libri

Aperto da MARA, 19 Mag 2010, 14:56

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

pan

*
Lazionetter
* 4.586
Registrato
sì sì immagino.

Kobra

*
Lazionetter
* 2.766
Registrato
Citazione di: TomYorke il 19 Lug 2018, 10:15
Capisco, guarda per me il sistema è proprio saltato.
Io in realtà posso parlare solo da libraio, e posso solo dire che se continuiamo così, non si salva nessuno.

Maggiori info,
plis.

All'epoca del governo Letta si era parlato di portare in detrazione i libri, poi non se ne fece nulla.
Non mi pare fosse una malvagia idea, in un paese dove i pochi che leggono spesso sono forti lettori

TomYorke

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 11.700
Registrato
Guarda quando ho un po' di tempo faccio una riflessione più ampia.
Il problema, per come vedo io le cose, è che si pubblica troppo e male, e questo ha trasformato libri, librerie e lettori.
Un disastro.

pan

*
Lazionetter
* 4.586
Registrato
molti editori, anche  prestigiosi, si sono snaturati. si giustificano dicendo che per rimanere in vita sono costretti a pubblicare i libri di fabio volo, quelli della hunziker o della blogger di sedici anni alla moda.
tramite i proventi di questi prodotti possono permettersi di pubblicare titoli decenti durante l'anno.
è solo cassa. ma nel frattempo la qualità collassa, il prestigio non ne parliamo.
da lì, a cascata, gli autori prescelti non devono garantire solo qualità letteraria, come una volta, ma gioventù, bella presenza, sbattersi per promuovere il proprio libro, curriculum accattivante e magari una bella scuola di scrittura holden alle spalle che uniforma tutti gli stili. finiti i tempi dello scrittore introverso che scriveva e basta e se voleva rimaneva tranquillo a casa sua. un gesualdo bufalino che pubblicò a 60 anni è quasi impensabile adesso.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

TomYorke

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 11.700
Registrato
Citazione di: pan il 19 Lug 2018, 12:43
molti editori, anche  prestigiosi, si sono snaturati. si giustificano dicendo che per rimanere in vita sono costretti a pubblicare i libri di fabio volo, quelli della hunziker o della blogger di sedici anni alla moda.
tramite i proventi di questi prodotti possono permettersi di pubblicare titoli decenti durante l'anno.
è solo cassa. ma nel frattempo la qualità collassa, il prestigio non ne parliamo.
da lì, a cascata, gli autori prescelti non devono garantire solo qualità letteraria, come una volta, ma gioventù, bella presenza, sbattersi per promuovere il proprio libro, curriculum accattivante e magari una bella scuola di scrittura holden alle spalle che uniforma tutti gli stili. finiti i tempi dello scrittore introverso che scriveva e basta e se voleva rimaneva tranquillo a casa sua. un gesualdo bufalino che pubblicò a 60 anni è quasi impensabile adesso.

100% pan.

mdfn

*
Lazionetter
* 2.134
Registrato
Un altro problema è che i libri li compriamo ma non li leggiamo. E se non li leggiamo, continueranno a stampare schifezze. Tra l'altro, non so se ci avete fatto caso, molti best-seller passato qualche anno li troviamo in gran numero nei mercatini dell'usato, sono sempre gli stessi, lo compro perché lo comprano tutti, leggo due pagine, mi stanco e me ne disfo.

E poi, pure noi che abbiamo velleità letterarie forse dovremmo accontentarci di essere degli scrittori dilettanti e ammettere che il mestiere di scrivere è molto difficile, pochi lo possono fare.

pan

*
Lazionetter
* 4.586
Registrato
Citazione di: mdfn il 19 Lug 2018, 13:17

E poi, pure noi che abbiamo velleità letterarie forse dovremmo accontentarci di essere degli scrittori dilettanti e ammettere che il mestiere di scrivere è molto difficile, pochi lo possono fare.

certo. infatti il self può essere una buona alternativa. ovvio che magari il tuo manoscritto lo invii lo stesso a Marsilio tanto per non lasciare niente di intentato ma ciò non significa che ti senti Flaubert.  ;)

sergione

*
Lazionetter
* 2.540
Registrato
Citazione di: TomYorke il 19 Lug 2018, 09:56
Mi potresti segnalare, anche in pvt se preferisci,  il tuo libro?

Sull'editoria è veramente arrivato il momento di aprire un tavolo serio. Le scelte dei grandi gruppi editoriali stanno uccidendo tutti, non solo le realtà indipendenti.
Vabbè me so' sfogato.
Ti ho mandato un messaggio con indicazioni.
Non sarei la persona piu' adatta a discutere di editoria vista la mia estraneita' a questo mondo, ma l'esperienza di questo mio primo libro ed il contatto con alcune case editoriali mi ha fatto toccare con mano (ancora una volta) il degrado del nostro Paese.
Come sempre non tutte le colpe vanno attribuite a chi decide e comanda ed anche in questo caso  la difficile situazione dell'editoria italiana non mi meraviglia se anni orsono "Il libro delle barzellette di Totti" e' risultato uno dei libri piu' acquistati.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

TomYorke

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 11.700
Registrato

meanwhile

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 9.015
Registrato
Citazione di: TomYorke il 19 Lug 2018, 12:24
Guarda quando ho un po' di tempo faccio una riflessione più ampia.
Il problema, per come vedo io le cose, è che si pubblica troppo e male, e questo ha trasformato libri, librerie e lettori.
Un disastro.

fino a pochi anni fa, compratore e lettore compulsivo.
passaggio settimanale in libreria, quasi mai ritorno a mani vuote, come minimo lasciavo un ordine.
ricordo i primi anni della diffusione capillare di internet, il timore che si smettesse di pubblicare in formato cartaceo.
oggi, mentre il mio spacciatore di libri ha chiuso da tempo e cerca di reinventarsi un lavoro, le librerie della mia città sono più che raddoppiate di numero, strabordano di libri che, io credo, nessuno compra e tantomeno legge, e soprattutto rendono una mia visita totalmente inutile dato che i pochi che acquisto sono o perchè vado sul sicuro oppure mi ha incuriosito una segnalazione su qualche blog o forum che seguo.
sono anni che non vedo una proposta interessante su uno scaffale o in vetrina.
un pò sarà perchè sì, "non è un paese per vecchi", ma un pò di sicuro è perchè l'offerta fa davvero abbastanza schifo.

tom, se non ho capito male sei un libraio, se ti passo un paio di titoli fuori catalogo hai voglia di farmi una ricerca?

sergione

*
Lazionetter
* 2.540
Registrato
Citazione di: mdfn il 19 Lug 2018, 13:17
Un altro problema è che i libri li compriamo ma non li leggiamo. E se non li leggiamo, continueranno a stampare schifezze. Tra l'altro, non so se ci avete fatto caso, molti best-seller passato qualche anno li troviamo in gran numero nei mercatini dell'usato, sono sempre gli stessi, lo compro perché lo comprano tutti, leggo due pagine, mi stanco e me ne disfo.

E poi, pure noi che abbiamo velleità letterarie forse dovremmo accontentarci di essere degli scrittori dilettanti e ammettere che il mestiere di scrivere è molto difficile, pochi lo possono fare.
Secondo me il problema è ben piu semplice ovvero in Italia si legge poco. Nella mia cerchia di conoscenze che avevo in Italia la lettura di un libro si limitava alle due settimane di vacanze estive. Adesso abito in Austria e chiunque, dalla casalinga all'operaio, pratica la lettura come attivita' quasi ordinaria. Mio suocero, artigiano-imprenditore che ha lavorato per 40 anni 12 ore il giorno  ( ma mai il week end perché era dedicato alla lettura) adesso che è in pensione legge circa 2 libri a settimana. Troveresti un suo omologo in Italia? Puo' darsi, ma dovresti fare una ricerca con un buon GPS.

giggio

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 11.004
Registrato
Sinceramente non ho notato che all'estero si legga di più, magari è diversa la fascia d'età, non saprei.. Comunque sì, in Italia non ho un amico che legge

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

sergione

*
Lazionetter
* 2.540
Registrato
Citazione di: giggio il 20 Lug 2018, 09:37
Sinceramente non ho notato che all'estero si legga di più, magari è diversa la fascia d'età, non saprei.. Comunque sì, in Italia non ho un amico che legge
Guarda, anche senza andare all' estero. Vai su una spiaggia italiana e nota cosa ha in mano un vacanziero italiano e cosa ha in mano un vacanziero straniero. Gazzetta dello Sport + Chi contro un libro.

TomYorke

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 11.700
Registrato
Citazione di: meanwhile il 19 Lug 2018, 22:54


tom, se non ho capito male sei un libraio, se ti passo un paio di titoli fuori catalogo hai voglia di farmi una ricerca?

Certo!

Sonni Boi

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 16.452
Registrato
Io sto cercando disperatamente in cartaceo (che aborro le letture elettroniche) "Il vino degli altri", di Scanzi. Niente su Amazon, niente nelle librerie, a quanto pare tutte le copie cartacee sono esaurite e di ristampa per ora non se ne parla.

Qualcuno (magari Tom il libraio) sa aiutarmi?

TomYorke

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 11.700
Registrato
Avete tutti già evidenziato i problemi e le storture dell'editoria in Italia, io per quel che mi riguarda posso provare a fare un discorso d'insieme.

Tutto parte dalla crisi della grande editoria.
L'editoria ha reagito nel modo peggiore possibile alla sua crisi, come evidenziava Pan. L'idea di produrre dei libri che siano assimilabili ad un prodotto di consumo qualsiasi per fare cassa non ha migliorato i conti, e in più ha contribuito alla crisi dell'editoria e delle librerie indipendenti per una serie di motivi.

Il più banale è questo: se il mercato viene riempito di prodotti scadenti che devono essere assolutamente venduti, le energie saranno tutte spese a promuovere e mettere in mostra questi prodotti, che altrimenti non avrebbero alcun senso in una libreria. Le cose buone che vengono pubblicate si perdono quindi in questo marasma. Le libreria, non solo quelle delle grandi catene, diventano quindi un negozio come un altro, dove il libraio e la libreria non giocano alcun ruolo specifico. Al lettore è già stato comunicato tutto in tutti i canali d'informazione. Si entra, si prende il libro del blogger/influencer/personaggio pubblico, si esce dalla libreria e tanti saluti. L'idea che questi libri possano in qualche misterioso modo trainare libri che hanno più senso di esistere, si dimostra falsa. Il nuovo lettore non gira la libreria alla scoperta di niente. Sa cosa vuole, e vuole solo quella cosa (parlo soprattutto dei ragazzi dai 13 ai 20 anni). La libreria diventa una piattaforma come un'altra (ecco perché Amazon vince a mani basse),ci si accede solo se c'è in vendita un prodotto di consumo che si vuole in quel momento.

I librai, e io non faccio eccezione, sono sempre meno preparati. Anche da me, dove lo spazio limitato e la scelta di genere produco alla base una prima selezione, arrivano ogni settimana una quantità di novità che non mi permettono una scelta responsabile. Il sistema delle rese inoltre non obbliga i librai ad una scelta responsabile. I libri hanno ormai una durata di esposizione di qualche mese. Esce un libro a gennaio 2018, se ad aprile non ha venduto, si mette in resa. Gli unici a guadagnarci qualcosa è la grande distribuzione, tutti gli altri ci perdono anche in questo sistema ,che in teoria è pensato per dare un po' di respiro alle librerie. La realtà è che le librerie sono piene di libri che il libraio non ha scelto, di buona parte di quei libri il libraio non sa quasi nulla.

Un'altra tendenza che si è accentuata da qualche anno a questa parte è quella di far diventare qualsiasi cosa inflazionata. Esce un libro che ha un discreto successo nel breve/medio periodo? La grande editoria farà uscire nei mesi successivi solo titoli che possano in qualche modo essere accomunati a quel titolo. Uno dei casi più eclatanti in questo senso che mi è capitato di vedere è stato "La ragazza del treno". Tutto sommato un buon thriller, ha avuto un enorme successo (è stato pubblicizzato al limite dello stalkeraggio). Nei mesi successivi sono usciti solo thriller con titoli tipo "La ragazza del bus", "La ragazza del giardino", "La ragazza del bar" etc. etc. etc. In alcuni casi non si trattava nemmeno di libri malvagi, anzi, ma anche il consumatore con meno spirito critico, come può reagire ad una cosa del genere?
In più costringeranno l'autore che ha avuto successo a pubblicare 4 libri in 12 mesi. Come possono essere secondo voi questi 4 libri scritti in 12 mesi? E non si tratta di scrittori "scarsi", sono semplicemente umani e vi assicuro che di scrittori bravi rovinati da questa logica, ce ne sono veramente tantissimi.

Ok per ora  mi fermerei  :)

vaz

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 56.085
Registrato
sono d'accordo col libraio.
aggiungo una postilla al terzo capoverso:

alla base di tutto ciò secondo me c'è la perdita progressiva di ogni tipo di rapporto umano. quando vado in libreria con un'idea, spesso parlando con un libraio preparato finisco per uscire con altri 2/3 libri in più rispetto alla mia idea. ora, come detto nel post precedente, l'amazon-modo-di-fare si trasferisce per osmosi anche in luoghi pubblici.

a proposito della situazione dell'editoria, consiglio il saggio "Pazzi scatenati", di Federico Di Vita.

StylishKid

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 28.258
Registrato
Citazione di: TomYorke il 20 Lug 2018, 10:56
A

Un'altra tendenza che si è accentuata da qualche anno a questa parte è quella di far diventare qualsiasi cosa inflazionata. Esce un libro che ha un discreto successo nel breve/medio periodo? La grande editoria farà uscire nei mesi successivi solo titoli che possano in qualche modo essere accomunati a quel titolo. Uno dei casi più eclatanti in questo senso che mi è capitato di vedere è stato "La ragazza del treno". Tutto sommato un buon thriller, ha avuto un enorme successo (è stato pubblicizzato al limite dello stalkeraggio). Nei mesi successivi sono usciti solo thriller con titoli tipo "La ragazza del bus", "La ragazza del giardino", "La ragazza del bar" etc. etc. etc. In alcuni casi non si trattava nemmeno di libri malvagi, anzi, ma anche il consumatore con meno spirito critico, come può reagire ad una cosa del genere?
In più costringeranno l'autore che ha avuto successo a pubblicare 4 libri in 12 mesi. Come possono essere secondo voi questi 4 libri scritti in 12 mesi? E non si tratta di scrittori "scarsi", sono semplicemente umani e vi assicuro che di scrittori bravi rovinati da questa logica, ce ne sono veramente tantissimi.


Madonna come è vera sta cosa!!!

Mi ricordo quando c'era la moda dei templari, cazzo non potevi entrare in libreria senza inciampare nel cartonato del cavaliere templare con la spada sguainata.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

TomYorke

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 11.700
Registrato
Ah un'altra cosa; la politica degli sconti.
Ma possibile che non si riesca a fare una legge decente che regoli questa situazione?
E' assurdo che un libro appena uscito sia disponibile su Amazon già con uno sconto del 15%, e in generale la cosa va regolamentata.
Una qualche tutela alle librerie indipendenti si può pensare, o dobbiamo cedere all'idea che niente ha più senso, chiudiamo la serranda e ci godiamo tutti insieme Amazon?

sergione

*
Lazionetter
* 2.540
Registrato
Citazione di: TomYorke il 20 Lug 2018, 10:56
Avete tutti già evidenziato i problemi e le storture dell'editoria in Italia, io per quel che mi riguarda posso provare a fare un discorso d'insieme.

Tutto parte dalla crisi della grande editoria.
L'editoria ha reagito nel modo peggiore possibile alla sua crisi, come evidenziava Pan. L'idea di produrre dei libri che siano assimilabili ad un prodotto di consumo qualsiasi per fare cassa non ha migliorato i conti, e in più ha contribuito alla crisi dell'editoria e delle librerie indipendenti per una serie di motivi.

Il più banale è questo: se il mercato viene riempito di prodotti scadenti che devono essere assolutamente venduti, le energie saranno tutte spese a promuovere e mettere in mostra questi prodotti, che altrimenti non avrebbero alcun senso in una libreria. Le cose buone che vengono pubblicate si perdono quindi in questo marasma. Le libreria, non solo quelle delle grandi catene, diventano quindi un negozio come un altro, dove il libraio e la libreria non giocano alcun ruolo specifico. Al lettore è già stato comunicato tutto in tutti i canali d'informazione. Si entra, si prende il libro del blogger/influencer/personaggio pubblico, si esce dalla libreria e tanti saluti. L'idea che questi libri possano in qualche misterioso modo trainare libri che hanno più senso di esistere, si dimostra falsa. Il nuovo lettore non gira la libreria alla scoperta di niente. Sa cosa vuole, e vuole solo quella cosa (parlo soprattutto dei ragazzi dai 13 ai 20 anni). La libreria diventa una piattaforma come un'altra (ecco perché Amazon vince a mani basse),ci si accede solo se c'è in vendita un prodotto di consumo che si vuole in quel momento.

I librai, e io non faccio eccezione, sono sempre meno preparati. Anche da me, dove lo spazio limitato e la scelta di genere produco alla base una prima selezione, arrivano ogni settimana una quantità di novità che non mi permettono una scelta responsabile. Il sistema delle rese inoltre non obbliga i librai ad una scelta responsabile. I libri hanno ormai una durata di esposizione di qualche mese. Esce un libro a gennaio 2018, se ad aprile non ha venduto, si mette in resa. Gli unici a guadagnarci qualcosa è la grande distribuzione, tutti gli altri ci perdono anche in questo sistema ,che in teoria è pensato per dare un po' di respiro alle librerie. La realtà è che le librerie sono piene di libri che il libraio non ha scelto, di buona parte di quei libri il libraio non sa quasi nulla.

Un'altra tendenza che si è accentuata da qualche anno a questa parte è quella di far diventare qualsiasi cosa inflazionata. Esce un libro che ha un discreto successo nel breve/medio periodo? La grande editoria farà uscire nei mesi successivi solo titoli che possano in qualche modo essere accomunati a quel titolo. Uno dei casi più eclatanti in questo senso che mi è capitato di vedere è stato "La ragazza del treno". Tutto sommato un buon thriller, ha avuto un enorme successo (è stato pubblicizzato al limite dello stalkeraggio). Nei mesi successivi sono usciti solo thriller con titoli tipo "La ragazza del bus", "La ragazza del giardino", "La ragazza del bar" etc. etc. etc. In alcuni casi non si trattava nemmeno di libri malvagi, anzi, ma anche il consumatore con meno spirito critico, come può reagire ad una cosa del genere?
In più costringeranno l'autore che ha avuto successo a pubblicare 4 libri in 12 mesi. Come possono essere secondo voi questi 4 libri scritti in 12 mesi? E non si tratta di scrittori "scarsi", sono semplicemente umani e vi assicuro che di scrittori bravi rovinati da questa logica, ce ne sono veramente tantissimi.

Ok per ora  mi fermerei  :)
Il sistema delle rese non lo conoscevo. Come funziona? Il libraio ha un tempo massimo dopo il quale restituisce l'invenduto o la casa editrice lo stabilisce prima?
Comunque ti voglio raccontare questa.
Dopo aver scritto questo primo libro, ho inviato (solo per scommessa, senza alcuna ambizione) il manoscritto ad una ventina di case editrici.
Ben 4 mi hanno risposto di essere interessate al mio libro, sono convincenti, ti fanno sentire uno scrittore di talento.
Poi ho avuto un colloquio con queste ed ho capito tutto......
Sostanzialmente gli aspiranti scrittori servono a finanziare i Fabio Volo e le Parodi di turno.
Una me lo ha detto molto chiaramente.

Discussione precedente - Discussione successiva