Vabbè è normale che un topic ospiti tutto.
Io per deformazione professionale ho i brividi a ogni post su un farmaco e non li scriverei mai, perché conosco bene il percorso che deve fare un farmaco per essere approvato.
Ora capisco che possano esserci molecole potenzialmente interessanti, e se fossi in fin di vita chiederei al medico di darmele tutte in un cocktail shaken e pure stirred.
Ruxolitinib 4 pazienti, di cui 2 così così, questa notizia non sarebbe mai dovuta uscire perché ecco subito i complotti di big pharma. Actemra pure, non si sa che si vuole. In Italia lo hanno regalato a chi lo voleva, stanno aspettando la fase 3 perché semplicemente si fa così. Se lo dai subito sei big pharma, se fai tutto come si deve sei big pharma, se lo avevi già pronto hai creato il virus in laboratorio e sei big pharma, se non lo hai pronto sei big pharma e sei cattiva perché non lo hai pronto oppure lo hai pronto e non lo dai.
A me piacerebbe che tutti partissero dal presupposto che per avere una cura ufficiale e approvata, che sia per alleggerire il carico TI o che guarisca tutti completamente, dall'insorgenza del virus servono almeno 6 mesi se già esiste, 18 mesi invece se è un nuovo farmaco (cifre un po' ad minchiam ma per dare un'idea - molti farmaci richiedono 10 anni di test e circa un miliardo di investimenti, e spesso falliscono proprio all'ultimo ostacolo e non usciranno mai). Nel frattempo si possono usare farmaci o in programmi di compassionate use, che è una applicazione accelerata per aiutare pazienti praticamente arrivati alla fine, o nel contesto di clinical trials, che è quello che si sta facendo con Actemra, che si dovrebbe fare con l'idrossiclorochina e che si dovrebbe fare con Ruxolitinib.
Fino ad allora, io lascerei perde e mi concentrerei sulla epidemiologia dell'infezione, che trovo al momento attuale sia la cosa più importante, ma anche gli aspetti sociopsicologici ad essa legati che ci toccano tutti da vicino.