coronavirus

Aperto da paolo71, 21 Feb 2020, 13:07

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orchetto

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Se chiudessero in base ai contatti dei contatti, a macchia di catena, arrivi chissà dove, stoppare o meglio non proseguire nelle quarantene, nella congiunzione tra il contatto e il contatto di contatto, permette alla baracca di andare avanti (questa è solo una spiegazione tecnica)

Thorin

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Citazione di: Baldrick il 15 Ott 2020, 16:51
Comunque, l'impressione che ho è quella di "accerchiamento". Solo negli ultimi 3 giorni, almeno 5 "contatti di contatti". Considerando che per lavoro vedo una trentina di persone al giorno, pur indossando sempre la mascherina mi aspetto di beccarmi il morbo nel giro di qualche settimana. O forse già ce l'ho, visto che oggi, per precauzione, sono dovuto tornare a casa causa mal di gola.

Ma al di là dei miei terrori personali, rintuzzati da una comunicazione (oggi molto più che nei giorni scorsi) particolarmente aggressiva, l'impressione è che tutti i protocolli siano andati bellamente a farsi benedire: impossibile chiudere scuola, come pure ho fatto nei mesi passati, ogni qual volta qualche studente o insegnante entri in contatto con un positivo. Si aspetta il tampone del "contatto del contatto" e si va avanti a lavorare, col rischio di creare un cluster. Saranno tre mesi d'inferno: spero davvero richiudano tutto, a cominciare dagli uffici per continuare con le scuole. Davvero non so cosa minchia aspettano.

Io 3 contatti di positivi nell'ultima settimana.
E' peggio di Marzo. Peggio.

ZombyWoof

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avrei qualche domanda per chiarire alcune cose che non sono certo di aver capito: 

1) mai fatto vaccini antinfluenzali, e non prendo influenze stagionali da 40 anni. Mi confermate che avendo  ormai una certa, sarebbe meglio farlo anche in ottica protezione Covid, o non ho capito niente? se dovessero scarseggiare non vorrei però levarlo a qualcuno che ne ha più bisogno. chi decide le priorità?
2) mi devo rivolgere al medico di famiglia?
3) è vera sta cosa che il gruppo sanguigno 0 è meno attaccabile dal virus
4) il vaccino, sarà unico per tutti, o potranno esserci due o più vaccini  prodotti da diverse case farmaceutiche, egualmente efficaci?
5) il tampone è affidabile al 100%?  o in che percentuale?


questa è meno tecnica di quelle prima:
6) Ricciardi che evoca scenari terribili a Natale e capodanno, fa bene a farlo ?

e infine

7) la comunicazione del governo sul tema, è difficilmente migliorabile come la rosa della Lazio?

grazie

Tarallo

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Citazione di: volerevolare il 15 Ott 2020, 17:03
non discuto. Però quando si leggono certe notizie, il dubbio che nei conteggi si faccia qualche casino viene...

https://ecoaltomolise.net/muore-annegato-in-mare-ma-e-positivo-al-covid-conteggiato-tra-le-vittime-dellepidemia/

:=)) Fair enough

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MisterFaro

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Citazione di: volerevolare il 15 Ott 2020, 14:48
Ho appena saputo da un mio amico che il padre è stato ricoverato d'urgenza per un infarto.

Nell'accettarlo al pronto soccorso, gli hanno fatto il tampone ed è risultato positivo al COVID. Lo hanno quindi messo nella terapia intensiva COVID ma (penso) gli staranno facendo le cure cardiache del caso (da quanto mi riferisce il mio amico, il padre prima dell'infarto non aveva nessun sintomo COVID).

Domanda: un caso del genere viene conteggiato come incremento delle terapie intensive COVID oppure no? E, toccando ovviamente ferro, se il malato dovesse morire alimenta la statistica dei decessi COVID?

In generale, non c'è "una" statistica, possono essercene diverse, con differenze negli obiettivi e nelle fonti utilizzate.

Venendo al fenomeno particolare di cui stiamo parlando, ci sono fondamentalmente due tipi di statistiche:

  • quelle tradizionali che studiano i ricoveri, nei lorodiversi tipi di reparto, e la mortalità per causa
  • quelle del sistema della sorveglianza, interessato a intercettare i casi con Covid19 sia tra i ricoverati, nei loro diversi tipi di reparto, sia tra i deceduti (oltre che nella popolazione in generale ovviamente, ma qui ci stiamo concentrando su ricoveri e decessi)

Quindi nei dati della Sorveglianza Sanitaria entrano tutti i casi di positivi al Covid19, sia perché le misure di contenimento mirano a intercettare tutti i positivi, sia perché i tempi di reazione richiesti e la complessità del flusso non permettono maggiori approfondimenti.

Nelle statistiche ufficiali che usciranno sui dimessi agli ospedali e sulle cause di morte questo dettaglio verrà sviscerato più approfonditamente, sia perché gli obiettivi sono di conoscenza su tutto il complesso delle cause sia perché i tempi di produzione possono essere più lunghi.

Quindi, tornando all'esempio e nella malaugurata ipotesi di decesso di questo signore, il suo decesso rientrerà nella causa che il medico che certificherà le cause di morte riterrà essere stata la maggiore responsabile del decesso. Il modello per la certificazione delle cause di morte permette al medico di indicare il processo morboso che ha principalmente portato al decesso e le eventuali altre cause che hanno contribuito indebolendo l'individuo e non permettendogli di guarire. Nel caso in oggetto il medico potrebbe ritenere non rilevante il ruolo del Covid19 e quindi non riportarlo sulla scheda, potrà ritenere che ha indebolito il soggetto ma la causa è stata cardiaca e allora il Covid19 comparirà tra le "concause di morte", o può ritenere che senza il Covid19 la persona non avrebbe avuto la crisi cardiaca e quindi indica il Covid19 come causa iniziale di morte. Nelle statistiche apparirà di conseguenza, rispettivamente come persona deceduta senza ruolo del C19, come persona per cui il C19 è, stata una "causa multipla di morte", come persona per la quale il C19 è stata LA causa di morte (quest'ultimo caso è quello in cui si viene considerati nelle statistiche ufficiali come morto per C19). Questo indipendentemente dall'esito del tampone e dal reparto in cui si muore (a parte l'influenza sul parere del medico ovviamente)!.
Discorso analogo per le statistiche sulle Dimissioni Ospedaliere.





Piccolo inciso:
ricorriamo alle statistiche quando un qualcosa è di difficile misurazione, allora si trovano modi per misurare con una certa approssimazione, spesso misurando qualcosa di simile misurabile in qualche modo e non proprio il fenomeno di interesse ma utile agli obiettivi. Altrimenti si parla di "misura" e non di "statistica", parlando in generale

Il nostro Giorgione

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Per disgrazia anzi, meglio, per incapacità amminsitrativa e per difetto di volontà politica - in larga parte, erosa da tensioni negazioniste o pseudonegazioniste - c'è il buco enorme del mancato tracciamento.

Non abbiamo (non io, per me era essenziale, ma chi ha le leve della locomotiva) implementato Immuni; non abbiamo attivato (non io, l'ho fatto subito) Immuni; non abbiamo (non io, certi fenomeni di Governatori) martellato la struttura amministrativa per tenerla in funzione anche se al minimo.

Risultato: tra 15 giorni acceleriamo lo spegnimento - già inziato - dell'altoforno. E sarà comunque troppo tardi. Vaffanculo.

MisterFaro

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Citazione di: volerevolare il 15 Ott 2020, 17:03
non discuto. Però quando si leggono certe notizie, il dubbio che nei conteggi si faccia qualche casino viene...

https://ecoaltomolise.net/muore-annegato-in-mare-ma-e-positivo-al-covid-conteggiato-tra-le-vittime-dellepidemia/

Leggo ora, penso di aver risposto con il post precedente.

Nelle statistiche sulla mortalità per causa questa persona sicuramente (a meno che il medico non sia un cretino totale) verrà conteggiata come annegata, il covid non dovrebbe comparire neanche come concausa, semplicemente perché il medico non dovrebbe averlo proprio riportato sul certificato.

Nei conteggi della sorveglianza sanitaria (quelli della Protezione Civile) ci sta che venga conteggiato, perché comunque i contatti di questa persona andranno "sorvegliati".
E, inoltre, una volta definito un criterio quello va mantenuto per poter confrontare gli andamenti nel tempo e nello spazio, e, infine, ma quanto pensate che possano pesare questi casi? L'ordine di grandezza del fenomeno viene comunque centrato.

Che la "comunicazione" non spieghi abbastanza questi concetti è un problema serio, sono d'accordo con voi. E il problema più grande è proprio la perdita di credibilità di dati che comunque hanno un loro valore importante.


orchetto

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Citazione di: ZombyWoof il 15 Ott 2020, 17:09
mai fatto vaccini antinfluenzali, e non prendo influenze stagionali da 40 anni. Mi confermate che avendo  ormai una certa, sarebbe meglio farlo anche in ottica protezione Covid?

L'antinfluenzale esiste trivalente e quadrivalente e serve per proteggerti dai ceppi di influenza stagionale principali mutati che si prevede gireranno nell'autunno inverno inizio primavera che viene, lascia fuori tanti altri virus similari, quelli che provocano i cosiddetti sintomi parainfluenzali, in più gli altri coronavirus, i rinovirus, gli intestinali per non parlare ovviamente delle infezioni batteriche ed inoltre a volte purtroppo non ha efficacia piena proprio sui ceppi influenzali stagionali. Quindi figuriamoci cosa possa fare al coronavirus.  Il discorso è un altro, innanzitutto evitare il sovraccarico del sistema perchè le complicazne da influenza possono essere nei soggetti deboli o con comorbità molto pesanti, meno probabili del covid ma ugualmente pesanti. Inoltre l'influenza è veicolo di infezioni batteriche. Inoltre il vaccino antinfluenzale può blandamente contribuire in minima parte ad una parziale analisi differenziale. Personalmente è un argomento che mi convince poco però si in minam parte da le basi almeno per escludere che sia influenza stagionale (ma non tutte le altre cos eelencate). Inoltre si il vaccino antinfluenzale in generale ti protegge, essere sicuri di eveitarsi una di quelle influenze stagionali pesanti e durature in cui ci si mette moltissimo per riprendersi, diminuisce almeno in via teorica l'abbassamento delle difese immunitarie e questo può essere utile in generale.
Discorso diverso sul vaccino antipneumococcico che viene anche esso raccomandato, esso può evitare complicanze di polmonite, alcuni medici continuano a sostenere che può attenuare le complicanze da polmoniti covid, se ne parlò molto in primavera.

Citazione di: ZombyWoof il 15 Ott 2020, 17:09
il tampone è affidabile al 100%? 
No. A detta proprio dell'"inventore"

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Baldrick

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Citazione di: Cassia Biancazzaurra il 15 Ott 2020, 17:01
Scusa se permettti :  lavori nel publico o nel privato?
Ho la mia scuola di italiano per stranieri. Sono un privato ma chiaramente, agli occhi del Ministero (e ancora per poco, si spera), vengo assimilato alle "scuole di ogni ordine e grado".

Baldrick

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Citazione di: Thorin il 15 Ott 2020, 17:06
Io 3 contatti di positivi nell'ultima settimana.
E' peggio di Marzo. Peggio.
Solo oggi altri 2. Sempre contatti dei contatti, ma insomma, sta arrivando.
Certo che è peggio di marzo: a Roma la prima ondata ci ha sfiorati a malapena ed è rimasta in buona parte confinata (sotto lockdown, per giunta) all'interno delle RSA.

Baldrick

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Quanto ai vaccini: il medico di base mi informa che a noi "giovanotti" (ho 40 anni) quest'anno ci fanno un buono. Prima i casi a rischio, poi vediamo.

Laziolubov

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questo post di uno che si occupa di curve epidemiche e che cito con nome e cognome è stato pubblicato il 28 AGOSTO, quando qui si ballava al billionaire, il virus era "clinicamente morto" e c'erano 3/4 morti al giorno. Su LN non lo pubblicai ma scrissi le sue conclusioni, intorno a metà settembre, e fui sfidato a vedere se le previsioni si fossero avverate o meno da uno dei soliti che si sbilancia in propri calcoli e previsioni quando si capiscono in realtà le difficoltà con le 4 operazioni.

In questo post del 28 AGOSTO analizzando dati con numeri assoluti esigui ma, solo un esempio, applicando derivate, derivate seconde logaritmiche ecc. PREVEDEVA testualmente per la metà OTTOBRE 100 MORTI quando all'epoca con 3/4 morti al giorno ti deridevano se usavi la mascherina e pacatamente spiegava ai cercopitechi come in realtà andassero interpretati i dati di questa seconda ondata. OGGI 15 Ottobre abbiamo contato 83 morti...

post del 28 AGOSTO, ripeto del 28 AGOSTO

Fausto Tomei
28 Agosto ·
SECONDA ONDATA
Per capire il presente, bisogna conoscere il passato. È una legge vera sempre, anche nel nostro caso: per capire quanto può essere grave la seconda ondata, bisogna studiare come si è sviluppata la prima. Ma c'è un problema, ci scontriamo con la questione sempre evidenziata: i dati dei contagi di febbraio e marzo erano fortemente sottostimati a causa del numero insufficiente di tamponi.
Ora però abbiamo una informazione chiave: l'esito della indagine sierologica dell'ISTAT, che ha stimato il numero reale dei contagi sino a giugno. Il risultato dell'indagine è che un milione e mezzo di italiani sono entrati in contatto con il virus nella prima ondata, circa sei volte di più di quanti ne sono stati identificati coi tamponi.
Per ricostruire la curva reale dei contagi potremmo quindi moltiplicare per sei il valore giornaliero degli identificati, ma sarebbe una soluzione brutale e sbagliata: il numero di tamponi effettuati non è stato uniforme, ma spaventosamente basso rispetto ai contagi in marzo, per poi aumentare in aprile e raggiungere un numero in linea con le necessità nei mesi successivi.
Ho quindi adottato un metodo diverso per ricostruire la probabile curva dei contagi nella prima ondata. Attenzione, il post sarà lungo. Ma non è possibile ridurlo, se non omettendo informazioni chiave sulla metodologia.
Prima di tutto sono partito da una semplice media mobile a 7 giorni sui dati grezzi (per eliminare il ciclo settimanale dovuto ai fine settimana), poi ho identificato una soglia minima (il 2%) nel rapporto positivi/test sotto la quale il numero degli identificati si può ritenere parzialmente affidabile. La soglia del 2%, che ho scelto in modo empirico, è risultata molto vicina a quella che meglio approssima il dato dell'Istat, come vedremo dopo. In che periodo siamo stati sotto soglia? Solo dai primi di maggio siamo scesi stabilmente sotto a questo valore e ora ci stiamo pericolosamente tornando.
Anche i dati grezzi del rapporto test/casi sono stati sottoposti a media mobile su 7 giorni per filtrare le oscillazioni settimanali. Infine tutti i valori dei positivi identificati sono stati considerati sottostimati in modo proporzionale alla distanza dalla soglia in quel momento, ciò vuol dire che nel picco epidemico di metà marzo i valori sono stati incrementati di un fattore dieci, in certi casi anche superiore.
Il risultato lo potete vedere nella curva nera del grafico, a scala logaritmica: al momento del picco nei dati (20 marzo) avevamo quasi 70 mila contagi al giorno. È un numero enorme, soprattutto se consideriamo che era concentrato quasi esclusivamente in Lombardia e regioni limitrofe. Per avere un termine di paragone, è pari quanti ne venivano registrati un mese fa in tutti gli Stati Uniti. La data del picco è consistente con il lock-down del 12 marzo: questa curva è costruita a partire dagli identificati e in quel periodo (in cui venivano testati solo i sintomatici più gravi) tra il momento del contagio e il momento in cui si veniva identificati passavano vari giorni. Solo dal giorno del lock-down la curva ha iniziato, finalmente, a scendere.
Come possiamo validare la curva prodotta? Con due indicatori: il primo è che la cumulata di tutti i casi produce 1 milione e 620 mila casi, un valore di poco superiore a quello stimato dall'Istat, che peraltro secondo molti potrebbe soffrire di una certa sottostima (perché gli anticorpi nel tempo tendono a scomparire).
Il secondo è la pendenza della curva (la linea tratteggiata) nel suo primo tratto, cioè nel periodo di crescita libera del virus: una pendenza mostruosa, un tasso di crescita del 32% al giorno, con un tempo di raddoppio di soli 2.5 giorni. Ricordiamo che il grafico è in scala logaritmica: in pochissimi giorni il numero di contagi giornalieri scala interi ordini di grandezza, passa da 100 a 1000 a 10.000 contagi al giorno.
Dove avevamo già visto questo mostruoso tasso di crescita? Forse lo ricorderete, nella curva dei decessi dei primi grafici di marzo, esattamente uguale. La linea blu nel grafico riporta i decessi giornalieri (mediati anch'essi su 7 giorni) e la linea tratteggiata è il suo trend nella fase di crescita libera del virus. I due trend, contagi e decessi giornalieri, sono perfettamente paralleli, con uno shift di soli 5 giorni: un tempo ridottissimo rispetto all'attuale, perché purtroppo in quel momento i casi gravi venivano identificati troppo tardi o addirittura solo al momento del decesso.
Ora abbiamo chiaro qual'è il potenziale di espansione di questo virus in una vita normale, quella che abbiamo purtroppo lasciato alle spalle il 12 marzo: senza mascherine, distanziamento, aerazione, senza alcuna limitazione a locali, eventi, assembramenti, il virus raddoppia contagi e morti ogni 2.5 GIORNI. La crescita spaventosa dei decessi in marzo non era dovuta a fantomatiche realtà locali, ma alla velocissima e spaventosa diffusione dei contagi nei giorni precedenti. Il rapporto tra i due, cioè la letalità, è stata sicuramente più alta in italia rispetto ad altri paesi, per ragioni legate alla struttura della popolazione e al collasso del sistema sanitario nella fase acuta, ma in realtà questo è vero nelle fasi successive all'esplosione iniziale, perché nella fase iniziale di crescita il rapporto tra i due è stabile e poco superiore all'1%.
E oggi?
Ora ha senso guardare la curva dei contagi di agosto (la linea rossa, con asse del tempo in alto) e il suo trend di crescita (la linea tratteggiata rossa), confrontandolo con lo spaventoso trend di febbraio-marzo. La seconda ondata si presenta come una esponenziale con tasso di crescita del 6.5% al giorno, equivalente a un tempo di raddoppio di 11 giorni. E' un valore enormemente più basso di quello di febbraio grazie alle regole ancora in vigore (a cui per qualche giorno abbiamo stupidamente derogato per le discoteche, e lui ne ha approfittato immediatamente per tornare a esplodere) ma è anche un tasso enormemente più alto di quello che ci possiamo permettere, che è un tasso di crescita ZERO (cioè Rt pari a uno).
Perché un tempo di raddoppio di 11 giorni vuol dire che all'apertura delle scuole potremmo avere 3 mila casi al giorno e a fine settembre circa 10 mila (assumendo che l'apertura delle stesse non aumenti il tasso di crescita, cosa che temo impossibile). Come spiega benissimo Emanuele Ghedini, il meccanismo è molto simile a quello di un reattore nucleare che diventa critico: a partire da inizio giugno abbiamo estratto lentamente le barre di controllo dal nocciolo e ora la potenza del reattore è tornata a crescere in modo esponenziale.
Ora qualcuno starà già pensando: si, ma terapie intensive e decessi non aumentano, quindi stiamo ben sereni.
In realtà non è vero: il 31 luglio avevamo 41 pazienti in terapia intensiva, ora 67 (aggiornamento tre giorni dopo: 86). Ma quello che bisogna capire, ancora una volta, è cosa voglia dire una crescita esponenziale e il valore atteso nel tempo. Con poco più di mille contagiati al giorno, perlopiù giovani e identificati molto prima di quanto si facesse in marzo, il valore atteso è dell'ordine dei 10 nuovi decessi al giorno, e non ora, ma tra 1-2 settimane. Quindi è normale che al momento i decessi sembrino stabili. Ma con 10 mila contagiati a fine settembre, il valore atteso è 100 decessi a metà ottobre. E a quel punto comincia a crescere anche la letalità, perché alcune strutture sanitarie iniziano a collassare, perché il contagio rientra nelle RSA, etc. Quel che succede poi, lo sapete.
Tutto ciò non è scritto. È la strada che stiamo seguendo, ma una strada si può cambiare. Sarà un lungo inverno, diamoci delle tappe, degli obiettivi. Bisogna capire la potenza del tempo in una crescita esponenziale, per sfruttare al meglio il tempo, ogni attimo. Fare e richiedere un'accortezza in più, ogni giorno. Tenere la mascherina in modo corretto. Non parlare in faccia alle persone. Pensarci un attimo prima di infilarsi in un certo luogo. Spiegare di nuovo ai figli perché lo facciamo.
Diamoci delle tappe, la prima è arrivare all'apertura delle scuole.



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Citazione di: Baldrick il 15 Ott 2020, 16:51
Comunque, l'impressione che ho è quella di "accerchiamento". Solo negli ultimi 3 giorni, almeno 5 "contatti di contatti". Considerando che per lavoro vedo una trentina di persone al giorno, pur indossando sempre la mascherina mi aspetto di beccarmi il morbo nel giro di qualche settimana. O forse già ce l'ho, visto che oggi, per precauzione, sono dovuto tornare a casa causa mal di gola.

Non a caso martedì scrivevo:

CitazioneCazzo, mi sembra di leggere i whatsapp-sms-FB di quassù a febbraio-marzo...
Ragazzi, tenete duro, aspettate quel che c'è da aspettare, tamponatevi quando ve lo lasciano fare e soprattutto non fatevi prendere dal panico. E' brutto quando (sempre più) gente che conosci ce l'ha, senti come il cerchio che si stringe attorno a te, ma poi passa. Davvero.
Tenete duro e mascherina ovunque (meglio ffp2)!

Accerchiamento. E' esattamente la sensazione che provi. Il cerchio che si stringe sempre più, si avvicina, afferra conoscenti, amici, vicini di casa, parenti stretti...
Il passaggio successivo è la sensazione (che diventa certezza) che devi prepararti, che è solo questione di tempo e ti entrerà in casa di sicuro.
E a quel punto via coi testamenti virtuali. Ho perso il conto di quanti ne ho letti a primavera, di amici o conoscenti quasi tutti volontari o infermieri o commessi o camionisti, gente che non poteva fermarsi, e che si scoprivano positivi e mandavano un saluto-addio via WA o FB nel caso che fosse l'ultima occasione per farlo.
Mi viene il magone solo a ripensarci. Mi sembrava di leggere le lettere dei condannati a morte della Resistenza, con tutto il rispetto  (poi alcuni in intensiva ci sono finiti veramente). Tenete presente che erano i giorni delle bare sui camion. Personalmente a me dava ancora più la voglia di continuare a andare in ambulanza, andare a portare i farmaci ai positivi, continuare a combattere. Ma spero tanto di non dover più leggere addii, nè qua sopra nè altrove.
Intanto rispetto a sta primavera anche se i numeri sono simili la situazione è migliore. Il virus lo conosciamo molto di più. Alcune cure si sa che non funzionano e non si usano più. Quindi anche se si prende male penso sia più difficile morire di sto [...], a meno che non collassi il sistema come fu in Lombardia (ma non dovrebbe, che sono stati predisposti posti letto di intensiva aggiuntivi un pò ovunque).
Certo che il casino che c'è non aiuta molto l'ottimismo. Prova a pensare ai contatti che lo hanno avuto e ne sono usciti senza problemi, aiuta.

LaFonte

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Immuni non serve se la gente la scarica ma le AUSL non fanno la loro parte...
https://www.bolognatoday.it/cronaca/covid-app-immuni-problemi-ausl-codice-europa.html

ES

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Citazione di: Laziolubov il 15 Ott 2020, 19:19
questo post di uno che si occupa di curve epidemiche e che cito con nome e cognome è stato pubblicato il 28 AGOSTO, quando qui si ballava al billionaire, il virus era "clinicamente morto" e c'erano 3/4 morti al giorno. Su LN non lo pubblicai ma scrissi le sue conclusioni, intorno a metà settembre, e fui sfidato a vedere se le previsioni si fossero avverate o meno da uno dei soliti che si sbilancia in propri calcoli e previsioni quando si capiscono in realtà le difficoltà con le 4 operazioni.

In questo post del 28 AGOSTO analizzando dati con numeri assoluti esigui ma, solo un esempio, applicando derivate, derivate seconde logaritmiche ecc. PREVEDEVA testualmente per la metà OTTOBRE 100 MORTI quando all'epoca con 3/4 morti al giorno ti deridevano se usavi la mascherina e pacatamente spiegava ai cercopitechi come in realtà andassero interpretati i dati di questa seconda ondata. OGGI 15 Ottobre abbiamo contato 83 morti...

post del 28 AGOSTO, ripeto del 28 AGOSTO

Fausto Tomei
28 Agosto ·
SECONDA ONDATA
Per capire il presente, bisogna conoscere il passato. È una legge vera sempre, anche nel nostro caso: per capire quanto può essere grave la seconda ondata, bisogna studiare come si è sviluppata la prima. Ma c'è un problema, ci scontriamo con la questione sempre evidenziata: i dati dei contagi di febbraio e marzo erano fortemente sottostimati a causa del numero insufficiente di tamponi.
Ora però abbiamo una informazione chiave: l'esito della indagine sierologica dell'ISTAT, che ha stimato il numero reale dei contagi sino a giugno. Il risultato dell'indagine è che un milione e mezzo di italiani sono entrati in contatto con il virus nella prima ondata, circa sei volte di più di quanti ne sono stati identificati coi tamponi.
Per ricostruire la curva reale dei contagi potremmo quindi moltiplicare per sei il valore giornaliero degli identificati, ma sarebbe una soluzione brutale e sbagliata: il numero di tamponi effettuati non è stato uniforme, ma spaventosamente basso rispetto ai contagi in marzo, per poi aumentare in aprile e raggiungere un numero in linea con le necessità nei mesi successivi.
Ho quindi adottato un metodo diverso per ricostruire la probabile curva dei contagi nella prima ondata. Attenzione, il post sarà lungo. Ma non è possibile ridurlo, se non omettendo informazioni chiave sulla metodologia.
Prima di tutto sono partito da una semplice media mobile a 7 giorni sui dati grezzi (per eliminare il ciclo settimanale dovuto ai fine settimana), poi ho identificato una soglia minima (il 2%) nel rapporto positivi/test sotto la quale il numero degli identificati si può ritenere parzialmente affidabile. La soglia del 2%, che ho scelto in modo empirico, è risultata molto vicina a quella che meglio approssima il dato dell'Istat, come vedremo dopo. In che periodo siamo stati sotto soglia? Solo dai primi di maggio siamo scesi stabilmente sotto a questo valore e ora ci stiamo pericolosamente tornando.
Anche i dati grezzi del rapporto test/casi sono stati sottoposti a media mobile su 7 giorni per filtrare le oscillazioni settimanali. Infine tutti i valori dei positivi identificati sono stati considerati sottostimati in modo proporzionale alla distanza dalla soglia in quel momento, ciò vuol dire che nel picco epidemico di metà marzo i valori sono stati incrementati di un fattore dieci, in certi casi anche superiore.
Il risultato lo potete vedere nella curva nera del grafico, a scala logaritmica: al momento del picco nei dati (20 marzo) avevamo quasi 70 mila contagi al giorno. È un numero enorme, soprattutto se consideriamo che era concentrato quasi esclusivamente in Lombardia e regioni limitrofe. Per avere un termine di paragone, è pari quanti ne venivano registrati un mese fa in tutti gli Stati Uniti. La data del picco è consistente con il lock-down del 12 marzo: questa curva è costruita a partire dagli identificati e in quel periodo (in cui venivano testati solo i sintomatici più gravi) tra il momento del contagio e il momento in cui si veniva identificati passavano vari giorni. Solo dal giorno del lock-down la curva ha iniziato, finalmente, a scendere.
Come possiamo validare la curva prodotta? Con due indicatori: il primo è che la cumulata di tutti i casi produce 1 milione e 620 mila casi, un valore di poco superiore a quello stimato dall'Istat, che peraltro secondo molti potrebbe soffrire di una certa sottostima (perché gli anticorpi nel tempo tendono a scomparire).
Il secondo è la pendenza della curva (la linea tratteggiata) nel suo primo tratto, cioè nel periodo di crescita libera del virus: una pendenza mostruosa, un tasso di crescita del 32% al giorno, con un tempo di raddoppio di soli 2.5 giorni. Ricordiamo che il grafico è in scala logaritmica: in pochissimi giorni il numero di contagi giornalieri scala interi ordini di grandezza, passa da 100 a 1000 a 10.000 contagi al giorno.
Dove avevamo già visto questo mostruoso tasso di crescita? Forse lo ricorderete, nella curva dei decessi dei primi grafici di marzo, esattamente uguale. La linea blu nel grafico riporta i decessi giornalieri (mediati anch'essi su 7 giorni) e la linea tratteggiata è il suo trend nella fase di crescita libera del virus. I due trend, contagi e decessi giornalieri, sono perfettamente paralleli, con uno shift di soli 5 giorni: un tempo ridottissimo rispetto all'attuale, perché purtroppo in quel momento i casi gravi venivano identificati troppo tardi o addirittura solo al momento del decesso.
Ora abbiamo chiaro qual'è il potenziale di espansione di questo virus in una vita normale, quella che abbiamo purtroppo lasciato alle spalle il 12 marzo: senza mascherine, distanziamento, aerazione, senza alcuna limitazione a locali, eventi, assembramenti, il virus raddoppia contagi e morti ogni 2.5 GIORNI. La crescita spaventosa dei decessi in marzo non era dovuta a fantomatiche realtà locali, ma alla velocissima e spaventosa diffusione dei contagi nei giorni precedenti. Il rapporto tra i due, cioè la letalità, è stata sicuramente più alta in italia rispetto ad altri paesi, per ragioni legate alla struttura della popolazione e al collasso del sistema sanitario nella fase acuta, ma in realtà questo è vero nelle fasi successive all'esplosione iniziale, perché nella fase iniziale di crescita il rapporto tra i due è stabile e poco superiore all'1%.
E oggi?
Ora ha senso guardare la curva dei contagi di agosto (la linea rossa, con asse del tempo in alto) e il suo trend di crescita (la linea tratteggiata rossa), confrontandolo con lo spaventoso trend di febbraio-marzo. La seconda ondata si presenta come una esponenziale con tasso di crescita del 6.5% al giorno, equivalente a un tempo di raddoppio di 11 giorni. E' un valore enormemente più basso di quello di febbraio grazie alle regole ancora in vigore (a cui per qualche giorno abbiamo stupidamente derogato per le discoteche, e lui ne ha approfittato immediatamente per tornare a esplodere) ma è anche un tasso enormemente più alto di quello che ci possiamo permettere, che è un tasso di crescita ZERO (cioè Rt pari a uno).
Perché un tempo di raddoppio di 11 giorni vuol dire che all'apertura delle scuole potremmo avere 3 mila casi al giorno e a fine settembre circa 10 mila (assumendo che l'apertura delle stesse non aumenti il tasso di crescita, cosa che temo impossibile). Come spiega benissimo Emanuele Ghedini, il meccanismo è molto simile a quello di un reattore nucleare che diventa critico: a partire da inizio giugno abbiamo estratto lentamente le barre di controllo dal nocciolo e ora la potenza del reattore è tornata a crescere in modo esponenziale.
Ora qualcuno starà già pensando: si, ma terapie intensive e decessi non aumentano, quindi stiamo ben sereni.
In realtà non è vero: il 31 luglio avevamo 41 pazienti in terapia intensiva, ora 67 (aggiornamento tre giorni dopo: 86). Ma quello che bisogna capire, ancora una volta, è cosa voglia dire una crescita esponenziale e il valore atteso nel tempo. Con poco più di mille contagiati al giorno, perlopiù giovani e identificati molto prima di quanto si facesse in marzo, il valore atteso è dell'ordine dei 10 nuovi decessi al giorno, e non ora, ma tra 1-2 settimane. Quindi è normale che al momento i decessi sembrino stabili. Ma con 10 mila contagiati a fine settembre, il valore atteso è 100 decessi a metà ottobre. E a quel punto comincia a crescere anche la letalità, perché alcune strutture sanitarie iniziano a collassare, perché il contagio rientra nelle RSA, etc. Quel che succede poi, lo sapete.
Tutto ciò non è scritto. È la strada che stiamo seguendo, ma una strada si può cambiare. Sarà un lungo inverno, diamoci delle tappe, degli obiettivi. Bisogna capire la potenza del tempo in una crescita esponenziale, per sfruttare al meglio il tempo, ogni attimo. Fare e richiedere un'accortezza in più, ogni giorno. Tenere la mascherina in modo corretto. Non parlare in faccia alle persone. Pensarci un attimo prima di infilarsi in un certo luogo. Spiegare di nuovo ai figli perché lo facciamo.
Diamoci delle tappe, la prima è arrivare all'apertura delle scuole.

Molto molto interessante.
Hai i grafici?

Ci puoi dare informazioni su Tomei?
Ho trovato qualcosa su internet ma non so se è lui.

Ti posso chiedere se il lavoro che fai è legato alla matematica?
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Fratelli, appena ricevuto dalla ASL il referto sul tampone di mia figlia: negativo!

Manca solamente il mio ma a questo punto credo (spero) sia anch'esso negativo (d'altronde, stando sempre a lavorare a casa in Smart potrei averlo preso solamente dal pc... :D)

Rimane ora un dubbio/domanda: a fine dello scorso gennaio io e mia figlia abbiamo avuto un'influenza devastante con febbre altissima e tosse. Che fosse stato COVID? se ci facciamo un sierologico riusciamo in qualche modo a capire se eravamo stati già in contatto con il virus?


Laziolubov

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Sono un po' impedito su questo sito non ho mai postato un'immagine comunque ecco il grafico di cui parlava il post,  
Questo Tomei è un informatico che si occupa di modellizzazione meteo, non so onestamente se è tutto farina del suo sacco comunque so riconoscere se qualcuno si occupa seriamente, magari attingendo ad altre fonti, di un certo argomento. Se vuoi lo puoi trovare su fb, in privato ti posso dare l'indirizzo

Laziolubov

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Citazione di: ES il 15 Ott 2020, 19:41
Molto molto interessante.
Hai i grafici?

Ci puoi dare informazioni su Tomei?
Ho trovato qualcosa su internet ma non so se è lui.

Ti posso chiedere se il lavoro che fai è legato alla matematica?
Se non sono indiscreto, magari Pv se non vuoi quì.

Comunque questo è ad oggi.





La rosa ha preso una bella ripidità.
vedi il mio post sopra

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ES

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Citazione di: Laziolubov il 15 Ott 2020, 19:51
Sono un po' impedito su questo sito non ho mai postato un'immagine comunque ecco il grafico di cui parlava il post,  
Questo Tomei è un informatico che si occupa di modellizzazione meteo, non so onestamente se è tutto farina del suo sacco comunque so riconoscere se qualcuno si occupa seriamente, magari attingendo ad altre fonti, di un certo argomento. Se vuoi lo puoi trovare su fb, in privato ti posso dare l'indirizzo

Ook, ho capito chi è,  grazie.

Tarallo

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Vv, in teoria il sierologico dovrebbe poter rispondere alla tua domanda sulla possibilità che a gennaio fosse covid.
A quell'epoca però se non sbaglio il virus era ancora nascosto in luoghi ameni del nord Italia.
Dico in teoria perché il numero di eccezioni (fra test inefficaci, risposte anticorpi mai montate, anticorpi che ci sono e poi spariscono) va a sape'.

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