il problema sta nell'italico vizio, che chi ha un minimo potere, oltre a tendere a volerlo accrescere oltre le proprie competenze, mai e poi mai pensa di demandarlo a qualcuno, per paura di perdere visibilità e autorità.
La nostra cultura è fatta semplicemente, pesce più grande, mangia pesce più piccolo.
Il manager da noi non si preoccupano di come mandare avanti al meglio le cose, di circondarsi di gente capace,
ma semplicemente di come aver un ritorno personale, e di circondarsi di lacchè che gli ricordino quanto sono
bravi e furbi a danno degli altri.
In Italia non si produce, non si è interessati a far partecipare, coinvolgere, ad allargare agli altri qualsiasi
"benessere" collettivo, chi ha un minimo di potere, vede gli altri solo come dei potenziali attentatori dello
status quo raggiunto.
Nel caso specifico del calcio:
"io caccio li soldi, e se fa come la vedo io, se te sta bene ok, altrimenti quella è la porta"