Stadio Flaminio (Topic Ufficiale)

Aperto da bassa79, 06 Mag 2012, 13:25

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superaquila

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San Lorenzo ha il grosso vantaggio di essere servita bene dai mezzi pubblici.

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Stadio Flaminio, il lungo addio (Corriere della Sera - ed. romana)

Il Comune è il proprietario: i lavori dovevano iniziare nel 2010, ora è degradato
Uva, d.g. Federcalcio: «Serve un progetto sostenibile». Gestirlo costa 3 milioni


Sabato pomeriggio la nazionale italiana di rugby giocherà contro gli All Blacks neozelandesi: l'Olimpico sarà pieno e vestito a festa per la sfida ai campioni del mondo. A poca distanza, ma lontano anni luce, il degrado dello stadio Flaminio. Fino al 2011 era «la casa del rugby», ma ora è un impianto fatiscente. Il terreno di gioco è una collezione di erbacce. Ci sono crepe e cedimenti sugli spalti e nei locali delle piscine. Come è possibile che un impianto pieno di storia sia mandato in rovina? E, soprattutto, cosa si può fare per evitare il tracollo finale?

Il Flaminio, di proprietà comunale, è vittima della crisi economica e della «guerra» tra politica e sport a Roma. Dal 1997 al 2012 l'impianto era oggetto di un protocollo tra Comune e Coni. Oltre allo sfruttamento agonistico c'erano gli uffici di alcune Federazioni. Il Coni aveva continuato a pagare le utenze, poi disdettate dalla Coni Servizi per la scadenza del protocollo. Nel febbraio 2014 è stata firmata una convenzione tra Comune e Federcalcio, un accordo-ponte di un anno per studiare un piano di recupero dell'impianto. Si parlò di un piano dell'allora presidente Abete e del direttore generale Valentini per far giocare al Flaminio le nazionali giovanili e quella femminile, più il recupero degli uffici di alcune federazioni e la creazione di un museo delle opere dell'architetto Nervi (la cui famiglia si è sempre opposta a lavori di ampliamento). Ma un club di serie A non può ragionare su impianto inferiore ai 35mila-40mila posti, circa il doppio di quelli del Flaminio.

Chi è disposto a pagare 25 milioni per la ristrutturazione e 3 milioni per la gestione annuale? Il direttore generale della Federcalcio, Michele Uva, spiega: «Un progetto deve essere sostenibile: non soltanto per la costruzione, ma soprattutto per la gestione. In Italia ci sono già impianti che sono diventati cattedrali nel deserto perché non si è pensato anche ai costi di gestione. Serve un piano gestionale post ristrutturazione. Per il Flaminio ci vorrebbe un intervento straordinario, perché così come è non è sostenibile».

La candidatura olimpica avrebbe portato - in anticipo - i contributi del Cio e, insieme ad essi, gli aiuti di Stato. Il sindaco Raggi, però, ha sbattuto la porta in faccia al comitato organizzatore e al Coni del presidente Malagò. I rapporti politica-sport non sono mai stati peggiori.

Ci sarebbe anche la legge sugli stadi, che permette costruzioni e ristrutturazioni «ammortizzabili» attraverso nuove cubature e sfruttamento di spazi commerciali. Ma può la stessa giunta combattere «il mattone» del progetto del nuovo stadio della Roma e accettare un po' di mattone per salvare il Flaminio?

Il tempo passa, le frasi si ripetono. Il 28 gennaio 2010 il sindaco Alemanno annunciò l'inizio dei lavori, in estate, «per costruire la casa italiana del rugby». Nel 2011 si sperò che l'Atletico Roma potesse essere promossa in serie B come terza forza calcistica di Roma, ma poi perse lo spareggio contro la Juve Stabia. Da allora è iniziato il lungo addio.

Luca Valdiserri

baroncino

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Imho l'unica soluzione possibile (e realizzabile...aggiungo) è realizzare uno stadio stile Stade Louis II di Montecarlo....

http://www.monte-carlo.mc/it/tourismo/stade-louis-ii/

...mettendo a disposizione della Fondazione Nervi uno spazio per un Museo del Flaminio!!

Ovvio che la struttura attuale andrebbe demolita...


fish_mark

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Citazione di: baroncino il 10 Nov 2016, 08:53
Imho l'unica soluzione possibile (e realizzabile...aggiungo) è realizzare uno stadio stile Stade Louis II di Montecarlo....

http://www.monte-carlo.mc/it/tourismo/stade-louis-ii/

...mettendo a disposizione della Fondazione Nervi uno spazio per un Museo del Flaminio!!

Ovvio che la struttura attuale andrebbe demolita...

Bello, carino lo Stadio Luois II, ma ha un piccolo particolare che lo rende improponibile: la pista atletica.

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robylele

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Citazione di: baroncino il 10 Nov 2016, 08:53

Ovvio che la struttura attuale andrebbe demolita...

in che senso?

baroncino

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Citazione di: robylele il 10 Nov 2016, 12:56
in che senso?
Citazione di: fish_mark il 10 Nov 2016, 11:36
Bello, carino lo Stadio Luois II, ma ha un piccolo particolare che lo rende improponibile: la pista atletica.

demolito nel senso che lo "butti giù"...ricostruisci sulla stessa area....

la pista di atletica puoi non farla...ci guadagni magari un 5/10 mila posti in piu...

Comunque era solo per portare un esempio di come si potrebbe risolvere le grane Flaminio e Stadio delle Aquile.... :ssl :ssl :ssl

turco

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Scusate, qualcuno ha visto WBB?

surg

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Citazione di: baroncino il 10 Nov 2016, 08:53
Imho l'unica soluzione possibile (e realizzabile...aggiungo) è realizzare uno stadio stile Stade Louis II di Montecarlo....
http://www.monte-carlo.mc/it/tourismo/stade-louis-ii/
...mettendo a disposizione della Fondazione Nervi uno spazio per un Museo del Flaminio!!
Ovvio che la struttura attuale andrebbe demolita...
Non sono certo che tutta la struttura vada demolita. Se le due tribune sono strutturalmente integre (e non vedo perchè non dovrebberlo essere a distanza di 60 anni dalla costruzione progettata niente meno che dai Nervi) basterebbe restaurarle ed  aggiungere una copertura dei distinti.  Le due curve andrebbero demolite e ricostruite con altezza pari alle tribune

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WhiteBluesBrother

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Citazione di: turco il 10 Nov 2016, 17:16
Scusate, qualcuno ha visto WBB?
L'ho visto stamattina. Allo specchio.
L'articolo del romoletto per convenienza, con le solite banalità e senza nessun approfondimento, conferma per l'ennesima volta che chiunque si avvicini al flamigno scappa a gambe levate e urlando.
I motivi, se mi leggete su questo topic e in altri simili nei lustri che si susseguono sempre uguali sul tema, li sapete.
Il resto sono barzellette che non fanno ridere.

dopesmokah

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Il Flaminio è un pezzo di Storia a cui qualunque Laziale è affezionato. Ma, e si era arrivati a questa conclusione una decina di anni fa, non è una soluzione ipotizzabile in ottica stadio.

WhiteBluesBrother

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Citazione di: Dissi il 01 Nov 2016, 20:18
WBB, ma l'area dell'ex fiera di roma?
è troppo piccola?
Penso di si, più che altro è stretta, ci viene uno stadio piccolino a meno che non fai 2 anelli, ma sarebbe "nudo" in mezzo alle strade, non c'è spazio per il prefiltraggio. Non è fattibile secondo me.
Ora che mi ci fai pensare, l'area della nuova Fiera, se la struttura dovesse andare in rovina per fallimento della stessa, potrebbe essere rilevata a prezzo di saldo, interamente demolita (pare sia marcia dalle fondamenta) e ricostruita con stadio e annessi. Hai un sacco di spazio, il treno, le strade... Puoi fare un bel lavoro... Niente cinema e mall, ma hotel, altro tipo di entertainment per le famiglie, tutto lo spazio per la polisportiva (sport acquatici compresi). Da valutare.

che...siusta

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Ogni volta che vedo nuovi post su questo topic li leggo con la speranza che qualcuno ci scriva la notizia che questa struttura ormai in rovina, simbolo della malagestione di questa città, sia stata fatta brillare da un eroe solitario  8)

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Rugiule

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 11 Nov 2016, 08:15
Penso di si, più che altro è stretta, ci viene uno stadio piccolino a meno che non fai 2 anelli, ma sarebbe "nudo" in mezzo alle strade, non c'è spazio per il prefiltraggio. Non è fattibile secondo me.
Ora che mi ci fai pensare, l'area della nuova Fiera, se la struttura dovesse andare in rovina per fallimento della stessa, potrebbe essere rilevata a prezzo di saldo, interamente demolita (pare sia marcia dalle fondamenta) e ricostruita con stadio e annessi. Hai un sacco di spazio, il treno, le strade... Puoi fare un bel lavoro... Niente cinema e mall, ma hotel, altro tipo di entertainment per le famiglie, tutto lo spazio per la polisportiva (sport acquatici compresi). Da valutare.
Non sarebbe male, anzi, sarebbe la soluzione migliore come posizione, come viabilità e come spazio. Inoltre le infrastrutture elettriche, la fibra e i cablaggi sono stati già portati, quindi le strade sono "aperte" per eventuali incrementi infrastruttrali. Temo però che si debba aspettare troppo, anche se è vero che lì sta marcendo tutto.

eagle75

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Si è demolito Wembley, ora il White hart lane...il Flaminio no, perchè c'è il diritto d'autore o qualcosa del genere?

turco

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Citazione di: eagle75 il 11 Nov 2016, 12:59
Si è demolito Wembley, ora il White hart lane...il Flaminio no, perchè c'è il diritto d'autore o qualcosa del genere?

@WBB: per questa volta ci penso io...  :=)) :beer:

http://www.nuovocorrierelaziale.it/2016/04/14/speciale-impianti-perche-flaminio-non-sara-lo-stadio-della-lazio/

Speciale impianti: Ecco perché il Flaminio non sarà lo stadio della Lazio

di Arianna MICHETTONI


Lasciate ogni speranza, voi ch'entrate: deve esser inciso in un angolo nascosto dall'erbaccia, incrostazioni ed umidità, tra desolazione e incuria – un'iscrizione arrugginita; una patina di logoro e vecchio a ricoprirla, a ricoprire ogni centimetro di quel che fu. Fu lo Stadio Flaminio, trame di storia dello sport romano e nazionale già sul punto ormai di sgretolarsi: il passato, voler salvare le apparenze – la denominazione monumentale, il pregio architettonico e i vincoli archeologici. Poi l'assenza di manutenzione e le condizioni pietose in cui versa attualmente la struttura: degrado del calcestruzzo, corrosione delle armature metalliche, infiltrazioni ed ambienti devastati; il terreno di gioco ridotto a boscaglia incolta.

Il Flaminio, citando Giovanni Malagò, "vale zero".

Pure se in base all'articolo 10 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, quest'ultimo è un bene di interesse artistico e storico sotto tutela dal 2008 (al compimento del mezzo secolo). E gli eredi di Pier Luigi Nervi, attraverso la fondazione omonima, detengono proprietà intellettuale e diritti morali sullo Stadio Flaminio, tanto da aver espresso più volte pareri contrari ai piani di ristrutturazione presentati dal Comune di Roma – si legga: non si è permesso alcuno stravolgimento o manipolazione di una struttura di interesse culturale, considerate pure le opere di prevedibile adeguamento cui sarebbe sottoposta la pregevole zona di Roma in cui è situato. «Vorrei evitare che, dopo la realizzazione di una proposta ponderata e calibrata di ampliamento del Flaminio, vista con occhio benevolo dai Beni Culturali, si arrivasse ad attuare soluzioni poco pratiche. Questo stadio è preso a modello per la gradevolezza architettonica e per la visibilità dagli spalti: spero non venga trasformato in un tendone», queste le parole dell'erede Nervi.

La legge Urbani ne impedisce la demolizione (l'idea immediata: la costruzione del nuovo impianto, in armonico ammodernamento del quartiere, sfruttandone le potenzialità della zona), le restrizioni dovute ai Beni Culturali e alle Belle Arti ne bloccano l'ampliamento – aumentare la capienza della struttura (fino a 37000 unità) è, o sarebbe, possibile solo mediante un abbassamento del terreno di gioco di 4,5 metri circa (una misura tale da consentirne il ricavo di un numero adeguato di posti): ciò comporterebbe però l'avvio di scavi che verrebbero immediatamente interrotti a causa dei certi ritrovamenti archeologici, data l'area su cui sorge lo stadio. Impossibile, ancora, ipotizzare l'edificazione di un secondo anello sia per rispettare il progetto originario e per non gravare con alcun peso sull'impianto: una elevazione della struttura correrebbe inoltre il rischio di venire bocciata dai Beni Culturali. Secondo la normativa vigente, dunque, è assai difficile rivitalizzare la struttura.

Poi c'è il grande sogno biancoceleste, il ritorno al mitico – o leggendario, per le narrazioni tramandate di generazione in generazione laziale – Stadio Flaminio, così carico di storia: l'autenticità di un sentimento che non conosce bonifica o restauro, ma non abbastanza da evitare che lo stadio possa costituire l'ennesima occasione di interventi meramente speculativi. Perché non il Flaminio? Una struttura concepita e perfetta per il gioco del calcio.

Tuttavia, riconosciuto il potenziale punto di aggregazione dal forte valore culturale e sociale, la scelta emozionale non può però essere priva di un'attenta, logica e razionale analisi commerciale: il valore delle tradizioni ha un costo che si aggira intorno ai sei milioni di euro per la sola ristrutturazione conservativa – restituirlo alle fattezze delle origini, con i limiti strutturali dovuti all'obsolescenza di un impianto pensato e costruito nella metà dello scorso secolo. Il restyling necessita del benestare pure di Renzo Piano, che mantiene un ruolo di supervisore sullo skyline dell'intera area, e per l'eventuale restauro occorrerebbero investimenti che variano tra i 35 e i 40 milioni di euro ottemperando alla manutenzione ordinaria e straordinaria, nel rispetto dei vincoli delle soprintendenze; per colpa delle decine di restrizioni che gravano sull'impianto, soprattutto, lo stesso non può diventare fonte di guadagno per l'impossibilità di organizzare attività collaterali a fini commerciali.

La Lazio quindi investirebbe in un progetto decine di milioni di euro, pur priva della proprietà della struttura, già vincolata, con un circondario non edificabile e nessun tornaconto economico. Lungi dal business plan ideato e fortemente voluto dal presidente Lotito – sull'orlo di una crisi di Nervi, quanto mai appropriato: trattasi di uno stadio polifunzionale, aperto H24, dove i bisogni delle persone vengano soddisfatti quotidianamente.
Una struttura moderna, architettonicamente suggestiva, agevole per gli spettatori, inserita in un piano viabilità consono al traffico della capitale, dove l'aspetto economico e commerciale sia tanto valorizzato quanto il valore storico del club – la presenza della sala trofei deve cioè coesistere con il negozio ufficiale: caratteristiche avulse al progetto Flaminio, avvolto nel fascinoso velo nostalgico – o troppo stretto nel suo passato, non funzionale ed antieconomico. Infine, l'ultima delle considerazioni: fin quando vi sarà uno stadio di proprietà del CONI, verso il quale le due squadre romane contribuiscono con i loro canoni d'affitto a quasi la metà degli introiti, l'impianto esclusivo biancoceleste o giallorosso è utopistico. Perché Roma avrebbe uno Stadio Olimpico utilizzato in pochissime occasioni, con un ricavo drasticamente ridotto.

carib

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 11 Nov 2016, 08:15
Penso di si, più che altro è stretta, ci viene uno stadio piccolino a meno che non fai 2 anelli, ma sarebbe "nudo" in mezzo alle strade, non c'è spazio per il prefiltraggio. Non è fattibile secondo me.
Ora che mi ci fai pensare, l'area della nuova Fiera, se la struttura dovesse andare in rovina per fallimento della stessa, potrebbe essere rilevata a prezzo di saldo, interamente demolita (pare sia marcia dalle fondamenta) e ricostruita con stadio e annessi. Hai un sacco di spazio, il treno, le strade... Puoi fare un bel lavoro... Niente cinema e mall, ma hotel, altro tipo di entertainment per le famiglie, tutto lo spazio per la polisportiva (sport acquatici compresi). Da valutare.
in pratica solo il tevere a dividerci da quelli dellà

alex73

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Nervi vuole i soldi per.svincolare il flaminio...mi sembra palese

momi

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Citazione di: alex73 il 11 Nov 2016, 14:44
Nervi vuole i soldi per.svincolare il flaminio...mi sembra palese

Mi sembra la storia del simbolo del -9.
I Nervi vogliono i soldi, mi sembra evidente.
Cmq anche se lo svincolassero bisognerebbe capire se la Lazio sarebbe interessata.
Con il Flaminio si prospettano zero speculazioni edilizie e quindi poco appeal.

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Dissi

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Citazione di: alex73 il 11 Nov 2016, 14:44
Nervi vuole i soldi per.svincolare il flaminio...mi sembra palese

posto che non si farà mai nulla per questo, questo e quest'altro motivo (cit.) di tutto l'ambaradam questa è la cosa che mi fa incazzare di più.
Fossi uno che conta sussurrerei nelle orecchie dei nervy che se non rinunciano ai diritti morali, alla proprietà intellettuale e a qualsiasi diritto accampabile sul rudere, loro ed i loro erredi per le prossime 16 generazioni possono scordarsi di lavorare per l'amministrazione pubblica.

alex73

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A mio avviso alla Lazio il flaminio interesserebbe se si potesse buttarlo giù e rifare...per questo la questione e' in capo a nervi che cercano di monetizzare ...la questione e'...un'eventuale trattativa con i nervi chi la dovrebbe fare? Il comune o la Lazio?

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