Ho ascoltato La Penna su Radiosei che è abbastanza informato sul Flaminio.
Dice che ieri all'assessorato allo Sport hanno presenziato sia l'ingegnera responsabile del procedimento, sia Lotito, ognuno col proprio entourage tecnico (mancava Onorato ma da quello che ho capito c'erano tutte le figure importanti anche del Comune).
Il tema che sembra essere confermato è sia quello della famosa pensilina che quello del doppio anello. Su questo secondo aspetto è interessante notare che uno dei rilievi contrari delle SOP si riferisce al fatto che per motivi di opportunità (la necropoli) si è deciso di aumentare la capienza sviluppando il progetto verso l'alto, e questo interferisce con i vincoli paesaggistici ma anche visuali del Flaminio rispetto al quartiere.
Oltretutto trattasi di conferenza "perentoria", ovvero che non offre possibilità di confronto sulle questioni sollevate dal collegio giudicante: in sostanza la Lazio avrà tempo fino al 9 Luglio per presentare una correzione che "risolva" le criticità espresse e non che proponga altre soluzioni a loro volta passibili di valutazione.
Questo ha scatenato una serie di domande su cui io mi trovo d'accordo:
- perché nelle famose interlocuzioni non si è subito messo un alert su quelle che sono le criticità "note" rispetto all'ampliamento della capienza, che ha una valenza più stringente rispetto alla pensilina?
- Può essere che Lotito abbia puntato tutto sull'interesse pubblico, sperando che potesse superare le difficoltà dei vincoli e strutturali, sfruttando l'iter della roma nuovo che aveva passato la CdS preliminare ma si è ritrovata "politicamente" bloccata dalla decisione di far prevalere quell'aspetto a danno invece di quello formale dell'intervento sullo stadio?
- Può essere che Lotito, riprendendo il servizio di Report, abbia puntato le sue fiches su qualche figura che così come per l'abuso della sua Villa potesse "aiutarlo" a passare la CdS? (Lo so che questo è un tema molto banale e poco credibile, ma uno poi le domande se le fa tutte)
- Può essere che nel famoso periodo delle "interlocuzioni" in realtà il comune e le SOP non abbiano mai dato delle indicazioni pratiche su come sviluppare il progetto mentre noi abbiamo erroneamente creduto che Lotito si esponesse solo dietro un percorso condiviso almeno alla base?
- Una volta che ti bloccano sui due aspetti "storici" dell'impossibilità di restituire il Flaminio al calcio e una volta che sai che non avrai una seconda chance per rielaborare il progetto in maniera soddisfacente, qual è il piano B? Esiste un piano B per il sogno sostenibile? O hanno fatto un all-in sperando nello stellone come per la squadra di calcio?
Rimango convinto che le vie della politica siano infinite, e soprattutto che ci sia una forte corrente che vuole di fatto aggirare la burocrazia che renderebbe il Flaminio un rudere abbandonato che crollerà, con tanti saluti ai reel per le Grandi Opere che Gualtieri pubblica gioiosamente ogni giorno sui social, ma ad oggi la situazione sembra impantanata nello stesso punto dove altri sono finiti in passato.
E qui il tema non è neanche più il PEF, perché sappiamo da secoli che il problema dello Stadio Flaminio non è economico ma strutturale: se non puoi operare con mani non dico libere ma almeno con poche catene diventa impossibile trarne qualcosa di utile o di funzionale.
Bene che però questa CdS sia definitiva e che chiuda il discorso senza lasciare spifferi aperti per rendere anche questa storia la telenovelas che ci sentiremo raccontare ogni giorno come per l'Academy: se sto benedetto stadio non s'ha da fare che ce lo dicano una volta per tutte in modo da chiudere questa storia e rassegnarci a stare all'olimpico bonificato dalla presenza delle merde. Chi s'accontenta gode, e noi finché avremo questa situazione dovremo decidere se trasformare il nostro accontentarci nel massimo sogno (anche non responsabile) della nostra vita da tifosi oppure se dedicare la nostra passione e i nostri sentimenti a situazioni esterne al calcio e alla Lazio.
Perché uno da Laziale impara benissimo ad incassare, ma senza manco la speranza, un giorno, di poter combattere con armi migliori allora diventa solo un tunnel senza uscita.