A me onestamente del fatto che si debba fare un distinguo tra le scommesse regolamentate e quelle che non lo sono non interessa: l'ipocrisia regna sovrana in uno Stato che vieta la pubblicità delle scommesse ma poi se al nome dell'azienda aggiungi un bel .live, .pay o .stoca**o si chiude un occhio e si può continuare.
La Società ha sfruttato le scappatoie già utilizzate dalle società di scommesse 'registrate' messa a disposizione dallo Stato stesso, a tutela delle entrate fiscali che portano... ora che gli vuoi dire? Se salta Polymarket saltano pure le altre sponsorizzazioni... ciao Betsson, ciao Eurobet, ciao bordocampo di Sisal, Snai etc. etc...
Quindi, PER ME, Polymarket sta sfruttando una breccia aperta scientemente dal settore regolare.
Detto questo c'è un tema di opportunità, sul quale devo ancora ragionare: la paura più grande, però, diventa a questo punto quella della scommesse 'autoavveranti'... estremizzo/banalizzo: se ci fossero 100 miliardi di Euro scommessi sul fatto che qualcuno mi desse un pugno sul naso, io immagino che qualcuno sicuramente mi darebbe un pugno sul naso.
Un discorso è scommettere su sport regolamentati (se ti beccano a 'barare' vieni squalificato) o su mercati finanziari (se ti beccano come insider sono dolori...), un altro scommettere sulla qualunque in questo modo: un po' quello che probabilmente sta già facendo un tizio arancione con il figlio a scapito di tutti noi...