che è un autore che a me spacca le palle come pochi, il che chiuderebbe il cerchio.

mah, a me pare - almeno al momento - che Scotellaro sia buono, anche laddove il contesto lo porta ad essere cattivo. Non perde se stesso, al massimo lo rielabora. Non è Walter White.
Lì si ho notato la complessità, il divenire qualcosa che in parte era già presente, l'evoluzione, il represso che emerge. Meraviglioso.
Scotellaro invece mi pare la figura positiva pure divenendo il cattivo.
Perché la trasformazione non si dà - per i miei gusti - se ammazzi, fai ammazzare qualcuno o diviene accettabile quello che per te non lo era. tu puoi restare buono anche davanti a questi cambiamenti, a cambiare è il contesto morale di riferimento.
La trasformazione, riprendo Walter White, è quando al di là del quadro, cambi proprio tu e diventi un autentico pezzo di merda. Questo non riesco a vederlo - almeno finora - in Scotellaro.
E dunque mi sembra confermare la retorica narrativa del cinema italiano in questi casi (mafia, terrorismo, stragismo, etc)