Finalmente! Ieri, mentre a Milano tra gli uffici della Lega Calcio e gli studi di SKY si decideva il destino del calcio del presente e del futuro, a Coverciano, in segreto, si è riunita la Commissione di Saggi a cui il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, ha affidato il compito di chiudere i conti con il passato, decidendo una volta per tutte a chi assegnare gli scudetti "contesi": quelli del 1915, 1925 e 1927. E non si tratta di riscrivere la storia, ma solo di mettere la parola fine a vicende che si sono trascinate anche troppo a lungo.
"Solo così ritengo che si possa finalmente dare valore al senso storico dei fatti e consentire a tutti di farsi la propria opinione senza preconcetti o precostituite posizioni faziose dettate dal tifo".
A gennaio, appena eletto, Gabriele Gravina aveva promesso un nuovo corso, una ventata di novità, ma si era impegnato anche a portare a termine quel lavoro iniziato sotto la presidenza Tavecchio ma che poi era finito nel dimenticatoio, scavalcato da problemi più urgenti. E fu lo stesso Tavecchio a spedire quasi nel dimenticatoio la storia d quei scudetti contesi, non assegnati o revocati che a distanza di un secolo fa ancora discutere. "Le società hanno aspettato decenni, quindi uno o due anni in più di attesa non è nulla".
Ma ora il momento è arrivato. Da via Allegri è arrivato l'imput decisivo, per chiudere una volta per tutte la vicenda sfruttando questi mesi senza calcio e quindi senza quel clima avvelenato dai risultati e dalle polemiche del campionato. La Commissione, che in questi mesi ha studiato migliaia di pagine di documenti depositati dalle parti in causa e ieri si è riunita a Coverciano per iniziare l'iter decisivo. L'obiettivo iniziale era quello di presentare le conclusioni nel Consiglio Federale in programma oggi a Roma, l'ultimo prima delle vacanze. Ma la decisione finale è slittata alla fine dell'estate, perché la chiusura dei lavori della Commissione dei Saggi è prevista per settembre. Il verdetto, quindi, dovrebbe arrivare tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre.
Della Commissione d'inchiesta nominata dalla Federcalcio, guidata da Matteo Marani (vicepresidente del Museo del Calcio di Firenze e vicedirettore di Sky Sport), fanno parte 4 "saggi": Francesco Bonini (rettore della LUMSA di Roma), Pierre Lanfranchi (collaboratore della Fifa sulla storia del calcio), Daniele Marchesini (ex docente di Storia Contemporanea all'Università di Palermo) e Sergio Giuntini (direttore del comitato scientifico della Società italiana di storia dello sport).
Una commissione di studiosi senza la sciarpetta al collo chiamata a decidere su 4 ricorsi presentati da Lazio, Genoa, Bologna e Torino, con 3 scudetti in ballo: quelli del 1915, del 1925 e del 1927. La Lazio chiede che venga assegnato ex aequo il titolo del 1915 che nessuno ha vinto sul campo causa sospensione del campionato per la Grande Guerra ma assegnato dalla Federcalcio solo al Genoa che, documenti alla mano, aveva meno titolo della Lazio per vedersi consegnare dalla FIGC quel tricolore. Lo stesso Genoa, invece, chiede l'assegnazione dello scudetto del 1925, andato al Bologna al termine di ben cinque finali. Più complicato il discorso legato al titolo del 1927, vinto dal Torino sul campo ma poi revocato e mai assegnato a causa dello "scandalo Allemandi". Il Toro chiede la restituzione di quello scudetto vinto sul campo, mentre il Bologna, arrivato secondo, chiede che gli venga assegnato il titolo seguendo le stesse modalità adottate dalla Federcalcio per l'assegnazione dello scudetto della stagione 2005-2006, vinto sul campo dalla Juventus davanti al Milan ma assegnato all'Inter (che aveva chiuso la stagione al terzo posto) a causa del coinvolgimento di bianconeri e rossoneri nella Calciopoli del 2006.
Il fatto singolare di questa vicenda è che mentre nel caso di Torino, Genoa e Bologna sono state le società a muoversi per chiedere l'assegnazione di quegli scudetti "contesi" (Cairo in testa), nel caso della Lazio a muoversi sono stati dei semplici tifosi, guidati dall'avvocato Mignogna e appoggiati apertamente solo dal Presidente della Polisportiva, Antonio Buccioni. Lotito, infatti, nonostante le cariche che ricopre all'interno del sistema calcio non si è mai esposto e si è sempre limitato ad osservare.
E veniamo alla documentazione presentata dalla Lazio, definita "la più corposa e completa". Detto che già nel 2016 un parere vincolante della Commissione dei Saggi istituita dall'allora Presidente Federale, Carlo Tavecchio, sottolineò che la richiesta presentata dall'avvocato Mignogna era legittima e che l'assegnazione dello Scudetto 1915 ex aequo a Genoa e Lazio fosse l'unica strada da seguire, in questi anni è stato raccolto e presentato ulteriore materiale che cancella qualsiasi tipo di dubbio.
Il materiale raccolto da Mignogna, insieme all'equipe di ricercatori che lo ha aiutato, si basa sulle pagine de L'Italia Sportiva, che all'epoca dei fatti era l'organo ufficiale della Federcalcio. In alcune copie de L'Italia sportiva del 1915, oltre ai risultati e alle classifiche che testimoniano il fatto che la Lazio si era aggiudicata il titolo dell'Italia Meridionale (quindi il diritto a disputare la finalissima con la vincente del campionato del Nord), nell'edizione del3 marzo 1915 de L'Italia Sportiva c'è un comunicato ufficiale della Figc che stabilisce l'annullamento della pre-finale meridionale tra Internazionale Napoli e Naples per irregolarità di tesseramento di 2 giocatori. Per questo motivo, la partita tra la Lazio e la vincente di questa sfida fu annullata determinando automaticamente che era la Lazio la squadra designata per la finale che assegnava lo scudetto della stagione 1914-1915. Titolo che, invece, non aveva conquistato sul campo il Genoa, visto che al momento della sospensione del campionato i rossoblù non erano ancora matematicamente campioni del Nord, visto che avevano solo 2 punti di vantaggio e c'era ancora l'ultimo turno da giocare. Oltre a questi documenti del 1915, in un'edizione de L'Italia Sportiva del 18 giugno 1920 c'è la conferma che nella stagione 1914-15 la Lazio fu Campione d'Italia Centro-Meridionale ed unica finalista nazionale certa e ufficiale del campionato 1914-15. Sempre in una copia de L'Italia Sportiva dell'11 ottobre 1920, Mignogna e gli altri ricercatori hanno trovato la notizia che L'Italia Sportiva era organo ufficiale della FIGC per l'Italia Centrale e Meridionale. La prova definitiva, quindi, dell'ufficialità della conquista da parte della Lazio dello Scudetto del centro-sud Italia e di conseguenza della legittimità della richiesta, visto che a riportarla era un organo ufficiale della stessa Federcalcio. Una prova inconfutabile, verrebbe da dire "a prova di tifo"... Quindi, documentazione alla mano, non resta che aspettare l'ufficialità.
Il terzo scudetto biancoceleste, quindi, potrebbe essere dietro l'angolo. In realtà, in ordine temporale sarebbe il primo. Il primo scudetto laziale e il primo scudetto del calcio romano, arrivato addirittura 12 anni prima della nascita della AS Roma. Per me, sarebbe comunque il terzo, perché anche se considero legittimo questo riconoscimento, i primi due per me sono e resteranno sempre quelli vinti sul campo, quelli che ho avuto la fortuna di vivere e festeggiare sugli spalti dell'Olimpico nel 1974 e nel 2000.
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