Bentornata, Silvia Romano!

Aperto da er polipo, 11 Mag 2020, 10:46

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er polipo

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Scusate, ma la discussione si chiama "Bentornata, Silvia" (o Aisha), e non "Conte e Di Maio", in qualunque salsa vogliate dipingerli.
Non so voi, ma io sono davvero super-contento che sia tornata a casa dai suoi familiari! Ed e' bello sapere che l'Italia, oltre ad armi e cazzoni di varia natura, esporta aiuto e passione per chi sta peggio di noi: che onore esserle connazionale!
L'unica cosa che voglio e' poter assicurare alla giustizia quelle vergogne umane che l'hanno tenuta sequestrata per tutto quel tempo, e lo dico non per senso di vendetta, ma solo ed esclusivamente per rispetto delle nostre leggi, per la nostra dignita' di popolo, per la sicurezza degli altri co-operanti che lavorano nel mondo ed infine per la stessa Aisha.
E' stata rapita: lo stato persegua i suoi rapitori.


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Citazione di: Davy_Jones il 12 Mag 2020, 09:25
forse non sono stato trasparente, ma io mi riferivo a conte e a di maio. le autorita' dovevano essere li', lei andava accolta, non c'e' dubbio. per me pero' poteva andarci qualcun altro. poteva andarci fico. poteva andarci la casellati. potevano andarci altri. conte e di maio, in questa circostanza, per me non dovevano andarci. non credo sia una questione di lana caprina. se l'hanno fatto solo per rappresentanza (e non lo credo), sono stati ingenui, perche' la questione non e' locale, non e' di poco conto e non coinvolge solo la ragazza e non avevano bisogno di una photo op.

Di Maio é il ministro degli esteri, é giusto che fosse li. Il fatto che ci fosse Conte non mi sembra che sia un errore particolare.

RG-Lazio

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Citazione di: skizzo87 il 12 Mag 2020, 00:29
Parto da un punto principale. Io sono strafelice che lei sia tornata a casa, e dovrebbe essere una gioia per tutta l'Italia.
Fotte sega se si e' pagato, anche se mette a repentaglio vite come la mia e di altra gente che conosco che lavora in questi contesti. L'Italia ha questa policy di "leave no one behind" ed e' giusta cosi'.

OT Rispondo visto che e' il mio campo.
Io che faccio questo lavoro, trovo ogni esperienza come un esperienza formativa che oggettivamente ti cambia. Nuove culture, nuovi stili di vita, sono quel qualcosa che ti arricchiscono personalmente.
Ma non si puo' e non si deve transigere su due cose:

  • la sicurezza - La sicurezza non e' negoziabile. E quando uno va in determinati contesti deve prendere tutte le misure del caso, perche' vuoi o non vuoi risalti, e tutti nei villaggi adiacenti sanno della tua presenza. Non esiste un rischio zero, ma cio' non toglie che uno deve mettere in piedi una serie di misure per prevenire. Onestamente su questo dubito che mandare un volontario, malgrado avesse un esperienza in Kenia, senza un determinato protocollo di sicurezza sia una scelta saggia.
  • il contributo al contesto sociale- uno quando va da qualche parte deve avere un ruolo ben preciso e dare qualcosa alla comunita'. Per me, per esempio, ONG che mandano ragazzi a giocare coi bambini in orfanotrofi et similia (facendosi peraltro pagare) sono da disprezzare totalmente. Il problema e' che  fai affezzionare dei bambini a delle persone che restano due settimane e poi se ne vanno; oltre a far sembrare l'attivita' un parco giochi con l'attrazzione di turno (i bambini). 
    Quando uno va in determinati contesti, e' ospite e deve fare il minor danno possibile. 

Scusami Skizzo, Io parto dal presupposto che quella sicurezza di cui parli sia l´ABC...non dobbiamo discutere dell´acqua calda...o almeno presumo che questa ONG e questa ragazza sapessero quello stavano facendo (rischi inclusi). Se cosí non fosse tale ONG dovrebbe chiudere domani.

Personalmente ho fatto 2 espierenze di 3 mesi in due diverse regioni del Brasile e prima di partire sono stato "formato" sulla situazione, sui rischi, su cosa fare e non fare. Mi hanno anche detto che non si "andava a giocare con i bambini". Una delle due esperienze, era in un postaccio davvero pericoloso, peró lo sapevo, sapevo come muovermi, da chi farmi accompagnare, etc. Ovviamente sapevo che era "rischioso". Rischio condiviso da me, dall´associazione e dai miei "tutor", per i quali ero quasi in parte
un "peso" in parte un aiuto, ma niente di fondamentale perché restavo poco e come hai detto tu, non puoi esercitare un ruolo operativo, sociale o emotivo nella vita di una comunitá, se sei di passaggio.

Magari sapete qualcosa dell´associazione di questa ragazza che al momento ignoro, ma, ripeto, presumo che questo iter sia di base.

Io non voglio che passi un immotivato discorso generalizzato del tipo "la cooperazione é una forma di sostegno sociale ed economico irresponsabile"

Non dobbiamo dimenticare che cos´é il Kenia, un posto dove andiamo tranquillamente in vacanza. Io sono stato in vacanza vicino a Malindi, posto "sicuro" con servizio di sicurezza. Personalmente mi muovevo spesso fuori dal resort...ebbene in questo resort, che si puó ancora oggi prenotare in qualsiasi agenzia di viaggio, due mesi dopo la mia vacanza, un gruppo armato é entrato in piena notte, ha sparato, ferito, quasi ammazzato, derubato...Nessuno si aspetta di essere ammazzato in un resort, peró é quasi successo.

Nessuno peró discute il senso della responsabilitá dei turisti (sia come soggetti che come categoria) e il resort sotto attacco rispettava anche gli standard di sicurezza. Semplicemente é successo.

Semplicemente quando ti si presentano 20 persone con AK-47...non c´é protocollo di sicurezza che tenga.

Dissento dal primo punto vista principalmente su una frase. La liberazione/riscatto di Silvia non mettono a rischio la vita dei cooperanti. Permettimi di dire che dipende principalmente che pur armati delle migliori intenzioni, siamo pur sempre parte del mondo ricco-occidentale. Ovviamente é una merda combattere quel sistema e allo stesso tempo essere ritenuti una sua rappresentazione. Si tratta di contraddizioni nelle quali ci muoviamo, che non dipendono dalla vicenda di Silvia, ma dalla storia e dalle conseguenze di equilibri geopolitici ingiusti...che forniscono il vero grano a gruppi terroristi, che senza un supporto territoriale, non esisterebbero e il supporto territoriale esiste perché ci sono troppi poveri, senza i diritti a minimi a cibo, istruzione e sanitá.         

   

ES

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Bentornata, Silvia.
Silvia.

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Bentornata Aisha.
In bocca al lupo.

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Citazione di: RG-Lazio il 12 Mag 2020, 10:01
Scusami Skizzo, Io parto dal presupposto che quella sicurezza di cui parli sia l´ABC...non dobbiamo discutere dell´acqua calda...o almeno presumo che questa ONG e questa ragazza sapessero quello stavano facendo (rischi inclusi). Se cosí non fosse tale ONG dovrebbe chiudere domani.

Personalmente ho fatto 2 espierenze di 3 mesi in due diverse regioni del Brasile e prima di partire sono stato "formato" sulla situazione, sui rischi, su cosa fare e non fare. Mi hanno anche detto che non si "andava a giocare con i bambini". Una delle due esperienze, era in un postaccio davvero pericoloso, peró lo sapevo, sapevo come muovermi, da chi farmi accompagnare, etc. Ovviamente sapevo che era "rischioso". Rischio condiviso da me, dall´associazione e dai miei "tutor", per i quali ero quasi in parte
un "peso" in parte un aiuto, ma niente di fondamentale perché restavo poco e come hai detto tu, non puoi esercitare un ruolo operativo, sociale o emotivo nella vita di una comunitá, se sei di passaggio.

Magari sapete qualcosa dell´associazione di questa ragazza che al momento ignoro, ma, ripeto, presumo che questo iter sia di base.

Io non voglio che passi un immotivato discorso generalizzato del tipo "la cooperazione é una forma di sostegno sociale ed economico irresponsabile"

Non dobbiamo dimenticare che cos´é il Kenia, un posto dove andiamo tranquillamente in vacanza. Io sono stato in vacanza vicino a Malindi, posto "sicuro" con servizio di sicurezza. Personalmente mi muovevo spesso fuori dal resort...ebbene in questo resort, che si puó ancora oggi prenotare in qualsiasi agenzia di viaggio, due mesi dopo la mia vacanza, un gruppo armato é entrato in piena notte, ha sparato, ferito, quasi ammazzato, derubato...Nessuno si aspetta di essere ammazzato in un resort, peró é quasi successo.

Nessuno peró discute il senso della responsabilitá dei turisti (sia come soggetti che come categoria) e il resort sotto attacco rispettava anche gli standard di sicurezza. Semplicemente é successo.

Semplicemente quando ti si presentano 20 persone con AK-47...non c´é protocollo di sicurezza che tenga.

Dissento dal primo punto vista principalmente su una frase. La liberazione/riscatto di Silvia non mettono a rischio la vita dei cooperanti. Permettimi di dire che dipende principalmente che pur armati delle migliori intenzioni, siamo pur sempre parte del mondo ricco-occidentale. Ovviamente é una merda combattere quel sistema e allo stesso tempo essere ritenuti una sua rappresentazione. Si tratta di contraddizioni nelle quali ci muoviamo, che non dipendono dalla vicenda di Silvia, ma dalla storia e dalle conseguenze di equilibri geopolitici ingiusti...che forniscono il vero grano a gruppi terroristi, che senza un supporto territoriale, non esisterebbero e il supporto territoriale esiste perché ci sono troppi poveri, senza i diritti a minimi a cibo, istruzione e sanitá.         


Grazie della risposta, e so che il mio punto di vista non e' popolare.

La policy italiana e' conosciuta nel mondo, e ti posso parlare di miei casi specifici dove nei briefing sicurezza delle NU menzionano sempre gli Italiani come una delle nazionalita' + "targeted" dai rapimenti. Purtroppo e' un dato di fatto, ma e' giusto che l'Italia paghi e continui a pagare.

Per quanto riguarda la sicurezza, queste sono le dichiarazioni della Romano - https://www.tpi.it/cronaca/silvia-mandata-allo-sbaraglio-famiglia-romano-indagini-ong-20200512600714/

Ma la colpa non e' solo dell'associazione... e' anche del giovane che non considera i rischi. Conosco pure io il Kenia, ci ho vissuto 3 anni e ho presente le zone. Ma 80 km nell'entroterra del Kenia, da solo come unico bianco, sei volente o nolente un "target" e non passi inosservato.
Poi l'incidente di sicurezza puo' succedere in una metro in Inghilterra, in un resort a Malindi, o dove ti pare - per me li' e' il destino - cio' non toglie che uno deve essere cosciente delle condizioni di sicurezza e del contesto.


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Citazione di: skizzo87 il 12 Mag 2020, 10:31
La policy italiana e' conosciuta nel mondo, e ti posso parlare di miei casi specifici dove nei briefing sicurezza delle NU menzionano sempre gli Italiani come una delle nazionalita' + "targeted" dai rapimenti. Purtroppo e' un dato di fatto, ma e' giusto che l'Italia paghi e continui a pagare.

Faccio l'avvocato del diavolo.
Questo però non potrebbe anche essere dovuto al fatto che non tutti siano d'accordo con questa politica e magari il briefing UN sulla sicurezza vuole marcare il segno di questi dissidi.
Se non sbaglio il caso Calipari fece uscire fuori anche profondissimi contrasti tra Italia e USA nella gestione di crisi simili. Non mi sembra che, sebbene +targeted, il numero di italiani nelle mani di sequestratori sia superiore a quello di altri paesi.

Pomata

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Citazione di: skizzo87 il 12 Mag 2020, 00:29
Parto da un punto principale. Io sono strafelice che lei sia tornata a casa, e dovrebbe essere una gioia per tutta l'Italia.
Fotte sega se si e' pagato, anche se mette a repentaglio vite come la mia e di altra gente che conosco che lavora in questi contesti. L'Italia ha questa policy di "leave no one behind" ed e' giusta cosi'.

OT Rispondo visto che e' il mio campo.
Io che faccio questo lavoro, trovo ogni esperienza come un esperienza formativa che oggettivamente ti cambia. Nuove culture, nuovi stili di vita, sono quel qualcosa che ti arricchiscono personalmente.
Ma non si puo' e non si deve transigere su due cose:

  • la sicurezza - La sicurezza non e' negoziabile. E quando uno va in determinati contesti deve prendere tutte le misure del caso, perche' vuoi o non vuoi risalti, e tutti nei villaggi adiacenti sanno della tua presenza. Non esiste un rischio zero, ma cio' non toglie che uno deve mettere in piedi una serie di misure per prevenire. Onestamente su questo dubito che mandare un volontario, malgrado avesse un esperienza in Kenia, senza un determinato protocollo di sicurezza sia una scelta saggia.
  • il contributo al contesto sociale- uno quando va da qualche parte deve avere un ruolo ben preciso e dare qualcosa alla comunita'. Per me, per esempio, ONG che mandano ragazzi a giocare coi bambini in orfanotrofi et similia (facendosi peraltro pagare) sono da disprezzare totalmente. Il problema e' che  fai affezzionare dei bambini a delle persone che restano due settimane e poi se ne vanno; oltre a far sembrare l'attivita' un parco giochi con l'attrazzione di turno (i bambini). 
    Quando uno va in determinati contesti, e' ospite e deve fare il minor danno possibile. 

anch'io lavoro in questi contesti, anzi il Kenya sarebbe una vacanza.
Sono d'accordissimo con te. Io ho un avversione totale per la maggior parte delle NGO (come quelle che mandano volontari a giocare con i bambini), perche' nonostante buone intenzioni creano piu' problemi di quelli che tentano di risolvere (ma questo e' un altro discorso), tranne per alcune di quelle legate alle UN o Medici senza frontiere.

Purtroppo da come ho letto lei lavora per un NGO molto piccola. La sicurezza deve ricadere su di loro. Se il contesto e' pericoloso e' necessario assumere anche dei mercenari per difenderti ma se mandano volontari dubito che se lo possano permettere, ma  almeno scaricarsi l'app che ti avvisa di situazioni particolari e permette alla tua societa' di controllare dove sei non e' difficile. In contesti pericolosi come Balochistan io non posso nemmeno andare ad una riunione a 100 metri di distanza senza approvazioni e security.

Detto questo la sicurezza puo' arrivare fino ad un certo punto, poi devi essere anche fortunato

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FatDanny

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Il caso Calipari fu un "incidente" accuratamente ricercato.
Tuttavia usciamo da questa idea della policy "italiana" perché non affatto solo italiana.

Sul resto delle criticità segnalate concordo, è il motivo per cui pur avendo iniziato la mia formazione universitaria proprio in quel campo (triennale a sc.pol. in cooperazione) poi conoscendolo più da vicino me ne sono allontanato.

Pomata

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Citazione di: FatDanny il 12 Mag 2020, 10:54
Il caso Calipari fu un "incidente" accuratamente ricercato.
Tuttavia usciamo da questa idea della policy "italiana" perché non affatto solo italiana.

Sul resto delle criticità segnalate concordo, è il motivo per cui pur avendo iniziato la mia formazione universitaria proprio in quel campo (triennale a sc.pol. in cooperazione) poi conoscendolo più da vicino me ne sono allontanato.

verissimo
Ci sono anche assicurazioni che si possono fare. Le grandi organizzazioni hanno tutte un "ransom fund" che ovviamente non pubblicizzano. Africa Milele si potra' a malapena permettere il biglietto aereo e allora e' meglio aiutare in un altro modo, almeno secondo me.

Davy_Jones

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Citazione di: FatDanny il 12 Mag 2020, 10:54
Il caso Calipari fu un "incidente" accuratamente ricercato.
Tuttavia usciamo da questa idea della policy "italiana" perché non affatto solo italiana.


nemmeno noi l'abbiamo sempre fatto, anzi. basta guardare l'iraq: https://en.wikipedia.org/wiki/Foreign_hostages_in_Iraq
ma non si dovrebbe far credere (come sta facendo, per fare un nome, purgatori) che lo fanno tutti perche' semplicemente non e' vero

skizzo87

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Citazione di: italicbold il 12 Mag 2020, 10:43
Faccio l'avvocato del diavolo.
Questo però non potrebbe anche essere dovuto al fatto che non tutti siano d'accordo con questa politica e magari il briefing UN sulla sicurezza vuole marcare il segno di questi dissidi.
Se non sbaglio il caso Calipari fece uscire fuori anche profondissimi contrasti tra Italia e USA nella gestione di crisi simili. Non mi sembra che, sebbene +targeted, il numero di italiani nelle mani di sequestratori sia superiore a quello di altri paesi.

Citazione di: FatDanny il 12 Mag 2020, 10:54
Il caso Calipari fu un "incidente" accuratamente ricercato.
Tuttavia usciamo da questa idea della policy "italiana" perché non affatto solo italiana.

Sul resto delle criticità segnalate concordo, è il motivo per cui pur avendo iniziato la mia formazione universitaria proprio in quel campo (triennale a sc.pol. in cooperazione) poi conoscendolo più da vicino me ne sono allontanato.
E' policy italiana perche' parliamo della Romano, ma non tutti i paesi pagano o almeno non "regolarmente". Ma ripeto io la trovo come un approccio giusto (se non volete usare la parola policy).

OT
Il caso "Calipari" fu un errore di tante parti.
http://www.invisible-dog.com/diariodiunaspiaabaghdad.html#mar5
EOT

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parlo per esperienze fatte più di 25 anni fa, per cui le cose possono essere cambiate
la sicurezza è un falso problema
i cooperanti muoiono negli incidenti stradali e si fanno molto male con droghe e malattie quando non muoino, anche le vacanze del cooperante possono risultare molto pericolose
solo molto dopo arriva il terrorismo, magari nei paesi dove il rapimento a scopo estorsione è endemico le cose cambiano leggermente
anzi nei progetti un po' di rischio fa gioco perché aumenta le spese e di conseguenza il nero, almeno ai tempi di andreotti


non conosco la storia di Silvia e oggi la sua storia è mediata dall'informazione
ma se è una volontaria, è un suo diritto andare dove gli pare, le spese sono a carico suo, e lo stato italiano ha il dovere di provare a salvarti
se fosse una cooperante, sarebbe da capire quali capacità ed esperienza ha visto l'ONG in una 21enne
ma bisogna ammettere che se per 2 mesi di quarantena la gente ha sclerato, lei ha dimostrato che ha le palle che gli fumano perchè la vita da prigioniera di terroristi dovrebbe essere abbastanza complicata e lei sembra esserne uscita benissimo
Citazione di: FatDanny il 12 Mag 2020, 10:54
...poi conoscendolo più da vicino me ne sono allontanato.
a volte si fanno troppi compromessi per salvare il mondo

FatDanny

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Citazione di: skizzo87 il 12 Mag 2020, 11:24
OT
Il caso "Calipari" fu un errore di tante parti.
http://www.invisible-dog.com/diariodiunaspiaabaghdad.html#mar5
EOT

OT

Gli americani sapevano, io all'errore o alla paura non credo manco un po'.
Ci hanno voluto dare un segnale chiaro della policy da seguire in quello scenario di guerra post 11 settembre.
Lo disse all'epoca Gigi Malabarba, ex membro del Copaco (oggi Copasir) con un libro:
https://edizionialegre.it/product/2001-2006-segreti-e-bugie-di-stato/

e successivamente i leaks usciti mostrano fortissime contraddizioni tra le ricostruzioni USA:
https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=405:malabarba-parla-di-calipari&catid=20:ipocrisie-e-dimenticanze&Itemid=31

Senatore, abbia pazienza – disse Letta – risponderemo alla sua interpellanza, ma deve capire con quali delicati equilibri internazionali dobbiamo fare i conti...

Non ci fu alcun errore. Purtroppo.

EOT

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Citazione di: skizzo87 il 12 Mag 2020, 10:31
Grazie della risposta, e so che il mio punto di vista non e' popolare.

La policy italiana e' conosciuta nel mondo, e ti posso parlare di miei casi specifici dove nei briefing sicurezza delle NU menzionano sempre gli Italiani come una delle nazionalita' + "targeted" dai rapimenti. Purtroppo e' un dato di fatto, ma e' giusto che l'Italia paghi e continui a pagare.

Per quanto riguarda la sicurezza, queste sono le dichiarazioni della Romano - https://www.tpi.it/cronaca/silvia-mandata-allo-sbaraglio-famiglia-romano-indagini-ong-20200512600714/

Ma la colpa non e' solo dell'associazione... e' anche del giovane che non considera i rischi. Conosco pure io il Kenia, ci ho vissuto 3 anni e ho presente le zone. Ma 80 km nell'entroterra del Kenia, da solo come unico bianco, sei volente o nolente un "target" e non passi inosservato.
Poi l'incidente di sicurezza puo' succedere in una metro in Inghilterra, in un resort a Malindi, o dove ti pare - per me li' e' il destino - cio' non toglie che uno deve essere cosciente delle condizioni di sicurezza e del contesto.

Grazie a te Skizzo, non é questione di essere popolare o meno, fai benissimo a chiarire...leggendo
l´articolo da te postato mi sono sentito un "povero illuso". Faccio fatica a credere a "difeso da un guerriero Masai"...stiamo scherzando vero???

Per me c´é differenza tra avere le palle e essere incosciente...non pensavo fossero cosí sprovveduti. Pensavo non fosse possibile.

In ogni caso, ho avuto l´impressione anche dalla mia esperienza che molte ONG facciano pressione sullo spirito di alcuni ragazzi, li mettano in situazioni un pó estreme (aldilá del pericolo) e poi crollino psicologicamente. Vi prego di correggermi se sbaglio, sono mie impressioni derivanti dalla mia limitatissima esperienza.
Tornando a questa, ricordo che alla fine della mia esperienza proposero a me e la mia ragazza (avevamo 22 e 23 anni) di tornare per un lungo periodo e di iniziare ad accogliere bambini orfani. Per caritá, ci avrebbero accompagnati, e il progetto aveva una sua serietá. Tuttavia non avevamo neanché 25 anni. Ci ragionammo e ci rendemmo conto che avremmo potuto fare piú danni che il resto.

Dall´altra parte, abbiamo un piccolo rimpianto, perché si trattava di una forma di vita valorizzante e ci stavamo bene.     

LaFonte

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Citazione di: ES il 12 Mag 2020, 10:04
Bentornata, Silvia.
Silvia.

Silvia. Non Aisha. Fino a quando non si capirà se questa "conversione" stava cominciando a maturare prima, io parto dalla presunzione fino a prova contraria che sia stata forzata, perchè quello è il modus operandi di quei maledetti (interessante questo articolo
https://www.corriere.it/cronache/20_maggio_11/silvia-romano-l-islam-fanatico-ti-spinge-uno-scambio-conversione-cambio-tua-vita-7a3e3acc-937f-11ea-9606-c84daa18e54a.shtml
sul Corriere ieri) e tra PSTD e sindrome di Stoccolma di possibilità ce ne sono a iosa.

(digressione) Senza contare che sarò io, ma non sono mai riuscita a capire come possa una donna occidentale che ha l'inestimabile fortuna di essere nata libera in un posto dove legalmente una donna vale quanto un uomo, può uscire di casa da sola, decidere chi sposare, studiare, guidare, viaggiare, lavorare, esprimere la sua opinione, votare, divorziare, avere beni propri e disporne liberamente, e solo Dio sa quanti altri diritti abbiamo e diamo per scontati, e aderire spontaneamente alla versione più estremista di una fede che si batte per eliminare tutto questo perchè Dio lo vuole. O sei follemente innamorata di un uomo che te lo chiede, o ti puntano una pistola alla testa o ti fanno il lavaggio del cervello. Non riesco proprio a concepire altra alternativa. Ma magari sono io che non capisco. Comunque rimpiango tantissimo le femministe anni 60-70 che a certi soggetti gli avrebbero dato il Corano in testa senza tanti problemi...(/digressione)

E per questo mi lascia molto amaro in bocca la gestione mediatica della vicenda, con lei che solo Dio sa cosa ha passato, frastornata dalla gioia della liberazione, dalla confusione del tornare in un posto totalmente diverso (politica, mascherine, distanziamento, quarantena, è difficile per noi capire cosa sta succedendo, figurati lei), col pensiero di cosa raccontare e non raccontare alla famiglia, buttata in pasto ai giornalisti senza un minimo di attenzione. Non l'hanno protetta, sti deficienti.
Ci voleva poco per suggerirle due frasi di circostanza. 
Invece, sai che ci sono gli squali che non aspettano altro, una crisi che morde, Al Shabaab che farà un figurone mondiale davanti agli altri gruppi terroristici, e la fai scendere dall'aereo, circondata da una folla di politici e giornalisti, velata in quel modo e le lasci dire "sono stata trattata bene, conversione autentica, spero di poter tornare là". Come buttare un cerino in un serbatoio di benzina, troppo grossa anche per Casalino per non pensare che fosse voluta per far parlare di altro per qualche giorno.
A parte questo, bentornata.

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Se io avessi incontrato Mohamed Ali non gli avrei detto aooo tu te chiami Cassius Clay, ma io sono abbastanza codardo, e lui era grosso.

skizzo87

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Citazione di: giovannidef il 12 Mag 2020, 11:26
...
La sicurezza non e' un falso problema, e lo e' pure per chi fa turismo (eh) - te non andresti mai da turista in una favela brasiliana perche' sai che saresti un obbiettivo. Se ci vai ci deve andare col contesto sicurezza giusto (misure, visibilita' minima etc...). Inoltre, i turisti restano in una zona specifica un tempo molto limitato, mentre un volontario/cooperante che sia ci sta per mesi. Crea una routine che lo rende facilmente "prendibile".

Non commento sul muoiono + per incidenti o per via delle droghe, che e' di un semplicismo assoluto.
Ma parliamo di epoche totalmente diverse.

Citazione di: RG-Lazio il 12 Mag 2020, 12:42
In ogni caso, ho avuto l´impressione anche dalla mia esperienza che molte ONG facciano pressione sullo spirito di alcuni ragazzi, li mettano in situazioni un pó estreme (aldilá del pericolo) e poi crollino psicologicamente. Vi prego di correggermi se sbaglio, sono mie impressioni derivanti dalla mia limitatissima esperienza.
Io do la mia opinione conoscendo un po' questo settore.
ONG cosi' non ne conosco. Secondo me, e' solo approssimazione di quella che e' la realta' sul terreno.
Cio' non toglie che molte ONG marciano pure sull'utilizzo di volontari e di giovani che per fare un po' di esperienza farebbero un po' di tutto. 

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razzismo, come al solito, come sempre.
fosse tornata amish, o buddista, magari le dicevano pure quanto fosse cool.

"le parti più estremiste" di una fede sono comuni a tutti gli integralismi, altro che Corano . una binetti, un socci, un adinolfi, un meluzzi e tanti come loro non sono certo moderni o democratici.

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