fiDelio, sottolinei un aspetto importante, e cioè che è la nostra visione e non un dato oggettivo.
Rimangono opinioni perché per provare quello che dico dovrei fare un lavoro che non ho i mezzi per fare. Però chi ha vissuto almeno gli ultimi 50 anni qualcosa deve aver visto. La forma che questa ossessione di eliminazione ha preso in lustri recenti è la campagna costante condotta da tutti i media per dipingere noi come i cattivi da estirpare e loro come i buoni che alla fine vinceranno (aiutati in questo dai deficienti che guidano la nord).
La disparità di trattamento degli eventi che hanno riempito le cronache delle due tifoserie (ma anche società) a me sembra palese. Basta guardare oggi, quando un quotidiano nazionale afferma neanche velatamente che le scritte 10 100 1000 Paparelli (che come sappiamo persistono tutt'oggi e hanno rovinato la vita di una donna e del figlio quanto l'omicidio stesso) furono fatte in risposta allo striscione contro Rocca nel famoso derby.
La stampa ricevuta da avvenimenti vergognosi nostri (da Arkan ad Anne Frank, fino a Zaniolo) è inspiegabile se paragonata ai loro tre omicidi, sui quali si glissa distrattamente, e ai comportamenti che seguirono in particolare l'assassinio di Paparelli, ma anche, solo per citare un caso, gli striscioni di sostegno all'assassino di Esposito. L'ultimo esempio è il povero Sean Cox. I colpevoli non erano tifosi della roma, ovviamente, ma teppisti senza colori e er poro Cox è sparito immediatamente dalle cronache. Uno striscione su un legamento fatto da 3 deficienti scatena analisi sociologiche sulla violenza laziale. Ma c'è di più': noi facciamo beneficenza o visitiamo gli ospedali, deve essere citato anche Totti. Noi andiamo ad Auschwitz, esce Lotito con la telefonata segreta. Elogiare la Lazio, da sola, come entità indipendente, è impossibile perché allontana dall'obiettivo iniziale. In qualche modo la roma deve sempre prevalere.
Tutto questo pippone per dire che esiste, per chi vuole vederla, una versione del nuovo millennio di quella eliminazione tentata nel 1927. Ma è una versione di nervi, istintiva, irrazionale, che ha una radice in quell'obbrobrio di Foschi ma che non ha più un vero obiettivo, o almeno non più quello dei primi decenni. La Lazio non è mai stata così solida a livello societario e adesso è anche vincente, più di loro. Però lo fanno lo stesso, perché fa parte del loro DNA. Io ne sono convinto: mentre noi vogliamo batterli, loro vorrebbero che noi sparissimo, e questa è la Madre delle dinamiche attuali. Ed è anche il motivo per cui perdono, ogni santo giorno, quando si svegliano e si accorgono che siamo ancora qua.
Quindi capisco che è la nostra visione, ma i fatti citati sono davanti agli occhi di chi li vuole vedere.