(Da Repubblica di oggi)
Stadio della Lazio, lotito atteso in comune punta sulla Tiberina, flaminio si puo' trattare
MARCO ERCOLE
STEFANO FIORI
IL Campidoglio chiama, alla Lazio ora tocca rispondere. Come tra due vasi comunicanti, l'accordo tra la giunta Raggi e la Roma su Tor di Valle ha ridato slancio alla volontà biancoceleste di uno stadio tutto suo: «Lotito ci presenti un progetto e faremo le nostre valutazioni», è l'invito del presidente dell'Assemblea capitolina, Marcello De Vito. Che sul timore di «discriminazioni» tra i due club assicura: «Lo valuteremo con lo stessa attenzione che abbiamo riservato alla Roma». In Comune sono pronti a incontrare il presidente laziale, gli scenari sono due: dopo il 6 marzo, giorno dell'assemblea che eleggerà il nuovo numero uno della Figc (Lotito è consigliere federale), o al termine dell'iter per l'impianto giallorosso. Tempi in questo caso più dilatati, con la conferenza dei servizi che dovrebbe concludersi non prima d'inizio aprile. Quando le due parti si troveranno di fronte, Lotito riproporrà l'originario progetto sulla via Tiberina. Già bocciato ai tempi di Veltroni, rimane il sogno del presidente laziale. Dall'altra parte, la prevedibile controfferta si chiama Flaminio: la soluzione ideale per il M5S, il desiderio numero uno della maggioranza dei tifosi. Anziché ristrutturarlo, la soluzione più vantaggiosa sarebbe quella di ricostruirlo (conservando la struttura di Nervi): costi stimati, attorno ai 100 milioni. Rispetto ai terreni sulla Tiberina, il Flaminio offrirebbe minori possibilità di introiti: si può inserire nel discorso il PalaTiziano (utile per la Polisportiva), possibili nelle vicinanze anche un hotel e un centro commerciale (o store del club) che non vada oltre i 1.000 mq. Il resto delle cubature (che la Lazio si aspetta siano identiche a quelle della Roma) potrebbe essere "compensato" in altre zone della Capitale da recuperare, ma prevederne le modalità è al momento complicato. Sullo sfondo rimangono le aree di Tor Vergata, Centrale del Latte e Montespaccato (nel 2014 fu avanzata anche l'ipotesi Pietralata). Sull'argomento è intervenuto anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò: «È la società a scegliere dove fare lo stadio. Noi siamo felici che anche la Lazio possa avere il suo impianto e sosterremo il progetto. Se non è interessata al Flaminio, è una scelta da rispettare ». Quello che in sostanza chiede Lotito: non utilizzare il Flaminio come «stratagemma», in una trattativa Campidoglio-Lazio che, ancor prima di cominciare, emette già i primi vagiti.