo».

Il più aria fritta. I tifosi di tutta Italia vogliono queste cose e non c'è lo stesso scazzo.
Inoltre Lotito ha fatto MOLTO di più: La Lazio nelle scuole ci va, gli abbonamenti cucciolone, Olympia......Non ho più voglia di Dover inseguire tutte ste scuse. Siamo eternamente insoddisfatti e cacacazzi. ci sta, siamo tutti laziali Tutti. Ma tutti ,chi più, chi meni, immensamente cacacazzi.

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Citazione di: fish_mark il 28 Nov 2015, 12:24

Un'altra cosa molto importante riguarda la divisione della Curva: i tifosi della stessa squadra non vanno separati altrimenti che Curva è? I problemi di ordine pubblico si risolvano fuori dallo stadio. Dentro tutti uniti».

Il problema è la conduzione del club, è quasi dilettantistica».

«Bisogna assolutamente rinforzare la squadra a gennaio individuando giocatori seri, non vanno acquistati solo per fare numero.

Si sa, il tifoso della Lazio odia lotito, quando le cose vanno bene si fa buon viso a cattivo gioco, quando vanno male riaffiora il livore».

Le assenze allo stadio dipendono dalle sconfitte, dalle divisioni imposte dal Prefetto, dal clima rigido, il problema non è circoscritto solo alla società».

«Ci vuole un po' di Lazio in questa... Lazio, un po' di lazialità. Ci vuole in campo, in panchina e in società. Solo in alcuni passaggi, lungo il decennio lotitiano, si sono vissuti momenti di rasserenamento con i tifosi. La contestazione è endemica, non vedo molte vie d'uscita se non la individuazione di alcuni simboli attorno ai quali rinverdire la passione della gente. Molti big fremono per andare via, il salto di qualità mancato ha creato un contraccolpo».

«Si ritrovi lo spirito laziale, si ritrovi l'identificazione, per il tifoso è stata sempre vitale. Manca il coinvolgimento, i periodi più brutti sono coincisi sempre con presenze massicce. Pioli ci era riuscito l'anno scorso, era stato un trascinatore, c'è qualcosa di più grande che frena le stagioni delle conferme. I tifosi si specchiano poco nella situazione attuale, c'è poco entusiasmo. La crisi economica, gli attentati e i risultati mancanti incidono. Non è colpa di Lotito al 100%».

«La squadra non sta rendendo come ci si aspettava e in più bisogna considerare anche la contestazione da parte della Curva.

«Non colpevolizzo solo la società, ma dico che bisognerebbe essere più imprenditori dell'immagine e della passione. Con la storia passata non si riesce a portare la gente allo stadio, chi prima metteva la passione davanti a tutto e riempiva gli spalti oggi sta scomparendo, ha lasciato spazio ai giovani che aspettano solo i risultati. Provo un grande dispiacere, la Lazio è la mia squadra del cuore, una delle polisportive più importanti d'Europa. Serve un coinvolgimento emotivo».

Anche abbassare i prezzi dei biglietti e fare promozioni sugli abbonamenti potrebbe essere una delle soluzioni. Deve far vedere che vuole avvicinarsi ai tifosi, andargli incontro. Solo così la gente tornerà allo stadio».

«Si devono far sognare i tifosi, è ciò che manca. Le assenze allo stadio sono conseguenza delle strategie mancate a luglio in fase di mercato. I tifosi hanno voglia di vivere annate come quella scorsa, la Lazio lo merita. Non si è alzata l'asticella, il messaggio del mancato miglioramento è arrivato anche alla squadra ed è stato dannoso. E' già successo in passato, ma quest'anno ancora di più e bastava pochissimo. E' questo il peccato, purtroppo».

La Lazio ha sempre avuto una grande tifoseria che ha sostenuto la squadra in ogni momento. Oggi, in più, c'è la crisi e le persone guardano le partite comodamente in tv. Sarebbero utili anche alcune iniziative e magari alcuni incentivi. Si potrebbe proporre una sorta di "operazione simpatia"».


Pensieri che condivido in pieno

Kredskin

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Citazione di: RubinCarter il 28 Nov 2015, 09:09

@kred

In realtà il "bellilarghi" , almeno quello coniato dal sottoscritto , è nato ad Agosto quando nonostante i Basta Parolo e compagnia acquistati , merito a detta di molti del famoso Lazio Sassuolo , di sottoscrivere abbonamenti  non era proprio nelle intenzioni di gran parte della tifoseria,tant è che ne vennero sottoscritti pochissimi ,confermando quindi che ci si lamenta a prescindere. E le belle vittorie casalinghe dei primi mesi della scorsa stagione, a nulla sono servite visto che come accade ogni anno , i mesi da novembre a gennaio sono sfruttati per le voci di mercato che alimentano fomentano e allargano le crepe che ci portiamo dietro.
Poi a mercato chiuso , senza piu' distrazioni (fomentate dai soliti noti ) davanti ci si è "sbrinati" e pian pianino si è tornati a vedere la Lazio , che per inciso era la stessa che  a Settembre/Dicembre vinceva col Sassuolo,col Cesena col Cagliari Palermo ecc..ecc.. e che giocava un ottimo calcio.


Sul resto sono molto sintonizzato sulle tue parole.

:ssl
Che fosse leggittima e sagace espressione del tuo pensiero non lo metto in dubbio. Come che le persone a cui ti riferivi sbagliassero, sempre indubbio.

Il punto è che aiuta solo il tuo ego e non l'ambiente, di questo parlo.

Ma vedo che nel giro di 2 post siamo ripartiti alla grande con le polemiche tra i soliti che trovi in ogni singolo topic.

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Cialtron_Heston

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«Si devono far sognare i tifosi, è ciò che manca. Le assenze allo stadio sono conseguenza delle strategie mancate a luglio in fase di mercato. I tifosi hanno voglia di vivere annate come quella scorsa, la Lazio lo merita. Non si è alzata l'asticella, il messaggio del mancato miglioramento è arrivato anche alla squadra ed è stato dannoso. E' già successo in passato, ma quest'anno ancora di più e bastava pochissimo. E' questo il peccato, purtroppo».

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Palo

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E, finalmente, dopo 75 pagine, un cialtrone ha detto in poche righe la semplice verità.

meanwhile

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Citazione di: Sbracchiosauro il 27 Nov 2015, 23:55
$vegliAaaAAaAaaa!!1!!!!11!  :p

da mò che lo sto a dì
via certa gente dallo stadio
tifoso occasionale piaga sociale

Vengo allo stadio una/due volte l'anno, perchè sono 700 km da aggiungere ai 2.500 che faccio per lavoro tutte le settimane.
E quando parto a casa mi prendono per scemo ("cooosa? vai fino a roma a vedere la partita? ma sei matto?" poi oh tutte le volte eh).
Immagino e spero che la tua sia una battuta, sennò ditelo apertamente che me ne sto a casa, mica voglio disturbare l'élite laziale...
Che poi sono pure permaloso, sapevatelo.  :duel:
:wlazio:

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