MI03 Ivano Fossati o Fabrizio De Andrè

Aperto da V., 22 Mar 2014, 17:22

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blow

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Citazione di: porgascogne il 10 Apr 2014, 11:16
due post da incorniciare, kelly

grandissimo kelly.
sul fatto che battisti fosse annia avanti a tutti mai avuto dubbi.

Nanni

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Citazione di: kelly slater il 10 Apr 2014, 01:09

...

E allora chi rimane? Dalla lo lascerei da parte per ovvi motivi,

...


E perché mai, Kelly (belle argomentazioni musicali, complimenti).
Lucio Dalla è quello di Anna e Marco, che è un "comizio d'amore" in musica, vivo, visibile, vero. Non scherziamo. Lucio Dalla è quello di "guida tu che sono stanco". Non è uno scherzo. E' passione pura, animale.

kelly slater

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Citazione di: Nanni il 10 Apr 2014, 12:57
E perché mai, Kelly (belle argomentazioni musicali, complimenti).
Lucio Dalla è quello di Anna e Marco, che è un "comizio d'amore" in musica, vivo, visibile, vero. Non scherziamo. Lucio Dalla è quello di "guida tu che sono stanco". Non è uno scherzo. E' passione pura, animale.

Questione spinosissima, caro Nanni, che ci porta su terreni minati.
V. parlava di virilita', problemi reali e vissuti col genere femminile, misoginia.
Ecco Dalla è sempre stato omosessuale, anche se non l'ha mai ammesso ne tantomeno rivendicato.
Pero' anche senza saperlo, a pelle si sente che non sta parlando di una cosa vissuta in prima persona.
Anna e Marco è una bella storia, Cara è una stupenda canzone d'amore, e tante altre ce ne sono.
Ma non sta parlando di lui stesso, e comunque non è sempre richiesta questa cosa, per un cantautore.
L'importante è raccontare delle storie, delle emozioni, anche se mai vissute in prima persona, proprio
come nel caso di Futura.
L'arte nasce dall'immaginazione ed è libera proprio se affranca dalla propria condizione umana soggettiva.
Non entro nella polemica con parte del mondo gay, con Busi in prima fila, che l'ha sempre accusato
di essere un'ipocrita dalla doppia vita: baciapile della Chiesa e della morale cattolica in pubblico
e libertino trasgressivo con i ragazzi nella sua vita privata. Evidentemente è un problema che riguarda il mondo gay.
Pero' ecco, se cerchiamo, come faceva V., qualcuno che ti fa toccare con mano il dolore vero, le rosicate, l'orgoglio maschile ferito, beh Dalla è proprio l'ultimo da andare a cercare.

Nanni

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Non sono d'accordo.
Neanche un po'. Ho letto parole d'amore, ho pianto e ho sofferto sulle cose scritte da Pierpaolo Pasolini, da Oscar Wilde, da Catullo, persino Saffo a distanza di così tanti secoli, certe volte ti sfonda.
Poi, va bene, se la pietra angolare è Califano, mi ritiro in buon ordine, forse ho sbagliato a intervenire in questo thread.
Io parlavo di Amore. L'Amore di De André e di Fossati. Amore che neanche per loro è la parte femminile della virilità.

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kelly slater

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* 27.177
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Ma figurati Nanni, se mi parli di Pasolini e Oscar Wilde mi sciolgo (e mi viene subito in mente l'adorato Morrissey).
E' che il thread voleva sapere, nelle parole di V.:
Citazione di: V. il 22 Mar 2014, 17:22
l'essere virili nel parlar di donne.

V.

*
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* 12.186
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ma io lo faccio apposta, è il mio mestiere. devo stanare il kelly, metterci la faccia e farli uscire dalla tana.
grazie Kelly, godo di quanto hai scritto e non mi interessa se condivido o meno, a me interessa fare vuotare le saccocce senza però rifarsi una verginità davanti alle tastiere o ai microfoni... grande!

warp, approfondisci su Califano. ti prego

V.

*
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* 12.186
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Citazione di: Nanni il 10 Apr 2014, 15:34
Poi, va bene, se la pietra angolare è Califano, mi ritiro in buon ordine, forse ho sbagliato a intervenire in questo thread.

nanni tu sei una sponda molto rappresentativa. ti posso chiedere perché il Califfo non andava a genio, non andava bene? mi racconti questo ostracismo?

Warp

*
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io non sono un grosso esperto di Calfano, ho delle sensazioni, delle mie impressioni che non è detto siano corrette o condivisibili.

Califano è stato un artista del suo tempo, uno che ha saputo navigare in mezzo al mare dello spettacolo senza avere grossi padrini e padroni, ha saputo camminare in mezzo alla massa di "cantanti coi pianoforti a tracollo vestiti da pinocchio" e ai cantautori di area PCI,
E' stato capace di mettere in mostra se stesso, la sua vita, come effettivamente era, sfruttando questa sua capacità e facendola per certi versi piacere al pubblico bacchettone, perbene e borghesuccio della tv italiana.

ha saputo monetizzare il suo personaggio, trasformando tutte le leggende, le vulgata e il gossip su di lui in una biografia di un epoca. Un paraculo che sapeva andare in tv a fare la scimmia ammaestrata a recitare a copione la parte del vitellone donnaiolo dalla vita spericolata, fino a godersi la rivalutazione postuma trash che prima o poi spetta a tutti (da Fazio a Giusti a Latte e Derivati, e via dicendo)

Le sue canzoni erano spezzoni di vita, di vita anni 70, filtrate attraverso gli occhi di chi non gli fregava niente della politica del terrorismo, dei pipponi politici, del femminismo e delle  contestazioni che subivano i suoi colleghi.

L'ostracismo per cui la sinistra lo ha sempre detestato viene proprio da questo aspetto, lui "non era organico" alla pari di gente come Battiato, Gaber, Battisti, Bindi, non si è mai piegato al "politicamente corretto" e per questo bollato come fascista.

Bastava giocare col suo personaggio pubblicando il Kalisutra che subito tutto il baraccone picci-femminista-portatore di etica e morale gli si scagliasse contro, dando prova dell'epocale piccolo borghesismo che colpisce la sinistra italiana da sempre. Quella sinistra da salotto che adorava i poveri fasulli di Brutti sporchi e cattivi, ma poi se vedeva gli straccioni veri di Pasolini faceva la boccuccia schifata.

Non so chi ha visto il film 2 strani papà con Pippo Franco dove il nostro fa semplicemente se stesso, un borgataro che si atteggia, che gira col Maserati ma non ha i soldi per la benzina, che vive mantenuto dalle donne che di volta in volta lo noleggiano

Per certi versi una evoluzione fine anni 70 dell'accattone pasoliniano, che mi piace immaginare invece di morire a ponte Testaccio si alza comincia a cantare qualcuno lo porta per i locali e da li inizia una vita nel mondo dello spettacolo.

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italicbold

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Chiunque abbia almeno 40 anni e abbia vissuto a Roma e regione nei primi anni 80 delle televisioni private, non può' non aver visto I due papà.
Lo passavano ogni giorno almeno 2 volte e almeno su due canali.

Comunque la fate più tragica di quello che é. Bacchettoni, organico, baracconi, padrini, padroni...scusa Warp, ma é un po tutta retorica. In qualche modo speculare a quella, pretesa, di sinistra.
Una volta lessi un'intervista di Lando Buzzanca che diceva le stesse cose di se stesso. Che la sinistra bacchettona, eccetera eccetera, non gli aveva permesso di avere il grande successo planetario che meritava. Lando Buzzanca.
Insomma, mi sembra in qualche modo più una scusa che una reale disamina.
Ne é esempio lo stesso Battisti, di cui tutto si può' dire ma non che sia stato in qualche modo boicottato, se c'é un cantante che ha un disco in ogni famiglia italiana, quello é stato lui.
Interpetare i percorsi artistici sotto il prisma di questa fantomatica "spectra" che é stata la sinistra italiana mi sembra estremamente riduttivo. A volte ci sono spiegazioni molto più semplici.
Senza tenere contro che al momento della morte di Califano da mo che il baraccone della sinistra che gestisce, o boicotta, le carriere degli artisti era andato in pensione. Tutto il riflusso nel privato e l'edonismo degli anni 80 non sono bastati a rimettere in sesto carriera rovinate dalle botteghe oscure ?


Warp

*
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Citazione di: italicbold il 11 Apr 2014, 09:42

No ma io non ho detto che lo hanno boicottato o gli hanno rallentato la carriera.
Califano non ha mai detto niente in merito, al contrario di Buzzanca.
Ho detto che quelli erano tempi in cui chi era più vicino al "compromesso storico" godeva di maggiore agibilità, tra feste dell'unità, estati romane, eccetera. (questa cosa l'ha detta recentemente anche il cantore molisano)
Sul discorso dell'organicità ci sarebbe da discutere a lungo ed io penso che senza tirare fuori cospirazioni cosmiche o la spectre, semplicemente lo spettacolo italiano è gestito in gran parte dalla TV che è gestita fondamentalmente dalla politica.
Però questo non è il problema di Califano che come ho detto andava spesso in tv a fare il suo teatrino, è più un problema generale dell'epoca (e in parte anche di oggi).
Però è innegabile che lui non è stato mai particolarmente amato dalla sinistra per motivi poi dettati da un giudizio "morale" su di lui.
Lui è stato più volte arrestato e messo in prima pagina come cattivo soggetto, quando tutti ben sappiamo che in quel mondo la droga ha sempre girato a pieno regime, eppure lui ha pagato, altri no.
A quello mi riferisco quando parlo di padrini, chi ha le conoscenze giuste le notizie non le fa uscire sui giornali dammi retta. L'abbiamo visto con Calciopoli come funziona il circuito spettacolo-giornalismo-polizia-magistratura.

poi ripeto sono mie impressioni, magari sbagliate.


italicbold

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Beh, é già un punto di vista diverso.
E sul quale posso in qualche modo anche essere d'accordo.
Pero' va tenuto conto che Califano, come hai giustamente detto tu, si é costruito un teatrino, un personaggio dalla morale tutta personale. E che poi é stata la sua gabbia, anche privata. Non solo pubblica.
Non é stata la morale di sinistra ad averlo trasformato in cattivo soggetto.

Tralaltro mi viene in mente, su questo topic iniziato parlando di Fossati e finito a parlare di Califano, che entrambi hanno scritto due immense canzoni, e che canzoni, per Mia Martini.
Altra artista dal destino tragico e in qualche modo segnato.

Nanni

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Citazione di: V. il 10 Apr 2014, 16:39
nanni tu sei una sponda molto rappresentativa. ti posso chiedere perché il Califfo non andava a genio, non andava bene? mi racconti questo ostracismo?

Hanno risposto, anzi stanno rispondendo esaurientemente, su Califano, sia Warp che IP. Io aggiungo una sola cosa personale, semplicissima: a ma Califano fa schifo.
Non mi piace affatto, come non mi piace Ligabue, non mi piace ++++++++ o non mi piace Gigi Dalessio. Questione di gusti, a prescindere, nettamemente e con vigore, dalla pippa del cantautorato di sinistra, delle Scuderie Dandini-Fazio-Raitre di Guglielmi etc. da cui, insomma, mi piacerebbe poterci liberare una volta per tutte.

Il cantautorato italiano, ma anche quello internazionale (Leonard Cohen è o non è di Sinistra? e Bruce Springsteen? Carole King? Arlo Guthrie? e Pete Seeger?) appartiene a una certa area ideologica, ma non per acquisizione, forse semplicemente perchè è nelle cose, pensare, scrivere  e cantare certe cose ti pone da una certa parte, senza bisogno di tesseramenti o certificazioni. Clint Eastwood (che non è un cantautore, d'accordo, ma per capirsi) con quello che dice, con i film che fa, con quello che rappresenta, è Repubblicano. Sembra incredibile, no? fra Obama e Mitt Romney, alle ultime elezioni, il vecchio Clint ha votato Romney.

E' un'anomalia però, via.  A considerare questa situazione come "stabilita", come fissata e incontrovertibile, del resto sono solo Buzzanca, o Barbareschi, o, a suo modo, Califano, appunto.

Califano a me non è mai piaciuto. Le canzoni d'amore di Ivano Fossati, o di Fabrizio de André o di Lucio Dalla a me fanno emozionare. Le canzoni d'amore di Califano a me danno ai nervi.

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kelly slater

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Citazione di: italicbold il 11 Apr 2014, 10:11
Pero' va tenuto conto che Califano, come hai giustamente detto tu, si é costruito un teatrino, un personaggio dalla morale tutta personale. E che poi é stata la sua gabbia, anche privata. Non solo pubblica.
Non é stata la morale di sinistra ad averlo trasformato in cattivo soggetto.

Califano ha avuto una vita romanzesca.
Da piccolo vive una vita di stenti e povertá e viene messo in un collegio dal quale scappa.
A 18 anni muore il padre e lui comincia a prostituirsi per vivere.
Se una storia parte così è difficile poi giudicare e dire che ci si è costruiti un teatrino.
La morale del Califfo è la morale dei Gangsta rappers: lo sanno che è una merda quella nella quale sguazzano
ma non riescono a tirarsene fuori, e in qualche modo la cantano.

E in fondo si, esiste eccome un filo che unisce l'immaginario pasoliniano all'epopea del califfo.
In Una vita violenta il protagonista, sottoproletario ed emarginato, frequenta la sezione del msi.
Califano suonava alle feste di matrimonio della banda della magliana.
Gli anni 70, i fantastici anni 70', sono stati tante cose.
Sono stati l'ondata di sinistra travolgente che ribaltato schemi e ed egemonie culturali, ma sono stati anche i film poliziotteschi, che ritraevano una realtá fatta di malavita e crimine a-politico, solo a volte pericolosamente contiguo all'estrema destra.

Semo gente de borgata, che fa da colonna sonora a Brutti sporchi e cattivi, è di Califano/Vianello.
Califano si è fatto tre anni di galera e ha scritto un album chiamato Impronte digitali.
Dalla borgata al jet set senza mai passare dalla vita " normale" di quei proletari e piccoli borghesi
che impegnandosi nei movimenti o votando in massa PCI stavano cercando di cambiare il paese.
È questa la grande colpa di Califano

Quando il Pdci di  diliberto nel 2007 scelse la sua Tutto il resto è noia come inno della festa comunista
il califfo commentò: "vedi sti communisti, nun m'hanno mai invitato a soná alle feste loro
e mò me se fregano la canzone mia più famosa" .

genesis

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Califano non mi è mai piaciuto.
Ha scritto alcune belle canzoni, ma nel complesso non mi è mai andato a genio.
E, ad un certo punto della sua carriera, ha capito che gli conveniva più fare il personaggio che l'artista.

kelly slater

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Citazione di: italicbold il 11 Apr 2014, 09:42
Ne é esempio lo stesso Battisti, di cui tutto si può' dire ma non che sia stato in qualche modo boicottato, se c'é un cantante che ha un disco in ogni famiglia italiana, quello é stato lui.

Cosa?
Battisti non è stato boicottato?
Battisti venne stroncato regolarmente dai giornalisti musicali almeno fino alla metá degli anni 70'.
Dicevano che era stonato, dicevano che copiava, dicevano che era cupo, che era una lagna.
E nonostonate le stroncature appena usciva un suo disco vendeva centinaia di migliaia di copie.
Battisti il sistema ce l'aveva contro eccome, ma non potevano arginare il suo successo.
Misero in giro la voce secondo la quale dava dei soldi a gruppi di estrema destra, oppure era del msi.
I boschi di braccia tese, il mare nero, la fiamma.
Tutte cazzate per screditarlo e metterlo in cattiva luce.
Poi, ricordiamolo sempre, Battisti era un musicista, un innamorato di musica, i testi li scriveva Mogol
e Mogol cantava di cose che riguardavano il privato.
A un certo punto, da timido qual'era, Battisti si ritira dalla televisione e dalla radio, incapace di gestire le critiche continue che gli piovono addosso.

Eppure, paradossalmente, avrebbe dovuto partecipare al festival di Re Nudo al parco Lambro del 76.
Battisti lo aveva richiesto esplicitamente, perchè voleva proporre Anima Latina al pubblico dei festival.
Pensa quanto poteva essere fascista.
La cosa saltò perchè le femministe si impuntarono sul testo di Io ti venderei, reputato troppo maschilista.

Battisti rifiutó a gianni agnelli in persona un concerto privato per la fiat in cambio del compenso di un miliardo di lire.
Nel covo delle BR di via monte nevoso venne ritrovata
a discografia completa di Battisti.

italicbold

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Citazione di: kelly slater il 11 Apr 2014, 11:08
Cosa?
Battisti non è stato boicottato?
Battisti venne stroncato regolarmente dai giornalisti musicali almeno fino alla metá degli anni 70'.
Dicevano che era stonato, dicevano che copiava, dicevano che era cupo, che era una lagna.
E nonostonate le stroncature appena usciva un suo disco vendeva centinaia di migliaia di copie.
Battisti il sistema ce l'aveva contro eccome, ma non potevano arginare il suo successo.
Misero in giro la voce secondo la quale dava dei soldi a gruppi di estrema destra, oppure era del msi.
I boschi di braccia tese, il mare nero, la fiamma.
Tutte cazzate per screditarlo e metterlo in cattiva luce.
Poi, ricordiamolo sempre, Battisti era un musicista, un innamorato di musica, i testi li scriveva Mogol
e Mogol cantava di cose che riguardavano il privato.
A un certo punto, da timido qual'era, Battisti si ritira dalla televisione e dalla radio, incapace di gestire le critiche continue che gli piovono addosso.

Eppure, paradossalmente, avrebbe dovuto partecipare al festival di Re Nudo al parco Lambro del 76.
Battisti lo aveva richiesto esplicitamente, perchè voleva proporre Anima Latina al pubblico dei festival.
Pensa quanto poteva essere fascista.
La cosa saltò perchè le femministe si impuntarono sul testo di Io ti venderei, reputato troppo maschilista.

Battisti rifiutó a gianni agnelli in persona un concerto privato per la fiat in cambio del compenso di un miliardo di lire.
Nel covo delle BR di via monte nevoso venne ritrovata
a discografia completa di Battisti.

Il che, appunto é quello che volevo dire, non ha impedito a Battisti di essere e diventare Lucio Battisti.
I giornalisti poco hanno potuto fare, se scientemente lo hanno fatto, per arginare un successo universale e condiviso.
Compreso lo scaffale di Via Monte nevoso.
Era quello che volevo dire.
Califano non é stato Battisti non perché fosse inviso ai giornalisti, ma perché non era Battisti.
Il che non impedisce di pensare che gli anni 70 siano stati un decennio particolare.
Mi viene in mente, ad esempio, la spiegazione che diede sempre Guccini su Eskimo, una delle sue canzoni più conosciute. Che venne analizzata e venduta come una canzone "sulla" storia quando era, invece, solo una canzone su "una" storia d'amore.

Warp

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Citazione di: Nanni il 11 Apr 2014, 10:35
Il cantautorato italiano, ma anche quello internazionale (Leonard Cohen è o non è di Sinistra? e Bruce Springsteen? Carole King? Arlo Guthrie? e Pete Seeger?) appartiene a una certa area ideologica, ma non per acquisizione, forse semplicemente perchè è nelle cose, pensare, scrivere  e cantare certe cose ti pone da una certa parte, senza bisogno di tesseramenti o certificazioni.

Sai cos'è Nanni che questa è una polemica prettamente italiana, che avendo avuto per 50 anni un partito comunista cosi grande che inglobava tutto chi ne stava fuori era guardato con sospetto se non con astio.

Guardiamo a come tutta l'informazione di area PCI trattò il movimento bolognese del 77 (Veltroni nel suo documentario ha dimenticato di dire che Berlinguer appoggiò l'invio dei blindati dell'esercito contro il movimento studentesco dopo l'assassinio di Lorusso).

All'estero non interessa se un artista sia di destra o di sinistra (a meno che non ne faccia esplicita manifestazione, voglio dire Pete Seeger, o Billy Bragg, lo sanno tutti come la pensa(va)no).

Leonard Cohen ha scritto pezzi che non si allontanano poi di tanto da quelli di Califano (un disco come death of a ladies' man o un pezzo come don't go home with your hard-on) eppure non lo definirei ne di destra ne di sinistra (concetti che in America sono molto più relativi che in Europa) e perchè? perchè non ne hanno bisogno. sono artisti che possono piecerti o no, ma che non devono scendere a patti col potere per poter esercitare la loro opera.

Basterebbe citare le ridicole polemicucce da salottino stalinista per screditare gente come Alberto Fortis, il massacro subito da Alan Sorrenti "dopo figli delle stelle", il processo che hanno subito gli Area dopo la morte di Stratos o vogliamo parlare degli assalti ai concerti di Frank Zappa e Lou Reed?

Queste sono cose viste solo in Italia e in nessun altro paese civile.

Ma quante ne hanno dette a Battiato (ancora recentemente dopo il suo impegno con Crocetta)? fascista, qualunquista, snob, quando suonò nell' 87 in vaticano lo hanno fatto nero sui giornali perche andava a suonare nella sala del Papa.

In italia purtroppo la politica si è impegnata indefessamente fin dai tempi di toto e carolina e ladri di biciclette per mettere il bastone tra le ruote degli artisti non graditi o non sufficientemente ossequianti

NandoViola

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la metto giù in modo duro (e forse ingiusto): in un paese dove giravano dalla, battisti, de andrè, de gregori, guccini, gaber, vecchioni... ma che ce facevi cò califano?! flashback, se poi si guarda all'italia degli anni 70, esistevano le due chiese (cattolici e comunisti) con le loro morali tetragone, ed uno così fuori da, quelle, regole, era dura da accettare ed irregimentare, ed infatti quale fu lo scoglio dove si aggrappò? nel msi ed in un certo ambientone romano fuorilegge (o quasi).
gli è andata bene così, anzi, probabilmente il suo mito ne uscirà rafforzato negli anni a venire.
provate a pensarlo sudato, alla festa de l'unità, che canta, che ammicca, con la camicia sbottonata sur pelo, la capezza in bella mostra, ma senza poter dire la parola fregna, naaa, non era quello il suo humus, lui era più che popolare, era ab origine.
le due morali non si potevano piegare, alla fine si sarebbe piegato lui, gli è andata bene così.
rimane il peccato, grande, del travisamento: un grande Autore, scambiato per un semplice gangster sciupafemmine.

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kelly slater

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secondo me Warp, metti sullo stesso piano due cose contigue ma differenti.
da una parte l'operato dell'establishment dello spettacolo, vicino al pci, e la sua opera di monopolizzazione
di eventi culturali e mediatici.
dall'altra un'atmosfera generale culturale che non era direttamente controllata dal pci, ma anzi rappresentata
dall'area extra parlamentare del movimento, che censurava
tutto ciò che non fosse impegno politico esplicito in senso marxista.
ricordo i processi politici a De Gregori e ad altri cantautori di sinistra con l'accusa
di non essere abbastanza impegnati ed espliciti nella lotta contro il sistema capitalista.
gli attacchi ai concerti  di Lou reed e Led zeppelin li ricordavi tu.
quando il punk sbarcò da noi venne osteggiato dagli autonomi
come "decadenza fascista".
e invece, sigh, la massima espressione rivoluzionaria in musica veniva considerato il progressive
di gruppi pallosissimi e strasuperati

Nanni

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Be' però, come ogni altra cosa, bisogna sempre contestualizzare qualsiasi problematica.
L'ingerenza della cultura, anzi, dell'"ambiente" comunista (o pseudo-comunista). Sì, ma quando? in un periodo ben definito della storia Italiana. Forse da metà anni' 70 a Tangentopoli, ma inframezzato anche da periodi di fulgore Socialista (le mani le avevano  messe anche sullo spettacolo), e poi fagocitato (come tutto del resto) dall'avvento del Berlusconismo (e lì, gente capace di lavorare "anche" al di fuori dell'impero-Fininvest ce n'è stata a dire il vero poca).
Ma prima no. Prima, ragazzi, l'Italia era DC. Era altro. L'ingerenza della Chiesa, nei suoi aspetti più retrivi, era totale. Era tutto chiuso. C'era solo Claudio Villa e Gigliola Cinquetti, e Gianni Morandi. Già Celentano faceva storcere la bocca...
Prima, negli anni 60, Fabrizio de André i ragazzi a scuola (compreso Ivano Fossati, come ho detto, che andava al Ginnasio...) se lo passavano sottobanco, testi e accordi del tutto nascosti, come carbonari, fuori da ogni logica "normale". De André ma anche Tenco, anche Guccini (addirittura la censura bloccò "Dio è morto" sulla Rai per quasi trent'anni... e invece su Radio Vaticana andava in onda regolarmente...). La musica, la fruizione della musica era tutt'altra cosa.
Provate a immaginare Storia di un Impiegato (1971), quali canali mai avrebbe potuto attraversare per arrivare al proprio target. Via... ok, siamo d'accordo, dopo, per anni, forse per decenni, se eri comunista (o d'ambito comunista) forse avevi la carriera facilitata. Ma io forti dubbi sulla veridicità di questa cosa li nutro. Forse, per me, è una re-interpretazione a posteriori della storia.
Voglio dire, Rino Gaetano era omologo al PCI? ma dai...

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